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  ECCOMI QUA
sessantatre anni, oltre undici posizioni di lavoro alle spalle: riparatore di motociclette (14 anni), allievo scaf (scuola Fiat a 16 anni), a diciassette anni specializzato come fresatore su macchine classiche assegnato all'officina 32 della Fiat Mirafiori, a vent'anni pima nella Fiat Aviazione poi nella Fiat ricerca, come specialista addetto macchina. Poi disegnatore progettista nella Fiat Ricerca; poi titolare di un negozio di Acquari, titolare di una ditta di lavori subacquei, Direttore di un negozio di acquari, tecnico all'estero per LMP Torino, con un anno di permanenza in Serbia, ai confini con la Bosnia Erzegovina, poi reporter di riviste subacquee, direttore della LMP di Torino e direttore della progettazione estrusori, poi direttore dietro le quinte di Mondo Sommerso, poi vice direttore ufficiale di Mondo Sommerso insieme a Folco Quilici, ma a tutti gli effetti direttore di Mondo Sommerso, Poi editore e direttore della rivista MARE, ho staltato molti punti, ad esempio la mia esperienza nel turismo come capo villaggio durata due anni e altro. Bastano tutte queste cose per definirmi un alfiere di quelli che oggi dovrebbero essere i giovani, privi di posto fisso? continua, clicca su leggi tutto...
  Approvato dalla redazione  Lunedì, 06 febbraio 2012 ore 01,02 (Leggi Tutto... | )  Argomento:Notizie di cronaca subacquea e non

  ''CONCORDIA'' NOI LA PENSIAMO COSI'


La costa concordia durante la normale navigazione, nessuno poteva immaginare quella tragica fine.


Ne hanno parlato in molti in questi giorni, noi abbiamo scelto il silenzio: volevamo capire.
Perché non ci sono spiegazioni per un incidente come questo. Tutti gli incidenti avvenuti in mare hanno sempre avuto una caratteristica unica. La fatalità.
Pochissimi fanno eccezione, uno ad esempio il Titanic, affondato perché l’armatore voleva il nastro azzurro e ha incitato il comandante (affondato con la nave), a continuare a correre nonostante il palese pericolo di iceberg.
Ecco, la Concordia è assimilabile al Titanic e differisce da esso solo per il numero dei morti. Sulla Concordia i morti sono stati pochissimi, rispetto alla dinamica dell'incidente: 17 e 15 i dispersi, poteva invece essere una catastrofe con circa 4000 vittime.
Diciamo che la morte è stata parsimoniosa, ma che cosa ha portato quella nave sugli scogli?
Non una tempesta, non un’avaria, ma semplicemente un’usanza approvata dalla società armatrice, quella di fare un “inchino” alle isole, un “inchino” che ovviamente funzionava da biglietto da visita e da pubblicità per tutta la compagnia di navigazione.
Peccato che il comandante del “Concordia”, un apparentemente “bambino prodigio” della compagnia si sia fatto prendere la mano.
Noi dirigiamo una rivista che si chiama MARE e, bene o male, abbiamo sempre dei reporter sul luogo di un incidente come quello, in trincea. Dunque consegneremo alla storia sul numero 26 di MARE un cospicuo articolo sul disastro del Concordia, con la testimonianza del pianista sull’oceano e di chi operava in mare. Un musicista, il pianista, che aveva anche compiti di sicurezza sulla nave. Ma che cosa è successo in quella plancia comando?
Questo: il timoniere ha segnalato che stavano avvicinandosi troppo all’isola del Giglio, il comandante l’ha rimosso dal posto prendendo letteralmente fra le mani il timone.
Salvo accorgersi in ritardo che stavano andandosi a schiantare contro gli scogli della secca della Scola.
A una velocità eccessiva 15 nodi, su una rotta folle. A questo punto, con il senno di poi - ci sono due possibilità, come sempre…
continua, clicca su leggi tutto...


