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  CINQUEMILIONISETTECENTOMILA EURO E PERDE ANCORA



Carabinieri subacquei scoprono che la Haven disperde ancora petrolio in mare
Mentre si esercitavano in una immersione profonda sul relitto della famosa VLCC “Haven”, affondata qualche anno fa a poche centinia di metri dalle spiagge di Genova-Voltri, i carabinieri sommozzatori hanno notano un fatto grave: il relitto stava ancora restituendo parte del suo carico (petrolio grezzo).
Immediatamente sono scattate le indagini che sicuramente comporteranno l’intervento del NOE Nucleo Operativo Ecologico della “benemerita”. La notizia “riservatissima” è arrivata fino a noi di www.marescoop.com attraverso una fonte tanto attendibile quanto coperta. Lo scalpore è determinato dal fatto che i sommozzatori industriali della “Smit Salvage” una industria subacquea olandese, hanno levato le tende poche settimane fa, dopo un lungo lavoro di bonifica pagato dai contribueni italiani “solo” cinquemilioni e settecentomila euro; ma anche dopo una serie d’incidenti, perplessità già esposte in altri nostri articoli sullo stesso tema, stranezze.
L’operazione è stata presentata in pompa magna anche su Rai Uno nel corso della trasmissione “Linea Blu” e mentre l’onnipresente Bertolaso ci illustrava le caratteristiche dell’intervento che avrebbe dovuto essere l’ultimo e definitivo, vedevamo passare davanti alla telecamera, le immagini di un pontone galleggiante, desolatamente vecchio e arrugginito, quell’AD3 che avevamo ampiamente criticato e che all’inizio dei lavori non era nemmeno fornito d’impianto di saturazione; quel pontone galleggiante con quattro ancore, che aveva già visto due incidenti embolici in partenza, e rischiato un incidente ancora più grave in seguito alla collisione di una motonave uscente dal porto con uno dei quattro cavi d’ancoraggio del pontone, mentre c’era un operatore subacqueo in azione, collegato al pontone tramite ombelicale.
I lavori di bonifica ad opera della “Smit Salvage” sono avvenuti in base ad un capitolato di appalto sottoscritto fra la Protezione Civile e la ditta olandese dopo che ben due ditte italiane, la CNS di Avenza e la RANA di Marina di Ravenna avevano rifiutato il contratto ed altre gare di appalto erano andate deserte; ma perché le ditte italiane non hanno voluto, o potuto, aderire alle richieste del capitolato di gara?
  Approvato dalla redazione  Venerdì, 04 luglio 2008 ore 19,07  (Leggi Tutto... | )  Argomento:Offshore e subacquea professionale

  PRECISAZIONE DOVUTA
Questa precisazione ci giunge dalla CNS

Sulla base di alcune segnalazioni pervenute dall’azienda C.N.S. – Società Cooperativa Nazionale Sommozzatori, desidero precisare quanto segue:
• il sito www.marescoop.it presenta il seguente organigramma: Editore e Direttore responsabile: Marcello Toja
Webmaster: Andrea Nervi
• l’azienda C.N.S. (Società Cooperativa Nazionale Sommozzatori), presieduta dal Sig. Adolfo Magrin, non ha alcun tipo di legame con il sito www.marescoop.it e, pertanto, i contenuti pubblicati sul forum marescoop non sono in alcun modo attribuibili ovvero riconducibili alla medesima C.N.S.

• l’azienda C.N.S. (Società Cooperativa Nazionale Sommozzatori) è presente con il proprio marchio sul sito www.marescoop.it unicamente a fini pubblicitari, non avendo alcun tipo di controllo e responsabilità sui contenuti riportati all’interno del medesimo sito

• A.I.S.I. – Associazione delle Imprese Subacquee Italiane – è un’associazione che raggruppa aziende italiane operanti nel settore diving professionale; l’AISI, presieduta dal Signor Adolfo Magrin (con il Sig. Giovanni Esentato in qualità di Segretario-Collaboratore del Presidente), non ha alcun tipo di legame con il sito www.marescoop.it e, pertanto, i contenuti pubblicati sul forum marescoop non sono in alcun modo attribuibili ovvero riconducibili alla medesima A.I.S.I. - Adolfo Magrin

In merito a queste precisazioni ci preme di chiarire i sede definitiva quanto segue:
  Approvato dalla redazione  Giovedì, 19 giugno 2008 ore 01,06  (Leggi Tutto... | )  Argomento:Offshore e subacquea professionale

