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Willard
Mozzo
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Messaggi: 1

MessaggioInviato: Mer Gen 04, 2012 9:28 pm    Oggetto: Carriera da OTS Rispondi citando

Mi presento, mi chiamo Andrea e ho 19 anni ..Sto pensando seriamente di imbarcarmi in questa impresa di diventare ots, un po perchè non avrei problemi nello stare lontano da casa (magari li avrò più avanti..vabbè) ma soprattutto perchè amo le immersioni (lo so che non si tratta di immersioni ricreative ma di sguazzare in ambienti inquinati...nonstante tutto non demordo nelle mie idee). Chi ha fatto questo lavoro cosa ne pensa? Vantaggi, svantaggi, soddisfazioni ecc....??
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delfinobianco
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Messaggi: 3801
Località: La Spezia

MessaggioInviato: Gio Gen 05, 2012 10:26 am    Oggetto: In parte Rispondi citando

In parte l'ho fatto anch'io questo lavoro, ma soprattutto sono in stretto contatto con chi lo fa. È un lavoro come tutti gli altri con alti e bassi, rischi eccetera. l'ambiente è l'unico che gli uomini sanno creare intorno ad essi: di merda.
Se ti piace l'acqua e vuoi tentare crdo che ne valga la pena

ciao

il dir

occhio alla scuola che scegli
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Il rebreather per uso sportivo è mortale. Il REB uccide. Chiunque vi dica che può uccidere sta mentendo. E' immorale coinvolgere altre persone nei nostri tentativi di suicidio.
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thor54
Marinaio Scelto
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MessaggioInviato: Dom Feb 12, 2012 8:53 pm    Oggetto: Rispondi citando

Ciao Andrea, mi chiamo Andrea anch'io ma di anni "sic", ne ho 40 più di te. Come giustamente ti ha consigliato il Dir, fai attenzione alla scuola che scegli ma vorrei aggiungere che a parer mio, ti conviene andare subito in Scozia e fare un corso riconosciuto HSE. Lavorerai in tutto il mondo e ti consentirà di iniziare un percorso di certificazioni che ti porterà in pochi anni ad essere un Diving Supervisor sia di basso che di alto fondale.
Se tu scegliessi invece di fare un corso in una scuola italiana, ti troveresti tra pochi anni a dover comunque andare in Scozia per fare il Top Up e iniziare lo stesso persorso di cui sopra.
Purtroppo è così. Nonstante alcune scule italiane continuiino a dichiarare di fare corsi riconsciuti HSE, non è vero. I brevetti italiani rilasciati da Marco Polo di Roma, Cedifop di Palermo, Hydrolab di La Spezia, sono riconosciuti solo per immersioni "Inshore & Inland" e con molte restrizioni anche in quelle.

Hai la fortuna di avere 19 anni e la possibiltà di perdere un po di tempo per fare esperienze e vedere se vale veramente la pena fare il mestiere del diver quindi, non posso che dirti, impara l'inglese, vai lassù a brevettarti e poi,...in bocca al lupo!!!
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cedifop
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MessaggioInviato: Mer Feb 22, 2012 7:43 pm    Oggetto: Rispondi citando