  Approvato dalla redazione  Venerdì, 03 febbraio 2012 ore 04,02 (Leggi Tutto... | )  Argomento:Notizie di cronaca subacquea e non

  ENRICO
Mi mancherà il tuo incedere elegante, simile a un cavallo libizano, mi mancherà il tuo sguardo così dolce che è impossibile da trovare negli esseri umani, mi mancherà la tua sensibilità, il tuo desiderio di essere approvato, mi mancheranno le risate che ci siamo fatti insieme, la tua ostinazione e il tuo coraggio. Mi mancherà la pressione della tua testa, della tua bella testa contro le mie gambe e il tuo parlare. Dicevi più cose tu di chiunque altro. La vita oggi mi sembra vuota, senza senso, eppure con me sei vissuto assai, dieci anni, contro la media di sette tipica della tua specie.
Viene da chiedersi perché Dio fa creature così belle che vivono solo dieci anni al massimo. Dieci anni passano in un soffio.
Mi manchi Enrico e a nulla servono le mie lacrime e la mia disperazione.
Però mi ritengo un privilegiato, ho avuto al mio fianco per 18 anni due stupendi cani Rhum il primo, Enrico il secondo, due splendide creature che hanno cambiato il mio essere.
Camminerò ancora in questo mondo ma nulla sarà più come prima.
Mi manchi Enrico
  Approvato dalla redazione  Giovedì, 05 gennaio 2012 ore 06,01 (Leggi Tutto... | )  Argomento:Notizie di cronaca subacquea e non

  DI VENTO E DI MARE


126 pagine, “Di vento e di mare” apre la rassegna dei nuovi autori che vi presenterà Saitta Srl, nel corso della sua storia. L’avevamo detto fin dall’inizio che il nostro lavoro oltre a produrre un trimestrale del calibro di MARE, ci avrebbe portati a scoprire nuovi talenti. Giorgio Vacchetti, che collabora alla nostra rivista, è un uomo di mare, di quelli che si trovano ormai raramente. Temprato dalla sua vita di istruttore di vela che comunque non gli impedisce di affrontare per lavoro lunghi trasferimenti con imbarcazioni a vela di ogni dimensione, Giorgio è anche un appassionato scrittore. La sua prima creatura “Di vento e di mare” è un libro incredibile che vi affascinerà fin dalle prime pagine; una sorta di catena del DNA che si attorciglia intorno al tempo e intorno a voi in una spirale dolcissima capace di portarvi fuori dalla realtà, e di questi tempi non è poco. Il racconto prende ispirazione dalle onde del mare generate dal vento.
I protagonisti si susseguono senza un apparente filo conduttore che però trova alla fine tutte le risposte.
Il lettore scopre così che non c’è alcuna logica fra la vita e la morte e che il tempo è assolutamente ambiguo ed elastico, nulla è scontato, così come non lo sono le onde degli oceani a Sud, vicino all’Antartide; a quelle latitudini le onde molte volte non trovano una scogliera dove frangersi e di conseguenza si spostano in un circolo senza tempo.
Fortunatamente Giorgio ci da una speranza ed è la locanda dove si frangono le onde. Il messaggio è forte, ci ritroveremo tutti lì, noi uomini di mare che siamo nati nell’interno, insieme a coloro che sono nati sulle coste. Tutti nella locanda dove si frangono le onde ininterrottamente e dove ognuno di noi avrà migliaia di storie da raccontare. Storie di mare, storie di marinai, naufragi, burrasche, ma anche momenti di quiete. C’è qualcosa di magico nella vita di chi va per mare: magari la notte è un inferno che non ti lascia dormire e l’alba si presenta come un paradiso. In quei momenti i muscoli si rilassano e le lenzuola anche se un po’ umide diventano le migliori che ci siano.
Il marinaio si addormenta cullato dalla sua barca che ha scampato ancora una volta di pagare il conto.
Il mare è un oste paziente, che sa attendere.
continua, clicca su "leggi tutto"