  REVOLUCION O MUERTE


Ricevo da Francesco Maurizio, sommozzatore professionista della RANA, indirizzata ad AISI, la seguente lettera:
SINDACATO ITALIANO OPERATORI SUBACQUEI ed IPERBARICI
Marina di Ravenna 12/06/08
Spett. AISI
via Fiumazzo, 46/4
48022 Lugo di Romagna
Il giorno 12 giugno 2008, a Marina di Ravenna, un gruppo di lavoratori, sommozzatori e tecnici, della Società Rana, si è riunito costituendo, con specifico Atto Costitutivo, il comitato promotore per la fondazione dell’associazione “SINDACATO ITALIANO OPERATORI SUBACQUEI ed IPERBARICI” di seguito denominato SIOSI.
I motivi, anche urgenti, che ci hanno spinto a tale azione sono molteplici e speriamo di avere presto occasione di confrontarci con le aziende da Voi rappresentate, rivestendo un ruolo attivo che era vacante oramai da molti anni.
La realtà odierna impone a SIOSI, di offrire la piena collaborazione alle Aziende al fine di perseguire obiettivi di primaria importanza e comuni, quali ad esempio la sicurezza. Saranno anche principali obiettivi e scopi di SIOSI, difendere gli interessi economici, professionali, morali, collettivi, individuali delle Lavoratrici e dei Lavoratori, promuovere il miglioramento progressivo delle loro condizioni di vita, della loro professionalità, garantire il rispetto dei loro diritti e della loro personalità, tutelare la loro salute e la loro integrità fisica e morale, affinché la dignità delle persone prima e dei lavoratori poi siano garantite.
Distinti saluti,
Il Segretario SIOSI,
Maurizio Francesco
La mia risposta inviata alle aziende:

Ricevo da Francesco Maurizio, sommozzatore presso RANA, l’allegato che annuncia la fondazione di un comitato promotore del sindacato sommozzatori denominato SIOSI e dove egli si firma in qualità di segretario.
  Approvato dalla redazione  Domenica, 15 giugno 2008 ore 09,06  (Leggi Tutto... | )  Argomento:Offshore e subacquea professionale

  IO IL GATTO TU LA VOLPE E SIAMO IN SOCIETA'
ATTENZIONE AI FURBI E ALLE SCUOLE "PER PROCURA"

Si sta sviluppando nel settore della formazione professionale una nuova figura didattica: la scuola per... procura. si tratta in effetti di un sistema già utilizzato in altri ambiti... commerciali.
L'allievo è indotto ad iscriversi ad una "scuola" per seguire un corso professionale ma in realtà il corso si realizzarà non presso la "struttura" ove ci si è iscritti ma in un altro centro... oppure il centro ove avviene la iscrizione lo fa in... rappresentanza di un altra struttura.
Tutto regolare se... se non ci fosse il rischio di pagare uno che poi... scappa con la cassa e i soldi versati dal malcapitato non vengono, ovviamente, inviati a chi poi deve realmente reaalizzare il corso.
Sempre che quest'ultimo abbia anch'esso la struttura adatta, il piano didattico coerente e, in ultimo, sia in grado di rilasciare effettivamente quella preparazione utile e necessaria ai futuri"OTS" per entrare nel circuito del lavoro.
Per questo fine AISI ha realizzato un accreditamento di scuole OTS italiane in grado di rilasciare brevetti e titoli effettivamente presi in considerazione dalle aziende.
Allo stato attuale le scuole italiane in grado di realizzare una formazione coerente e adatta al lavoro subacqueo di interesse delle aziende iscritte all'AISI sono:
Marco Polo di Roma (http://www.subiper-marcopolo.it)
CFO Ravenna (http://www.cforavenna.com)
Hydrocat-Hydrolab - Lerici (SP) (http://www.hydrolab.it)
CEDIFOP - Palermo (http://www.cedifop.it)
LE AZIENDE IN GENERE ED IN PARTICOLARE QUELLE ISCRITTE ALL'AISI, SONO MOLTO ATTENTE ALLA PROVENIENZA FORMATIVA DEGLI OTS.
E NON PRENDONO IN CONSIDERAZIONE CURRICULUM VITE DI OTS CHE NON PROVENGONO DA QUESTE SCUOLE.
Importante, quindi, è fare informazione verso coloro i quali intendono frequentare un corso professionale OTS mettendoli in guardia verso chi "millanta" e pubblicizza corsi sub professionali anche di tipo sportivo, spacciandoli per corsi utili ed adatti all'avviamento al lavoro.
AISI ha intrapreso, inoltre, attività di vigilanza affinché non vi siano "truffe" ai danni di inconsapevoli allievi dei corsi sub professionali ed invita gli OTS di "lungo corso" ad attivarsi e a fare informazione anche in ambiente "sportivo" da dove spesso provengono giovani ignari di cosa sia, in effetti, il lavoro subacqueo e la formazione professionale.
_________________ giovanni esentato - segretario AISI
www.assoimpresesub.it
contatto SKYPE: esentatoaisi
  Approvato dalla redazione  Giovedì, 12 giugno 2008 ore 04,06  (Leggi Tutto... | )  Argomento:Offshore e subacquea professionale