caro Thor, di solito non intervengo in questi dibattiti, per evitate discorsi con chi racconta frottole, senza aver idea di cosa sta parlando. Ma sono molto sensibile, quanto si tocca la parola CEDIFOP, che io rappresento, e non accetto che si raccontino cavolate di questo genere!
Ti consiglio, prima di parlare anzi di scrivere, che è ancora peggio, di documentarti prima. Come? molto semplice, basta collegarti al sito ufficiale dell'HSE (quello che sta in UK, per la precisione) e di documentari da li su alcuni concetti che troverai anche sul nostro sito (presi dal sito dell'HSE e tradotti in Italiano), e in particolare nella "Diving at Work Regulations 1997, List of Approved Diving Qualifications" - datata 9 Agosto 2011, quindi pubblicata circa 7 mesi fa, e in particolare cosa significa "offshore" (lo trovi alla pagina 7), cosa significa "inshore" (lo trovi alla pagina 12), da quanto scrivi, credo che tu abbia bisogno di capire cosa significano queste terminologie, secondo le definizioni dell'HSE. Capito di cosa si parla, puoi andare, successivamente, alla pagina 10, dove ci sono i percorsi riconosciuti dall'HSE per l'Italia per l'offshore diving e alla pagina 14 dove troverai anche i percorsi riconosciuti per l'Italia per l'inshore diving, che come vedi, e per questo basta sapere leggere, sono su due categorie diverse. Quando parli di "restrizioni", basta capire cosa sono i nostri livelli, e forse riuscirai a comprendere anche questo. Per quanto riguarda il consiglio di fare tutti i corsi fuori dall'italia, ti comunico, che questo escluderebbe, in base al Decreto Ministeriale del 31 marzo 1981 "Integrazioni al D.M. 13/01/79 istituzione della categoria dei sommozzatori in servizio locale", la possibilità ad un Italiano di iscriversi presso una Capitaneria di Porto in Italia, che accetta per i cittadini Italiani SOLO corsi fatti in Italia (anche se questa iscrizione è limitata ai lavori all'interno delle aree portuali, salvo ordinanze integrative). Per il resto, ti comunico che troverai la scuola di FW, nel gruppo IDSA (http://www.idsaworldwide.org/html/members.html), ma solo come "AFFILIATE MEMBERS", e non come "FULL MEMBERS" (cioè come è CEDIFOP, che attualmente è l'UNICA SCUOLA FULL MEMBER IN ITALIA, fra le 15 scuole riconosciute dall'IDSA nel mondo), cioè che non ha l'obbligo di controllare tempi pregressi realizzati o realizzare i tempi previsti dalla didattica IDSA, cioè in parole povere, abbatte gli standard sui tempi, realizzando percorsi in tempi inferiori; per esempio, come un diving che da il brevetto OPEN con sole 2 immersioni, e non segue tutto il percorso indicato dalla sua didattica. Naturalmente questo non vuol dire che è la didattica a sbagliare, ma il diving, e se viene scoperto ne paga le conseguenze. Questo è accaduto negli anni passati in Italia, ad opera di chi daneggiando l'intera categoria per anni, operava cosi. Nella rivista di gennaio 2012 dell'ISDSA, scaricabile da qui: http://www.cedifop.it/IDSA_2009/idsa%20rivista/IDSA_01_2012_01.pdf, alla pagina 4, troverai una dichiarazione del presidente dell'IDSA l'olandese L. Lagarde che parla di una indagine fatta dall'IDSA nei confronti di una scuola espulsa poi per le irregolarità sui tempi dichiarati. Dimenticavo...... alla pagina 23 (accanto al nostro articolo pubblicato alla pagina 22) troverai anche un articolo della scuola di FW, che cerca di essere sempre presente nella riviste dell'IDSA, Se poi, ti piace tanto la formazione in UK, l'unica scuola realmente riconosciuta a certi livelli (cioè che segue una didattica che stabilisce tempi ecc) è la scuola Interdive che si trova a Plymouth, ma loro seguono i nostri stessi standard, quindi tempi, ecc. Se poi riuscirai a capire anche la differenza fra un corso per OTS e il TOP UP (cioè come parlare delle differenza nella sportiva fra un OPEN WATER e un DIVE MASTER - dove nessuno pretende di fare il DIVE MASTER direttamente, non vedo perchè tu lo pensi per la subacquea industriale), possiamo continuare a dialogare, Se poi tu hai fatto tanti anni di offshore con le ditte Italiane, non fai altro che confermare il degrado che c'è in questo settore, perchè tu dimostri di non conoscerlo affatto!!!
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alklin89
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MessaggioInviato: Mer Feb 22, 2012 10:09 pm    Oggetto: Rispondi citando

Anche io sto pensando di diventare ots per poi specializzarmi come saldatore subacqueo....dato che so parlare l'inglese vorrei prendere il brevetto ots all'underwater center a fort william,precisamente al corso da Commercial Diver - Surface Supplied.
Quanto è spendibile questo brevetto nel mondo del lavoro?
I 22 anni che ho sono troppi affinche un'impresa mi prenda a lavorare e mi faccia fare qualche specializzazione?
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thor54
Marinaio Scelto
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Registrato: Feb 19, 2008
Messaggi: 138
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MessaggioInviato: Gio Feb 23, 2012 11:56 pm    Oggetto: Rispondi citando

Caro Alklin89,
anche per te, non posso che esprimere tutta la mia simpatia mista ad un pizzico di invidia per i tuoi 22 anni.
Alla tua età, avevo appena finito di saltare giù dagli aeroplani col paracadute, la faccia pitturata di verde, lo zaino, il mitra e altre robette piuttosto pesanti.
Sempre alla tua età, con lo stesso spirito con cui andai volontario nella Folgore, iniziai il percorso che hai intenzione di iniziare tu. Io andai alla Marco Polo di Roma mentre tu invece, ti trovi a dover decidere dove andare e qui, virgola, non so più cosa dirti.