  Approvato dalla redazione  Lunedì, 19 dicembre 2011 ore 03,12 (Leggi Tutto... | )  Argomento:Recensioni Libri Video Sub

  VIOLENTATI SENZA GRAZIA ALLE GRAZIE

SIAMO STATI PRIVATI DELLA LIBERTA’ D’ESPRESSIONE IN UNA SERATA NO PROFIT IN AIUTO AGLI ALLUVIONATI DELLA LIGURIA


Lettera aperta alle popolazioni alluvionate
Cari amici,
attraverso lo spazio concesso dal quotidiano www.marescoop.com voglio raccontare quanto accaduto la sera del 18 novembre 2011 in bar delle Grazie di Portovenere.
Dopo l’emergenza dei primi giorni dell’alluvione, seguendo la situazione attraverso i giornali e le testimonianze dirette degli amici, ci siamo resi conto che la ricostruzione è un’impresa titanica in termini di sforzi e di denaro necessario per riattivare attività di ogni genere in questi luoghi.
Avendo già in passato organizzato serate a scopo benefico ci siamo chiesti cosa si poteva fare nel piccolo e in collaborazione con la Pubblica Assistenza di le Grazie, abbiamo pensato di organizzare una serata per raccogliere fondi destinati all’acquisto di materiale scolastico per riattivare il normale funzionamento delle scuole di Vernazza e Monterosso.
Comunicato ai giornali, radio e svariati siti internet si è deciso con l’appoggio di Angelo Tonarelli gestore del bar “La Forza” di Le Grazie di organizzare un recital di musica, poesie e racconti per attivare la raccolta fondi.
Nell’occasione era presente anche Stefano De Dominicis organizzatore della manifestazione 10000 vele di solidarietà che avrebbe presentato l’iniziativa che si svolgerà (stato permettendo) il 4 dicembre 2011.
Con questa lettera aperta intendo comunicare che la serata del 18 novembre non si è potuta realizzare.
Poco prima dell’inizio si è presentato “un signore” che si è qualificato come un rappresentante della Siae, a esigere un inesigibile tributo anche perché nonostante fosse stato invitato a qualificarsi si rifiutava, adducendo come motivazione che era tenuto a dare nome e cognome al solo gestore del bar.
Va detto che i testi dello spettacolo “La luna nel container” sono da me scritti e altrettanto lo sono le musiche composte dal maestro Vannini, pertanto non si violano i diritti di altri autori e nessuna legge impone a chi scrive poesie o compone musica di depositare gli stessi alla Siae che tutela il diritto d’autore.
Va anche aggiunto che la consumazione per i presenti era offerta dal gestore del bar in collaborazione con un’azienda vinicola pertanto non c’era lucro da parte di nessuno.
Ultimo e non ultimo lo Stato italiano ha sospeso qualsiasi tassazione per le zone alluvionate ma a questo punto, temiamo che esulino dalla sospensiva gli acquisti di matite per le elementari.
L’arroganza dell’esattore unita a quanto sopra ci obbligava per dignità morale di cittadini a desistere dall’intento.
Il sottoscritto unitamente al maestro Paolo Vannini e Emiliano Rossi si scusa con gli amici delle Cinque Terre e di tutte le altre zone colpite dall’alluvione per non essere riusciti a raggiungere l’obiettivo.
Giorgio Vacchetti