  NOI BANDA DI FRATELLI
Walt Whitman - Io vengo con sonora musica,
con trombe e con tamburi,
non per sonar le marce
dei vincitori illustri,
ma per cantar la Gloria
degli uomini vinti e Caduti.
Vi hanno detto che era bene
vincere la battaglia?
Io vi dico che è bene altresì
soccombere, e che le battaglie
si vincono e si perdono
con identico cuore!
Io faccio rullare i tamburi
per tutti i Morti, e per Essi
faccio squillare le trombe
in tono alto e lieto!
Viva coloro che caddero,
viva chi perde i propri vascelli!
Viva coloro che affondano con
essi e non perdono l'onore!
Viva tutti i generali sconfitti
e tutti gli Eroi schiacciati
cui la sconfitta
non può togliere la Gloria!»

Coloro che non ricordano il passato", ha lasciato scritto Georges Santayana, "saranno costretti a riviverlo continuamente."

La sera dell’8 settembre 1943 il principino Andrea Scirè Borghese si succhiava le dita dei piedi nella culla, ignaro della guerra in corso e della sorte di suo padre che avrebbe segnato pesantemente la sua esistenza.
Contemporaneamente e per caso il Principe Junio Valerio Borghese, comandante di un distaccamento specialissimo e segretissimo della Regia Marina italiana, denominato “X flottiglia MAS”, accese la radio a galena forse per ascoltare l’ultima interpretazione del trio Lescano, “Parlami d’amore tulli tulli tulli pan...” La radio invece trasmise una allucinante dichiarazione: l’Italia, tramite il maresciallo Badoglio aveva firmato un armistizio con gli “alleati” che fino a poche ore prima erano il nemico.
Sconvolto, il principe corse al comando della Marina ad informare il Duca Carlo Aimone D’Aosta, comandante della piazza di La Spezia, che non aveva sentito la radio ed era all’oscuro di tutto...il resto è abbastanza noto? Forse.
Cominciava la più tragica pagina della storia d’Italia, una pagina che avrebbe visto il massacro di migliaia di soldati privi di ordini chiari, decimati dai tedeschi, una guerra civile vergognosa dove padri, figli e fratelli, divisi dalle ideologie si affrontarono dando fondo ad ogni sorta di crudeltà.
Quelli che oggi si picchiano negli stadi, allora correvano a vedere il cervello del fascista appena fucilato, caduto sull’asfalto; il partigiano impiccato; Claretta Petacci appesa a testa in giù, con le parti intime scoperte alla ludibrio del popolino, da sempre assetato di emozioni forti...un interminabile elenco di orrori.
Mia madre, allora ragazza, mi ha descritto quella realtà in modo chiaro ed indimenticabile.
Povera Italia, povera nostra giovane Patria! Quanto dovrai ancora soffrire per quella piccola schiera di opportunisti e vigliacchi?
  Approvato dalla redazione  Sabato, 31 maggio 2008 ore 22,05  (Leggi Tutto... | )  Argomento:Relitti e Storia

  TERZO RADUNO VELE LATINE ALLE GRAZIE
Sabato 31 e Domenica 1 giugno alle Grazie di Portovenere, siete tutti invitati al terzo raduno delle vele latine.