In realtà, questa sera, mi sono collegato al Forum perchè telefonando a casa, mia moglie mi ha informato che un carissimo amico, avendo letto gli ultimi messaggi, ha telefonato a casa per dirmi della risposta del Signor Cedifop, piuttosto risentito del fatto che ho snobbato la sua Scuola.

Ho visto che il Signor Cedifop si è arrabbiato molto per quello che ho suggerito a Willard che quasi quasi mi viene di dirti " vai a fare il corso da lui altrimenti si arrabbia così tanto che poi magari si ammala e bisogna chiamare il dottore e fargli pure le siringhe per calmarlo"

Vedi Alklin89, se il Signor Cedifop avesse letto tutti i miei non numerosi interventi in questo Forum, ricorderebbe che io non ho mai sminuito i corsi delle scuole italiane. Io, ho sempre affermato che i nostri corsi, compreso il suo, sono decisamente meglio di quelli che fanno i British People con l'aggiunta che, a differenza dei British People noi, grazie alle diverse condizioni climatiche dei nostri mari, andiamo in acqua innanzitutto per passione tramutando questa passione nell' attività professionale con la quale soddisfare le nostre necessità. Non scegliamo di fare i divers esclusivamente per denaro come invece è per loro, i British People.

Purtroppo, come ha detto giustamente il mio carissimo amico Pedro, la nostra passione per l'immersione e per il mare in genere, è parte della rata giornaliera con cui veniamo pagati dalle Aziende.
Questo fa si che alla fine forse, hanno ragione i British People.

Caro Signor Cedifop, può darsi che lei abbia ragione a rivendicare il diritto di affermare che i brevetti/certificati rilasciati dalla sua Scuola sono riconosciuti da HSE e sinceramente, oltre a non aver al momento argomenti con i quali affermare il contrario, non potrei che esserne felice perchè da anni soffro il fatto di vedere ragazzi, me compreso che non ero poi così tanto ragazzo, dover andare lassù a spendere soldi per imparare niente. Forse dire niente è errato perchè devo dire che in realtà, il rescue del diver, non l'avevo mai fatto a scuola. L'ho fatto si un paio di volte sul serio, una volta a 175 metri e un'altra a 120 metri ma al corso, ho imparato alcune cose che non avevo considerato. C'è sempre da imparare.

Plymouth? Si, so dov'è perchè ci ho fatto il Corso da Supervisor però qui, Signor Cedifop, lasciatelo dire, "hai toppato", come direbbe Bracardi dondolandosi con le mani sui fianchi. Si perchè non è vero che loro seguono i vostri stessi standard, siete voi che seguite i loro perchè, se è vero che siete qualificati HSE, lo siete da pochi mesi, forse un anno? Loro, lo sono da anni, sono quelli che hanno fatto scuola a tutti e ciò nonostante , anche per loro, è difficile incontrare al 100% le direttive HSE. Fanno corsi per Supervisor nel rispetto dell IMCA Guidences ma ti dicono chiaramente che all'esame, quello vero che ti qualifica, troverai delle domande alle quali come IMCA daresti una risposta ma che per HSE non è corretta e che quella che conta è quella che vuole HSE.

Concludendo, non ce l'ho con te Signor Cedifop e , come ti ho già detto, se veramente sei riuscito ad ottenere la qualifica per rilasciare brevetti riconosciuti IMCA/HSE, non posso che complimentarmi con te.
Mi rincresce che tu invece usi con me termini e toni da aristocratico che si rivolge al plebeo ignorante e per i quali, se ti azzardassi a usarli in mia presenza, ti tirerei due cartoni sui denti.
Al momento, sono in Egitto per lavoro e avrò in squadra un bel Plotone di ragazzi di Palermo con i quali lavoro da anni e che considero fratelli più che colleghi. Da tempo prometto loro che tornerò nella loro e tua città a trovarli e se veramente sarà così, verrò a conoscere la tua Scuola, così, senza pregiudizi e senza rancori e tra qualche birra e qualche stecca di stigghiole chiariremo i nostri punti di vista.