Ndr. Dopo un’indagine serrata siamo riusciti ad avere il nome e il cognome dell’intransigente (presunto) ispettore della SIAE: Vittorio De Santis. Sembra che anche l’inno Nazionale sia coperto dai diritti d’autore, giudicate voi; ma se a parlare cantare e suonare, sono gli autori dei pezzi e lo stanno facendo per aiutare le popolazioni alluvionate, che diritti proteggerebbe la SIAE?
È possibile trarre profitti da opere dell’ingegno elargite a scopo di beneficenza? La SIAE è una associazione senza scrupoli che vuole lucrare sugli alluvionati?
Pensiamo e speriamo di no, crediamo che sarebbe veramente incredibile, ci auguriamo che arrivino delle risposte, nonché la conferma che quel signore fosse o non fosse un ispettore SIAE e in caso positivo, ci spieghi la SIAE che atteggiamento vuole prendere nei confronti del suo ispettore.
Caro Giorgio la prossima serata di beneficenza fatela scortati dai Carabinieri o dai Poliziotti che tuteleranno i vostri diritti come tutti i diritti di libertà del popolo italiano.
Ah, dimenticavo, ti do una bella notizia: In Spagna si vota ancora.
il direttore
  Approvato dalla redazione  Martedì, 22 novembre 2011 ore 00,11 (Leggi Tutto... | )  Argomento:Notizie di cronaca subacquea e non

  MACELLERIA SOCIALE . SECONDA PUNTATA

nel cartello del giovane americano c'è scritto "posso perdere il lavoro per avere una voce" la foto, ricavata dal quotidiano La Nazione, di oggi, descrive pienamente la situazione nella quale verranno a trovarsi i nostri giovani nel mondo del lavoro. La macelleria sociale è partita e non si fermerà.


Cari lettori,
nonostante il “terribile” errore di aver chiamato CEE (vecchia sigla) la UE. Avrete notato che tutto quanto descritto nella mia prima lettera si è puntualmente verificato.
Monti è andato al potere, come un despota, insignito alla più alta carica dello Stato, da un Presidente della Repubblica (notoriamente non eletto dal popolo) che dai tempi dello Stalinismo ha cambiato innumerevoli volte il colore della propria pelle.
Ricordiamo a chi non ha letto nostri articoli precedenti, che per noi distinguere stalinismo da comunismo è fondamentale. I comunisti o bolscevichi, erano stati tutti sterminati dalle NKVD di Stalin già nel 1939 (vedi “Gli anni del terrore” di Robert Conquest, edizione Bur – Rizzoli) e i cosiddetti “comunisti” che abbiamo conosciuto noi, nati dopo la guerra, erano in realtà stalinisti, cioè “ignari” collaboratori di un assassino seriale che aveva sulla coscienza 50 milioni di morti, di cui tutti fanno finta di dimenticarsi.
Detto questo, indispensabile per dare alla storia il suo giusto peso, passiamo ad esaminare i fatti:
- Monti al potere sostenuto da quasi tutti i partiti e partitini
- La Lega all’opposizione (per salvare la faccia) possibilità contrattata come conditio sine qua non per staccare la spina a Berlusconi e farsi da parte
- I grandi schieramenti PDL e PD, che oggi si distinguono solo più con una “L” visto che operano in concerto, sosterranno il governo Monti…
Tutto come avevamo previsto. Siamo dei veggenti? No, semplicemente degli attenti osservatori della storia e della politica/partitica.
Ma ora, che cosa la nostra “veggenza” ci suggerisce? Che cosa accadrà nella sostanza?
Beh, andiamo con ordine:
1) l’articolo 18 verrà messo in cantina in un cofanetto, qualcuno ha già scritto in soffitta (cambia poco)
2) Le pensioni insieme a tutto il “welfare” verranno pesantemente ritoccate con una operazione di macelleria sociale senza precedenti. Il PD opporrà una debole resistenza innanzi all’ineluttabile, la Lega sbraiterà, ma sarà solo una sceneggiata ad uso e consumo dei suoi elettori destinati come tutto il popolo italiano (ricchi a parte) a prenderlo nel di dietro (continua clicca su leggi tutto)
  Approvato dalla redazione  Lunedì, 21 novembre 2011 ore 04,11 (Leggi Tutto... | )  Argomento:Notizie di cronaca subacquea e non