PROGRAMMA E CARTELLA STAMPA
Revival delle antiche barche da lavoro, ricordo dei marinai di un tempo e attualità dell’impegno a salvaguardia del patrimonio storico delle costruzioni navali in legno si fonderanno nel terzo raduno degli scafi armati con le vele latine .
Accadrà dal 30 maggio al 2 giugno alle Grazie, con ricca passerella (nella serata del 31 maggio e nella mattinata del 1° giugno) anche a Cadimare.
Ciò sulla spinta propulsiva che viene dal Comune di Porto Venere (che nel 2004 si era autodichiarato Comune delle Vele d’epoca e si è poi lanciato nella promozione dei raduni) e sulla scia dell’impegno della Pro Loco, dell’Srl «Servizi portuali turistici» e del Cantiere Valdettaro per qualificare l’offerta nautica delle Grazie, con l’ospitalità alle signore del mare.
Alleata strategica, in questo senso, è la Compagnia delle Vele Latine, impegnata nell’organizzazione dell’evento in mare.
«Attese per il raduno dalle 15-20 imbarcazioni a vela latina» promette il presidente Roberto Bertonati che tesse i rapporti con gli armatori del Golfo dei Poeti, della Riviera e della Sardegna. Si annunciano così una suggestiva vetrina amarcord in calata e davanti alla spiaggetta delle Grazie e appassionanti sfide veliche nell’insenatura (31 maggio e 1° giugno).
A cornice mostre e spettacoli.
Le prime - di modellismo, di pittura e scultura, col filo conduttore delle tradizioni marinaresche - nei saloni dell’ex Convento degli Olivetani, a cura del Gruppo Modellisti Spezzini, dell’Associazione "Il Sestante" e degli artisti Vittorio Nobili e Silvia Scarpellini; e ai giardini pubblici, a cura dell’Istituto comprensivo di Porto Venere.
Sempre in piazza la sera di venerdì 30 maggio andrà in scena il mega-spettacolo di 200 ragazzi dell'Istituto comprensivo.
La sera del 31 maggio barche e marinai renderanno omaggio a Fezzano e sosteranno a Cadimare, per la cena organizzata dall’«abbraccio» (che è già un evento) fra tutte le associazioni locali, con la cornice del raduno del Vespa Club e un simpatico tiro alla fune.
Il 1° giugno parata delle barche a vela latina fino a Porto Venere con rientro alle Grazie per un pomeriggio-show, cena a cura della Pro Loco, concerto di Massimo Rosa «Le canzoni del mare» e premiazioni ai giardini.
A dare ospitalità agli equipaggi sarà la base dell'Aeronautica di Cadimare mentre l’assistenza in mare sarà garantita da Capitaneria di Porto, Sezione Velica della Forza e Coraggio, Srl Servizi portuali turistici, Valdettaro, Motorvela, Nik-servizi per il turismo, associazione La Nave di Carta a cui va il ringraziamento della Compagnia delle Vele Latine. -
Corrado Ricci
  Approvato dalla redazione  Venerdì, 30 maggio 2008 ore 07,05  (Leggi Tutto... | )  Argomento:Notizie di cronaca subacquea e non

  VALUTATE VOI
il battello "Milano" affondato nel 1944 sul lago Maggiore.

il comunicato stampa che segue, reperibile su internet, è inerente ad una incredibile operazione fatta su un lago a -238 metri.
La cosa allucinante non è solo nei toni del comunicato che enfatizza un fantomatico record che data l'organizzazione, comprendente una campana subacquea, non è certamente un record, dal momento che i sommozzatori della Comex sono già scesi a 700 metri sotto il livello del mare, ma come si legge chiaramente nell'ambito dello svolgimento del "record" una persona è andata in coma, un'altra si è sentita male e via discorrendo.
manco a dirlo i tre discesisti respiravano da un rebreather!
Marescoop, ha fortunatamente preso le distanze dall'utilizzo di questi apparecchi sia a livello ludico che professionale. Come abbiamo già detto, gli unici che riescono ad immergersi senza incidenti con questi apparecchi di respirazione, sono i militari della nostra Marina, che, come sappiamo usano delle specifiche molto restrittive.
Non ci sentiamo di fare alcun commento sulla follia che segue, i dati parlano da soli. Ci si domanda solo, come possano persone adulte e mature ed aziende come la Palombarus, partecipare ad attività così scellerate.