....e tra quattro ore, tocca che mi alzo. Alklin89, sentm' ammè, va a fare l'idraulico!!!
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cedifop
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Messaggi: 37

MessaggioInviato: Ven Feb 24, 2012 8:20 pm    Oggetto: Rispondi citando

Bene Thor, sembri una persona simpatica con curiosità di sapere e voglia di confrontarti, ma purtroppo poco informato su alcuni punti importanti che riguardano i concetti base, ma spero che possiamo fare quattro chiacchiere non solo con birra e stiglioli, ma anche con buon vino e pesce fresco a volontà, naturalmente ospite mio a Palermo, ma nel frattempo, ecco alcuni concetti che analizzeremo anche prossimamente sulla rivista Mare:

HSE riconosce queste qualifiche
1) SCUBA
2) SCUBA + SURFACE
3) SURFACE TOP UP
4) CLOSED BELL

in una serie di percorsi riconosciuti da loro in diversi paesi in Europa e fuori Europa, come percorsi validi ed equivalenti a quelli dell'UK (se prendiamo ad esempio la subacquea sportivo/ricreativa, in un percorso tipo: Open Water Diver - Advanced Open Water Diver - Emergency First Response - Rescue Diver - Divemaster - non si può "scegliere" a piacere uno di questi brevetti, ma bisogna rispettare la propedeutica nell'ordine esposto; così come nella subacquea industriale non si può "saltare" direttamente al TOP UP senza fare i precedenti gradi di preparazione).

In tutto questo, IDSA è una didattica di subacquea industriale che stabilisce i tempi di fondo da realizzare per passare da un livello all'altro. Nel mio post precedente parlando dell'Interdiver, e riferendomi alla frase "ma loro seguono i nostri stessi standard, quindi tempi, ecc", intendevo "quelli dell'IDSA" che sono del CEDIFOP tanto quanto dell'Interdiver. Sarebbe da folle megalomane dire qualcosa di diverso. Dall'altra parte, John Rabone, direttore dell'Interdiver, è nel direttivo dell'IDSA, ma non Steve Ham della scuola di Fort william, che è solo un affiliato, senza diritto di voto (qui nella foto mi vedi insieme a lui http://www.cedifop.it/idsa_2010/02-mercoledi/IMG_2838.JPG durante la riunione dell'anno scorso a Rotterdam presso la SMIT SALVAGE, mentre qui: http://www.cedifop.it/IDSA_2009/foto_idsa_pa_09/IMG_9339.jpg John Rabone (interdiver) con il belga Mark van der Esch (Commercial Diving Schools ‘SYNTRA’) in un localino di Palermo durante la cena sociale dell'associazione IDSA durante il meeting del 2009 organizzato dal CEDIFOP a Palermo.

In realtà i livelli indicati sopra dall'HSE, sono validi (e gli stessi) anche in Italia da moltissimi anni, ma non se ne parla, si preferisce fare cortile. In Italia oltre che alla normativa UNI 11366, (nata nel 2010), dove si parla di livelli di attività, questi stessi concetti li troviamo anche nella lettera dell'ENI spa - Lettera HSE/SIC Prot. 16 del 21/5/2008 dal titolo "REQUISITI HSE PER I SUBAPPALTATORI DI LAVORI SUBACQUEI" dove nelle pagine 8 e 10 delle 18 del documento si legge testualmente:

"I subapaltatori che svolgono attività subacquee offshore devono:

...omissis...
*) per immersioni a profondità fino ai 30 metri, avere a disposizione una stazione di superficie per immersioni ad aria con panneli di controllo/erogazione d'aria/comunicazione e casco .... omissis...
*) per immersioni a profondità tra i 30 e i 50 metri, fornire una stazione per immersioni ad aria compressa con campana aperta o basket.... omissis...
*) per immersioni oltre i 60 metri, fornire un "sistema integrativo per immersioni profonde ...."

In realtà HSE, IDSA, ENI, parlano la stessa "lingua", dove il livello SCUBA (non vuol dire erogatore, anche con un kirby morgan puoi essere in scuba, se lo colleghi con la bombola alle spalle, e surface se lo colleghi con l'ombelicale dalla superficie - con erogatore sei fuori norma perchè rientri nella sportiva), è per lavori portuali, di ingegneria civile e in acque interne, SCUBA e SURFACE copre le immersioni dalla superficie (banchina o imbarcazione) che non possono superare i 30 metri, poi sei fuori norma, perchè hai l'obbligo di fare le immersioni usando una campana aperta o il basket, fino ai 50 metri, cioè sei nel SURFACE TOP UP (TOP UP in altre parole, è un addestramento successivo a SCUBA e SURFACE, quest'ultimo ha la limitazione dei 30 metri in ambito offshore mentre è la profondità massima in ambito inshore), cioè, il TOP UP è l' immersioni in basso fondale dai 30 ai 50 metri, mentre il CLOSED BELL è per le immersioni oltre i 50 metri in saturazione.