  Venerdì 11 dell’11 del 2011: MACELLERIA SOCIALE
Venerdì 11 dell’11 del 2011: MACELLERIA SOCIALE

Cari lettori, per mesi ho taciuto, ho semplicemente osservato quello che succedeva sulla mia terra, mentre volavo in alto, in alto quanto bastava per vedere non il singolo dettaglio ma la visione d’insieme. Le domande erano molte, una ad esempio: perché c’è l’accanimento di un’intera compagine politica contro un uomo? E’ possibile che l’invidia e la cattiveria abbiano trasformato uomini che dovrebbero essere al di là di certe umane debolezze, tipiche dei polli da cortile e delle interminabili file di ruffiani del nostro bel paese? Qualcosa mi diceva che i tasselli del puzzle non combinavano, cercavo di comprendere dove stavamo andando e, soprattutto, dove saremmo andati a parare come CEE, in un modo che era completamente cambiato.
La Cina che emergeva come colosso privo di alcuna democrazia, l’India che a fatica diventava un secondo colosso economico, l’Africa che, devastata da colonialismo e sfruttamento si era trasformata in un immenso serbatoio di forza lavoro a basso, anzi bassissimo costo.
Scenari dove anche le religioni si avvitavano in spirali devastanti, dove terrorismo e idealismo, capitalismo selvaggio e gli interessi delle lobbie che non sono mai o quasi mai uscite alla luce del sole, creavano effetti e giochi di luce caleidoscopici, difficilmente comprensibili.
Ricordo con estrema lucidità, nonostante siano le sei del mattino e manchi ancora circa un’ora all’alba di questo venerdì 11 – 11- 2011, e la mia barca/casa stia galleggiando su un mare finalmente tranquillo, dopo le devastazioni vissute da tutti noi nello spezzino; ebbene, ricordo che un uomo politico, di quelli che frequento nella mia rinnovata veste di direttore responsabile di una testata come MARE, uscendo da un bar, dove bevendo un caffè avevamo fatto alcune considerazioni politiche, mi guardò negli occhi e mi disse, con espressione enigmatica e sguardo sibillino: «vedrai presto che tutto quello che ora ti sembra grave, sarà un niente. Stanno per succedere cose che ridimensioneranno tutta la situazione nazionale e internazionale».
Da quel giorno, con quelle parole che mi lasciarono perplesso, non ho visto altro che la realizzazione pratica di quelle previsioni.
Dunque, nelle stanze dei bottoni, dove si prendono le decisioni, tutto quanto sta accadendo in Italia, in Europa e negli Usa era previsto.(continua, clicca su leggi tutto)
  Approvato dalla redazione  Venerdì, 11 novembre 2011 ore 17,11 (Leggi Tutto... | )  Argomento:Notizie di cronaca subacquea e non