RECORD DEI -238METRI SUL RELITTO MILANO RIUSCITO!!
è con grande piacere che vi annunciamo che il record dell'immersione a -238 metri sul relitto Milano si è svolto con successo!alle ore 09:12 di sabato 10 maggio 2008 Mario Marconi, Alessandro Scuotto e Pim Van Der Host hanno raggiunto il battello "Milano", adagiato a - 238 metri di profondità nel Lago Maggiore. La discesa è durata 11 minuti. L'atterraggio è stato "lunare", perfettamente ripreso dal ROV "Perseo" dei VVF di Milano, che come un faro nella notte segnalava ai sub il punto di arrivo. La permanenza sul fondo è stata di 3,5 minuti. La risalita è incominciata al 14' 30'' minuti di bottom time, in leggero ritardo sui 14 previsti. Intorno ai 60 metri Alessandro Scuotto avvertiva improvvisi fortissimi giramenti di vista con conati di vomito e temendo problemi di miscela (tossicità di O2 al CNS) usciva immediatamente dall'automatismo del Rebreather (CCR) entrando in manuale (OC) ma il problema persisteva. Ai - 21 i sub entravano in campana. Pim Van Der Host manifestava segni e sintomi di ipotermia avendo sofferto per ben 50 minuti un allagamento della stagna, e per questo motivo appariva fortemente debilitato e reagiva anch'egli con nausea e conati di vomito. Il medico iperbarico, dott. Luca Torcello, effettuava alcune modifiche al piano decompressivo, mentre a Pim veniva offerta acqua calda tramite collegamento con la superficie (gestito in campana da Mario Marconi perfettamente a posto) e successivamente gli venivano portati stagna e sottomuta asciutti tramite borsa stagna permettendogli il cambio. Allontanato il tremendo freddo si rimetteva completamente. Alessandro Scuotto continuava a manifestare problemi vertiginosi e di nausea.
  Approvato dalla redazione  Mercoledì, 28 maggio 2008 ore 07,05  (Leggi Tutto... | )  Argomento:Subacquea sportiva profonda e/o tecnica

  PROBLEMI DI MUTA
nell'immagine una muta stagna
La muta è sempre stata il primo problema di ogni subacqueo sportivo. Negli anni sessanta e fino alla metà degli anni ottanta, le mute erano rigide, rifinite male, scarsamente vestibili. Indossarne una sotto il sole rappresentava il primo passo verso la tortura dell’inquisizione. Poi hanno cominciato a crescere piccole aziendine che acquistando neoprene direttamente dal Giappone e da altre località come Corea eccetera, erano in grado di fabbricare mute molto più vestibili e morbide.
Restava però sempre il problema della forma. Ogni corpo è diverso e non è possibile realizzare mute che vadano bene a tutti. Risultato: le sacche, i punti di scorrimento dell’acqua, i famosi brividi, quando si entra in mare, in particolare d’inverno. Il fenomeno viene poi accentuato dalle immersioni nei laghi.
I subacquei delle ultime generazioni si sono orientati verso le mute stagne per tre ragioni fondamentali:
1) erano quelle utilizzate dal loro istruttore nel diving
2) consentivano immersioni calde ed asciutte
3) consentivano un rientro, specie in inverno, senza battere i denti sul gommone del diving, sempre a velocità “smodata”, per andare a caricare la seconda infornata di subbi
Purtroppo questa comidità si paga con una vestizione complicata, una maggiore quantità di piombo per favorire la discesa nonostante le sacche d’aria presenti nella muta, un prezzo molto più alto, la costrizione del collo e dei polsi (la tenuta in lattice), che accentua fenomeni spiacevoli come il mal di mare.
Il risultato è quello di portare subacquei all’immersione due o tre volte più stressati del normale.
Oggi i tempi stanno fortunatamente/sfortunatamente cambiando.
I soldi sono sempre meno, le attrezzature sempre più costose e sul nostro forum c’è chi parla (giustamente) di mute umide di 7 millimetri, fatte su misura, che costano meno di 300 euro.
Qual’è la soluzione ottimale per potersi immergere anche in un lago, durante l’inverno? In che modo è possibile rientrare sul gommone del diving senza giungere al porticciolo completamente sfigurati dal freddo?Una vita passata a fare immersioni nel mare del Nord e nell’Atlantico del Nord, fino alle falde dei ghiacciai islandesi, mi ha messo in condizione di dover cercare una soluzione di compromesso accettabile.
Fermo restando che la soluzione perfetta non esiste.
Intanto occorre valutare la tipologia delle nostre immersioni. Se restiamo nei 30-40 metri, una muta composta di neoprene morbido va bene, ma se siamo soliti scendere a 70-80 metri, dobbiamo tener conto della comprimibilità delle cellule del neoprene. A quelle profondità una muta morbida si comprime notevolmente, riducendo il suo spessore e conseguentemente l’isolamento. Per le immersioni profonde il neoprene deve essere più rigido, cioè composto da cellule molto piccole, meno elastiche e molto uniformi.
Partendo dal presupposto che la muta umida è la soluzione migliore per l’immersione sportiva poiché più comoda e meno costosa, un buon compromesso si può realizzare con un... “doppio strato”.
Una muta su misura di cinque millimetri in pezzo unico con cerniera frontale che scende fino all’ombelico, e senza cappuccio, oppure con cappuccio e cerniera che al volto si chiude sulla guancia. Ambedue le soluzioni consentono una vestizione comoda e veloce e la possibilità di tenere libero il collo per tutta la fase della navigazione.
Durante le due o tre settimane estive (le famose ferie) conviene lasciar “macerare” la muta bagnata dall’acqua di mare nel sacco o nel gavone della barca, senza farla mai asciugare completamente, ricordandosi, prima di riporla, di sciacquarla in acqua di mare per togliere (la pipì) i residui dell’immersione. Ne risulterà una muta che s’infila in 30 secondi senza alcuno stress da vestizione.
Era questo il segreto di istruttori come il grande Rudy Crespi, che riusciva a vestirsi, immergersi, legare la cima al relitto, risalire in barca e restare in attesa dei sub che a quel punto si stavano ancora infilando la muta.
  Approvato dalla redazione  Domenica, 18 maggio 2008 ore 04,05  (Leggi Tutto... | )  Argomento:Tecnologia e salute