Nei nostri percorsi (parlo del CEDIFOP e NON di altre scuole, in Italia, e qui non sento ragioni sulla qualità dei nostri percori e sulle certificazioni, e nessuno mi può in Italia dimostrare il contrario Smile ), si arriva al TOP UP, dopo aver completato lo SCUBA e SURFACE, con i tempi di fondo previsti dalla didattica IDSA e un corso IMCA per DIVER MEDIC (http://www.youtube.com/watch?v=GB1iyzE-RXY&feature=youtu.be).

Alcune delle attività del corso del TOP UP del CEDIFOP li vedi su questi video, girati durante il corso TOP UP svolto da noi:

1) uso del basket (basket): http://www.youtube.com/watch?v=_WOsXySOPLI&feature=youtu.be
2) uso della campana aperta e panoramica (open bell): http://www.youtube.com/watch?v=6AIQ4pXHwkc
3) salto in camera (dive surface decompression): http://www.youtube.com/watch?v=hDFm4w_LB4Y&feature=youtu.be
4) introduzione al corso di saturazione (intro training in T.U.P. Closed Bell): http://www.youtube.com/watch?v=g-R9PbSeDpE&feature=youtu.be

ti invito a vedere anche questo video del 2009, mentre eravamo a Rotterdam ospiti della SMIT SALVAGE http://www.youtube.com/watch?v=iSgeItUOk9A

un cordiale saluto e buon lavoro
Manos Kouvakis
direttore CEDIFOP
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MessaggioInviato: Ven Feb 24, 2012 11:06 pm    Oggetto: Rispondi citando

Bene, direi che con la proposta di mettere le gambe sotto un tavolo per bere vino e mangiare pesce fresco, aldilà da quello che ci diremo, mette tutti d'accordo.

Ho letto tutto e anche se non ci credi, sapevo già più o meno tutto, magari non nei dettagli ma non sono del tutto digiuno in materia.

Materia che è praticamente il mio mestiere e nel corso degli anni ho avuto modo di utilizzare tutte le diverse tecniche menzionate, dallo SCUBA sulle spalle allo SCUBA Replacement, basket, wet & closed bell, bell bounce e saturazione fino a diventare Diving Supervisor anche se per questo, nonostante lo sia da oltre ventanni, non mi posso ancora fregiare del titolo fino a che non vado a dare l'esame.

Solo una cosa voglio chiedere e senza che la consideri una nota polemica.

Perchè, una volta acquisito il brevetto o la certificazione SCUBA/Surface in una Scuola italiana, quale può essere il Cedifop, si è costretti poi ad andare a portare denaro all'estero, io a Dunoon, altri a FW o come voi in Norvegia per fare 5 giorni di un corso che potrebbe essere fatto, in lingua inglese, anche in Italia?

Cos'è che manca a noi?

Le strutture ci sono, la didattica c'è, il know how l'abbiamo eppure ancora oggi andiamo in Nord Europa.

Per i vostri ragazzi è solo il completamento di un iter formativo iniziato un paio di mesi prima ma per molti divers, con esperienza ventennale e oltre, è veramente umiliante dover fare la valigia per andare in Scozia a fare 5 giorni di corso per essere qualificati a fare quello che fanno da oltre ventanni o addirittura perchè senza di quel tesserino plastificato con su scritto HSE TU/317xx/xx, non puoi accedere al corso da Air Diving Supervisor da fare sempre lassù e senza del quale ormai, a bordo dei Barges e/o dei S/Vessel DP o non DP che siano, per quanto riguarda il diving, conti meno dell'aiuto cuoco.

Bene, anche questa notte ho fatto tardi e non mi rimane che augurare a tutti una buona notte.

Cordiali saluti e buon fine settimana
Andrea Torchiani
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MessaggioInviato: Ven Feb 24, 2012 11:11 pm    Oggetto: Rispondi citando

i brevetti presi a fort william sono riconosciuti in italia, 5 minuti fa stavo parlando con un ragazzo che ha fatto qui il corso (per motivi diversi , siamo ambe2 a fortwilliam in questo momento) e il brevetto se l'è fatto riconoscere in italia, c'ha messo qualche mese ma alla fine ce l'ha fatta e in questo momento lavora dalle parti del lazio

bye albe
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MessaggioInviato: Sab Feb 25, 2012 8:24 pm    Oggetto: Rispondi citando

Bene Andrea, appuntamento quindi a Palermo, il mio cell è 338.3756051 (lo stesso che trovi anche sul sito del CEDIFOP). Direi che la tua domanda sulla formazione del TOP UP all'estero è più che legittima, e cercherò di risponderti in tutta sincerità:

Fino a poco tempo fa, un corso per OTS fatto in Italia, abilitava fino alla qualifica SCUBA e SURFACE per l’HSE, a volte solo per SCUBA e a volte non veniva neanche riconosciuto (se non rientrava nei 3 percorsi formativi che HSE riconosce per l’Italia). Questa situazione persiste fino ad oggi, con l’unica eccezione del percorso per il TOP UP del CEDIFOP, che dopo qualche anno di preparativi e relative autorizzazioni, vincolate (volutamente da noi) nella Regione Sicilia, è stato realizzato per la prima volta nel 2011.