  M.A.R.E. LA SVOLTA EPOCALE


la nuova veste di M.A.R.E. a partire dal n.24 in stampa a Novembre


Se piantate un seme sano in una terra fertile e viene bagnato con acqua buona e scaldato da un bel sole primaverile, non può far altro che crescere.
È il caso di M.A.R.E. la rivista per l’élite degli appassionati di mare e della subacquea; nata in un box per auto nel 2000 e ripartita su una imbarcazione nel Golfo dei Poeti nel 2009, dopo alcuni anni di pausa. In America quelli come noi vengono chiamati "Garage Boy", Steve Jobs era una guida spirituale per noi, che a detta degli esperti, siamo una razza in estinzione.
Sì, purtroppo chi ha il coraggio di cominciare una qualunque attività in un box per auto mettendoci tutto se stesso e rischiando tutto, ma veramente tutto, non si trova quasi più.
Eppure iniziare così ha un fascino incredibile ed io credo che non dimenticherò mai il primo rigo scritto per questa rivista in quel garage nella Val D'Arno.
Da quel giorno abbiamo trascorso (la rivista ed io) innumerevoli vicissitudini ma forse perchè la classe non è acqua, siamo ancora qui. Riviste storiche sono passate, MARE no, anzi, siamo giunti ad una svolta. Dal numero 24 cambia il vestito e anche l'impaginazione dei contenuti. Cambia la grafica di tutta la rivista ma restano invariate la qualità degli argomenti e i collaboratori. Nonostante le lettere di complimenti ricevute dai lettori entusiasti sia dei contenuti sia della grafica, siamo andati a ricercare il meglio per voi. Entra così in squadra un Art Director di spessore mondiale, che si è formato negli ambienti al top del professionale e il risultato è più che evidente. Lo vedete nella nuova copertina, lo vedrete sfogliando il n.24.
Se prima MARE era una bella rivista ora è diventata indiscutibilmente un top; l'eleganza è entrata a far parte del nostro bagaglio. L'eleganza, ma anche uno stile che lentamente si spalmerà su tutti i nostri media.
Successivamente cambierà anche il sito www.sagittaeditrice.com allineandosi alla modernità che oggi ci guida; Ma Piero Foglia, non è l'unico professionista che entra in squadra da questo numero, perchè lo stile non basta se non è supportato dalla competenza commerciale.
Ecco dunque che a bordo è salito anche un esperto commerciale: Andrea Moretti, che si occuperà di tutto quello che riguarda la promozione di MARE e siti affini. La nostra formula (fuori dall'edicola - se non in casi particolari) fino ad oggi si è dimostrata vincente, ma serviva un vero esperto di comunicazione marketing, perché nel 21 secolo è impensabile muoversi in mezzo a mille messaggi pubblicitari senza avere il "tono" di voce giusto.
Nei prossimi sei mesi si completerà così una grande operazione che porterà M.A.R.E. fuori dall’adolescenza. Giudici di tutta l'operazione sarete voi, che ci avete accolti con il solito entusiasmo e che , ne siamo certi, risponderete a questi cambiamenti con ancora più entusiasmo. Intanto vi comunico il nostro nuovo NUMERO VERDE: 800221221
Per qualunque chiarimento inerente alla rivista MARE e alle sue iniziative.
il direttore
  Approvato dalla redazione  Venerdì, 21 ottobre 2011 ore 02,10 (Leggi Tutto... | )  Argomento:Notizie di cronaca subacquea e non

  Capitan Brick e la Pantera Nera
(messaggio promozionale)
"Capita Brick", scritto dal nostro direttore, non è solo un libro struggente, che pur nella sua semplicità lascerà un segno nella vostra vita, raccontandovi le peripezie di questa piccola cagnetta, che successivamente è vissuta per sedici anni con l'autore (oggi e vecchissima e ha dei problemi a camminare); ma fra i protagonisti del libro dedicato ai cani abbandonati, c'è una pantera nera "Krarak"; vista dall'autore del libro sul finire degli anni novanta in Val d'Arno, località Poggio alla Croce, placidamente sdraiata al sole, da una distanza di circa cento metri. La pantera nera, che probabilmente è la stessa avvistata in Maremma poche settimane fa, è stata citata da tutti i telegiornali e, a suo tempo, aveva ispirato l'autore nella stesura del libro iniziato a gennaio del 1999
Ancora una volta il nostro direttore anticipa i tempi, descrivendo ciò che quella pantera ha fatto in quei boschi, dove si aggirano anche decine di cani abbandonati. Un libro suggestivo, fresco, che vi porterà nell'atmosfera fatata di quelle foreste che si estendono per decine di chilometri, in quelle luci rosate del tramonto, dove l'uomo raramente s'inoltra.

la redazione
potete acquistare il libro a www.sagittaeditrice.com
  Approvato dalla redazione  Mercoledì, 07 settembre 2011 ore 01,09 (Leggi Tutto... | )  Argomento:

  RIDATECI GENOVEFFA LA NOSTRA TARTARUGA


La tartaruga Genoveffa, dopo 34 anni di Acquario di Alghero, vogliono rigettarla in mare, un mare dove anche le tartarughe "Caretta caretta" come lei, cresciute in acque libere stentano a sopravvivere fra una rete e un sacchetto di nylon. Ma che probabilità ha Genoveffa di sopravvivere? Zero, inoltre in 34 anni si era affezionata al suo padrone che l'aveva salvata da morte certa.