  LA BOMBA ECOLOGICA
la Large Bull Carrier "Haven", quella che è stata definita una "Bomba Ecologica" sta affondando.
Sulle sue superfici oggi volteggiano pesci e subacquei; ma un oscuro destino pare gravare sulla "fabbrica delle vedove";
intanto il "gabibbo di marescoop" al secolo, Giovanni Esentato è all'opera insieme all'AISI per difendere anche gli interessi dei subacquei industriali. Ecco il suo ultimo aggiornamento sul tema "Haven"
(foto abyssoblu.com)

BONIFICA HAVEN: ESPOSTO PER ATTIVITA' SUBACQUEE NON CONFORMI AGLI STANDARD OPERATIVI NAZIONALI ED INTERNAZIONALI

Come si sa La Smit Salvage di Rotterdam - prestigiosa società nel settore del rescue e salvage - è impegnata nei lavori di bonifica del residuale di idrocarburi, oli e sostanze inquinanti sul relitto della petroliera Haven, alle coordinate 044° 22’ 23”N e 008° 42’ 09”E, poco distante dall'imbocco del porto di Genova Voltri.
La blasonata società olandese ci tratta per quello che forse siamo: degli incapaci.
Non dobbiamo aver timore di guardarci nello specchio e affermare, serenamente, che gli olandesi sono venuti dalle fredde acque dei Mari del Nord ad insegnarci come, aggiudicatosi un contratto di appalto di bonifica del sito "Haven", dopo che due aziende italiane lo avevano rifiutato per la impossibilità di garantire le clausole contrattuali, sia facile eludere le norme contrattuali ma soprattutto le procedure operative richieste in appalto; ma soprattutto richieste dagli standard operativi internazionali, che pure essi hanno previsto e depositato in apposito documento progettuale e nel POS (piano operativo sicurezza).
  Approvato dalla redazione  Martedì, 06 maggio 2008 ore 02,05  (Leggi Tutto... | )  Argomento:Offshore e subacquea professionale

  LA ''BONIFICA'' DELLA HAVEN
nella foto, la petroliera Haven in navigazione. Il suo relitto è stato da noi soprannominato fabbrica delle vedove e pare che il nomignolo abbia preso campo

Giovanni Esentato è il primo reporter che collabora a www.marescoop.com in modo professionale. Quanto leggeremo qui di seguito, dà un'idea di che cosa potrebbe essere l'informazione se tutti i giornali fossero liberi.