Prima di allora per passare dal livello SCUBA e SURFACE a quello successivo di SURFACE TOP UP l’unica alternativa era l’estero, presso o una delle scuole TOP che seguono la didattica IDSA (15 nel mondo attualmente) o presso scuole di serie B, che fanno gli stessi corsi ma con standard formativi inferiori (e di conseguenza anche con costi inferiori)

Purtroppo, in Italia, in una continua ricerca di certificazioni “facili”, e senza pensare alle conseguenze, in questi anni, una scuola ha cominciato a rilasciare (dal 2005 al 2010) certificazioni “facili” dell’IDSA ingannando tutti, perché non seguiva gli standard formativi previsti dalla didattica stessa, danneggiando cosi tutta la categoria dei sommozzatori italiani, al confronto dei colleghi di paesi esteri e impedendo cosi una crescita del settore (vedi il rifiuto dell’HSE a riconoscere per l’Italia livelli successivi, in questi anni), ma anche certificazioni false IMCA (noi lo abbiamo segnalato, con prove documentate alla pagina http://www.cedifop.it/imca/diver_medic_imca.htm del nostro sito). Scoperta, dopo una indagine interna dell’IDSA (vedi le dichiarazioni del presidente dell'IDSA L.Lagarde, qui: http://www.cedifop.it/articoli/IDSA_01_2012_02.jpg ), durata mesi, la scuola è stata cancellata dall’elenco delle scuole che hanno la possibilità di rilasciare queste certificazioni (anche se la stessa scuola, ha timbrato illegittimamente in questi mesi nel LOGBOOK dei suoi allievi riconoscimenti IDSA senza essere autorizzata e senza rilasciare, perché non poteva, il relativo brevetto).

Cosi, anche se noi avremmo potuto fare l’intero percorso di TOP UP in Italia, abbiamo voluto, per ridare credibilità ai titoli Italiani, abbinare un percorso di 15 giorni fatto a Palermo, durante il quale completiamo i tempi previsti dalla didattica IDSA per le immersioni dai 30-39 metri e 40-50 metri facendo successivamente uno stage di 5 giorni presso la scuola (che segue la didattica IDSA) norvegese NYD, cosa che viene poi riportato anche nella card dell’IDSA ( http://www.cedifop.it/corsi_2011/foto/cere_int.jpg ), con la scritta NYD OSLO – CEDIFOP PALERMO, facendo rilasciare, ai nostri allievi, in più una certificazione supplementare Norvegese, sull’uso della campana aperta campana chiusa e surface decompression - http://www.cedifop.it/idsa_2011/top_up/CERAMI_nyd.jpg (oltre all’attestato di qualifica professionale riconosciuto dalla regione Sicilia per OTS- TOP UP – IDSA LEVEL 3 - http://www.cedifop.it/idsa_2011/top_up/level%203%20-%20CERAMI.jpg ).

Accede al corso chi è in regola con i tempi IDSA per SCUBA e SURFACE ed è in possesso di un brevetto IMCA per DIVER MEDIC.

Sinceramente abbiamo visto che, una settimana di corso ad Oslo, nei fiordi norvegesi, fanno acquisire ai nostri ragazzi una importante esperienza con una serie di immersioni in una tipologia di mari diversa da quelli che troviamo nel mediterraneo, e visto che il costo dello stages è incluso nel pacchetto del TOP UP, sicuramente questo stage estero lo manterremo anche in futuro.

Considera però che è la prima volta che si mettono regole in Italia in questo settore, e che purtroppo, chi ha fatto nel passato una esperienza da “autodidatta”, oltre lo SCUBA e SURFACE, si trova senza la certificazione necessaria, e che dovrà, affrontarla prima o poi, ma è importante che le nuove leve, questa certificazione ce l’abbiano sin dai primi contratti. E qui devono essere le ditte stesse a imporlo, se vogliamo arrivare ai livelli di qualità che si trovano all’estero.

Noi come CEDIFOP, continuiamo a lavorare su questo tema, con alcuni progetti, che consideriamo di importanza fondamentale, per accrescere il prestigio di questa categoria (sommozzatori), di cui presto parleremo.