La storia di Genoveffa, tartaruga marina della specie Caretta caretta, inizia nel lontano 1977, quando un pescatore professionista portò nel negozio di acquari Mare Aperto un piccolo esemplare di questa specie. L’animale era quasi in fin di vita, aveva un amo da palamito per pesci spada conficcato in gola, filo di nylon che le avvolgeva strettamente il collo e le pinne, ed era evidente che non si nutriva da mesi. <
Noi l’abbiamo operata, curata con antibiotici e vitamine, alimentata forzatamente con cibo liquido e, dopo un periodo di tempo alquanto lungo, appiamo potuto constatare il perfetto ristabilimento dell’animale.
Nel frattempo, il 23/05/1978, entrava in vigore in Sardegna la legge regionale sulla protezione della Caretta Caretta. Pochi mesi dopo i carabinieri di Alghero ci imputavano del reato di detenzione di specie protetta e ci mettevano sotto sequestro l’animale.
Il processo, come succede spesso in Italia, si dilungava fino al 17/10/1982 e, in quel contesto, venivamo assolti, perché il fatto non costituiva reato, essendo stato ampiamente dimostrato che il rettile in questione ci era stato consegnato prima della suddetta legge.
Nel frattempo, io avevo costruito l’Aquarium di Alghero e Genoveffa ha fatto bella mostra di se, appassionando per trent’anni scolaresche, visitatori e biologi marini e diventando un’ istituzione per Alghero e la Sardegna intera. In tutti questi anni, prima dell’avvento di centri autorizzati di recupero e di salvaguardia di rettili marini e cetacei, la struttura dell’Aquarium era l’unica che potesse ospitare questi animali, che continuamente mi venivano portati, in condizioni precarie, dal personale dello Stato.
Il sottoscritto, con l’aiuto di veterinari, le operava, le curava, le quarantenava e, quando riteneva opportuno, le liberava in mare aperto. Tutto questo senza pretendere nulla per le spese sostenute. (continua, clicca su leggi tutto)
  Approvato dalla redazione  Domenica, 31 luglio 2011 ore 02,07 (Leggi Tutto... | )  Argomento:Notizie di cronaca subacquea e non
  
  Jandra Sub




Jandra Sub

Lavori Subacquei Manutenzione e gestione di porti turistici Manutenzione di carene Lavori di edilizia e carpenteria subacquea Impianti elettrici

Sede legale via Lungomare 87 19022 Le Grazie (SP) Fax 0187 792132 tel.3388802458 - 3396562344
email: jandrasub@tele2.it


Informazioni

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LA SCUOLA PER SUBACQUEI INDUSTRIALI DEL GOLFO DEI POETI






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· PUBBLICATO SULLA NAZIONE LA DOMENICA DI PASQUA
· ANCHE QUESTA DOVEVATE SAPERLA
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· È ARRIVATO IN PORTO M.A.R.E. N.22 - SPECIALE
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· REGOLAMENTO DEFINITIVO
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· UNA PROMOZIONE PER LA LETTURA ON LINE DELLA RIVISTA M.A.R.E.
· ABBONARSI NEL 2011 CONVIENE
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· NUOVO REGOLAMENTO PER ISCRIVERSI A MARESCOOP
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· REBREATHER - LE LIMITAZIONI DEI LIMITATI
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· DOVE VA LA SUBACQUEA?
Sabato, 05 febbraio
· UNA SERATA PARTICOLARE A BOLOGNA

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