Eccomi di "ritorno". Intanto una "errata corrige", quelli della Smit Salvage non effettuano "bell bounce" o bounce diving- che dir si voglia - per il semplice fatto che.... NON HANNO LA CAMPANA. Usano un cestello....
Mi spiego meglio: fanno il "Jumping". Mi spiego ancora meglio: fanno il salto. Alla corallara. Dopo il bottom time, quindi, risalita in quota nel cestellone, presa dell'ossigeno in quota decompressiva... eppoi un bel salto in camera (a scelta: una di un metro e 30 di diametro, una di 1.40 o una di 1.50) per il rimanente tempo decompressivo. Tutte degne della migliore tradizione corallara sarda.
Solo che mercoledì scorso a due dei 17 sciagurati che sono a bordo chissà per quale sventurato ed arcano motivo, il "salto" non è andato molto bene ed uno si è beccato una cutanea (curato a bordo, lontano da occhi indiscreti) ed un altro una "cricca" un po' più impegnativa tale da richiedere un ricovero al San Martino di Genova. Anche in quel caso Sant'Embolo è stato buono ed al malcapitato OTS (pardon sono anglofoni e dobbiamo chiamarli Diver) è andata alquanto bene... poteva andare molto peggio. Ma se ha fede ed insiste potrà replicare. Ce ne è ottima probabilità...: già perché ieri mattina, di buon ora, nel mentre mi aggiravo fra uffici e personaggi ignari di quanto accade in mare (mi riferisco ai signori della CP di Genova) apprendo - quasi in tempo reale - che un mercantile, uscendo dal porto di Voltri "incoccia" la sua elica con la greppia di una delle ancore dell'AD3, ancorato nella sua posizione di lavoro, e.... il sommozzatore in immersione (collegato con un ombelicale al "cestello" e da qui al pontone) viene sonoramente "strattonato".
La sua prontezza a svincolarsi dal traversino e la lunghezza stessa dell'ombelicale (circa 100 metri... in acqua) gli consentono di portare la buccia in terra d'Olanda. Ma anche egli, se avrà perseveranza, potrà aspirare a lasciarci la pelle nelle chiare acque del Mare Nostrum, all'ombra della "fabbrica di Vedove" (così è stato ribattezzato, da qualche buontempone, il relitto della Haven).
Tutto questo mentre il sole brilla alto nel cielo della CP di Genova e dove, gli ufficiali, i sottufficiali, i marinai, gli equipaggi delle motovedette continuano la febbrile attività negli uffici, ben lontani, col corpo e con la mente, da quella enorme massa d'acqua che si chiama mare e che tanti grattacapi potrebbe procurare se le cose non vengono fatte secondo buona norma e coscienza. Lo so che l'argomento "sicurezza sul lavoro" è una mera attività di palestra dialettica e di gargarismi post tragedie. Politici che si dimenano nella disperazione, al pari delle vedove e dei figli delle vittime del lavoro, all'indomani delle disgrazie. E' una solfa che vediamo ogni giorno. Ma poco importa fintanto che sono gli altri a lasciarci la pelle. Poi questi... sono olandesi. Che vuoi che se ne fotti il comandante Tizio e Caio... ne muoiono già tanti dei nostri vuoi che ci preoccupiamo di qesti mangiacrauti. Eppoi il lamento delle mogli qui non arriverà. Solo che ci sono quelli di AISI.... E' gente interessata agli affari di quei 4 imprenditori... che sfruttano a loro volta un manipolo di disperati che non sanno che mestiere fare e quindi, si rabberciano sott'acqua per sbarcare il lunario. Vuoi mettere... la quiete degli uffici della CP infastidita da questi rompicoglioni che non dormono mai... pensando a come demonizzare il lavoro serio ed approfondito di gente competente e coscenziosa....
Intanto che si consuma una mancata collisione nessuna motovedetta si aggira nell'area di interesse dei lavori. Cosa vuoi... sono le 6 del mattino... i nostri militari dormono, beati, chi nelle comode cuccette a ridosso dal moto ondoso, in porto, chi nelle belle camere ornamentate di crest e patacche onorifiche delle vicende eroiche (compiute da altri....), e alle pareti i calendari belli, orgogliosi delle nostre Forze Armate...
Altro che Casta dei Politici, dei giornalisti e dei sindacalisti....
  Approvato dalla redazione  Venerdì, 02 maggio 2008 ore 08,05  (Leggi Tutto... | )  Argomento:Offshore e subacquea professionale
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