Queste certificazioni (fatte in Italia o all'estero), sono comunque fondamentali per seguire 2 dei 4 corsi che prevede IMCA, e cioè “Trainee air diving supervisor” e “Trainee bell diving supervisor” (gli unici altri corsi che IMCA fa sono: Assistant life support technician e Diver medic)

Ecco una parte del documento che si trova sul sito dell’IMCA sulle certificazioni IMCA (seconda pagina): http://www.imca-int.com/documents/factsheets/IMCA-Logo.pdf

“Training and certification:
 There are only four training courses for which IMCA offers approval/recognition – Trainee air diving supervisor, Trainee bell diving supervisor, Assistant life support technician and Diver medic. Each requires a training establishment to apply for approval then satisfactorily undergo an audit of its documentation, facilities and course. Once IMCA has confirmed approval/recognition such establishments may use the wording ‘IMCA Approved’ or ‘IMCA Recognised’ in relation to these specific courses only
 No other courses are approved/recognised by IMCA and, therefore, no establishments should state ‘IMCA Approved’ or ‘IMCA Recognised’ in relation to any other course.”

Spero che la mia risposta abbia soddisfatto la tua curiosità sull’argomento, per il resto, piano piano parleremo di tutto

Cordialità
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MessaggioInviato: Sab Feb 25, 2012 8:34 pm    Oggetto: Rispondi citando

Caro Poetazzo, dobbiamo smetterla di usare paroloni senza conoscere il significato!!

Ogni volta che si usa la parola “riconosciuto” va specificato DA CHI e per COSA; ti faccio un esempio: (DA CHI) nella mia tasca si trova un pezzo di “un pacchetto di sigarette”, che la signora che fa le pulizie nel mio condominio lo ha “riconosciuto”, (PER COSA) ma anche se parliamo di una patente per guidare il motorino, naturalmente “riconosciuta” dalla motorizzazione Italiana, non è valida (riconosciuta) per guidare un camion anche essendo comunque una patente di guida.

Ora suppongo che tu con la parola “riconosciuti”, ti riferisca ai brevetti rilasciati da FW, per l’iscrizione alla Capitaneria di Porto in Italia, se ti riferisci a questo, ti posso assicurare che questa iscrizione, in base alla legislazione italiana è ILLEGITIMA, ILLECITA ed ILLEGALE e DEVE essere revocata (prima o poi lo sarà sicuramente) per due motivi, dei quali ne condivido uno solamente:

Motivo 1 (che non condivido), la legislazione Italiana in base al Decreto Ministeriale del 31 marzo 1981 "Integrazioni al D.M. 13/01/79 istituzione della categoria dei sommozzatori in servizio locale", da la possibilità ad un NON Italiano, ma cittadino della comunità Europea, di iscriversi presso una Capitaneria di Porto in Italia, ma accetta per i cittadini Italiani SOLO corsi fatti in Italia, visto che cita cosi:

“Art.1. Il n. 2) del secondo comma dell'art. 3 del decreto ministeriale citato in premessa è sostituito dal seguente: 2) cittadinanza italiana o cittadinanza di altro Paese membro della Comunità economica europea.
Il n. 6) del suddetto comma È integrato come segue: Per i cittadini di altri Paesi membri della Comunità economica europea è considerato abilitante all'iscrizione anche il possesso di un titolo riconosciuto idoneo dalla legislazione del Paese di origine per l’espletamento dell'attività sommozzatoria professionale nell'ambito dei porti.”

Ma questo è limitato ai cittadini di altri Paesi membri della Comunità economica europea, e non agli Italiani, per i quali ha validità il Decreto Ministeriale 13 gennaio 1979 “Istituzione della categoria dei sommozzatori in servizio locale”, che cita nell’articolo 3 punto 6 di “aver conseguito il diploma o attestato di qualificazione professionale, con allegato brevetto, di sommozzatore professionista perito tecnico addetto ai lavori subacquei presso un istituto statale o presso scuole o centri di formazione e qualificazione professionali, legalmente riconosciuti dallo Stato o dalle regioni, …” .

Successivamente nel Decreto Ministeriale del 2 febbraio 1982 “Modificazioni al decreto ministeriale 13 gennaio 1979 istitutivo della categoria dei sommozzatori in servizio locale”, che cita cosi:

“Art. 1. Il punto 6) dell'art. 3 del decreto ministeriale 13 gennaio 1979, citato in esordio, è così modificato:
"Essere in possesso del diploma di perito tecnico addetto ai lavori subacquei o dell'attestato di qualifica professionale, con allegato brevetto, di operatore tecnico subacqueo (sommozzatore) rilasciati da istituti di Stato o legalmente riconosciuti ovvero essere in possesso dell'attestato conseguito al termine dei corsi di formazione professionale effettuati secondo le modalità previste dall'art. 5 della legge 21 dicembre 1978, n. 845, e dalle relative leggi regionali di attuazione ..omissis,,,. Per i cittadini di altri Paesi membri della Comunità economica europea è considerato abilitante all'iscrizione anche il possesso di un titolo riconosciuto idoneo dalla legislazione del Paese di origine per l'espletamento della attività sommozzatoria professionale nell'ambito dei porti".

Qui troviamo per la prima volta nella legislazione Italiana la parola “OTS”, ma anche qui per i corsi fatti all’estero si fa riferimento a cittadini NON Italiani. La capitaneria di Porto di Palermo, ha respinto diverse richieste di iscrizione di Italiani che hanno fatto i corsi all’estero.

Ma secondo il mio parere, non sono d’accordo con questa norma perché è in contrasto con la direttiva comunemente nota come “Protocollo di Lisbona” che prevede il riconoscimento reciproco nei vari paesi UE dei percorsi formativi, purché abbiano i medesimi contenuti

Il secondo motivo dell’irregolarità dell’iscrizione di questa persona, che io condivido pienamente, è che tutti i Decreti Ministeriali parlano di “attestati di qualifica professionale” e non di “brevetti” per l’iscrizione presso le capitanerie. La differenza è che un attestato ha un riconoscimento di stato con un timbro di una istituzione di stato (Ufficio provinciale del lavoro o Assessorato Regionale), mentre un “brevetto” è un titolo privato senza un riconoscimento di stato (ad esempio tutti i brevetti sportivi delle varie didattiche nella subacquea). Un attestato per essere valido anche secondo il protocollo di Lisbona deve seguire un percorso formativo ed essere controllato dagli organi periferici (Ispettorato del Lavoro e Ufficio Provinciale del Lavoro), che confermano la validità del percorso formativo.

Ora per quanto riguarda la scuola di FW, essa rilascia brevetti e non attestati, che non potranno MAI essere validi per l’iscrizione presso una capitaneria.

Se qualche capitaneria ha accettato questi brevetti, sicuramente lo ha fatto ILLEGITTIMAMENTE, e DEVE procedere con la revoca dell’iscrizione, perché questa penalizza le persone che hanno ottenuto una legittima iscrizione ed è punibile secondo gli articoli del codice penale della legislazione Italiana sia per chi si è iscritto in modo illecito, sia per chi in quella capitaneria ha fatto l’iscrizione.
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MessaggioInviato: Sab Feb 25, 2012 8:59 pm    Oggetto: Rispondi citando

Grazie per le dettagliate informazioni e grazie pure per l'invito a Palermo.

Il mio cellulare è 349 1650611 e se ti trovassi a passare dalle parti di Lesina sarei lieto pure io di averti come mio ospite .

Vediamo chi fa prima!!!

Ciao, un saluto e un "in bocca al lupo" ai ragazzi del corso.
Andrea
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MessaggioInviato: Sab Feb 25, 2012 10:13 pm    Oggetto: Bravi ragazzi Rispondi citando

Bravi ragazzi, si fa così, si discute senza eccedere e ognuno fa valere le sue ragioni.
Da quando ho denunciato alla polizia postale il personaggio che ha costretto questo forum a chiudere, viviamo un periodo di pace, si discute, ma tutto finisce lì.
Il signore in questione, non lo credereste, ma fa parte del mondo della subacquea professionale.
È un ammalato mentale, spero che dopo la condanna, qualcuno lo aiuti a ritornare se stesso.

Comunque, continuate così, marescoop continua a vivere per voi.

Very Happy

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MessaggioInviato: Gio Mar 01, 2012 8:20 pm    Oggetto: Rispondi citando

non mi addentro in discussioni burocratiche perkè sono troppo complicate per me, però fatto è che c'è + di un ots in italia che ha fatto il corso a fw e lavora da noi percui qualche escamotage l'avranno trovato..
è interessante vedere che uno straniero può iscriversi in CP anche se il corso l'ha fatto all'estero ma un italiano no..
Magari quelli della Smith si sono iscritti tutti insieme in cp percui i lavori sulla haven e al giglio non sono così strani dal punto di vista burocratico..
Boh, se tutto va come deve, sti incubi burocratici non mi riguarderanno +... mi mancheranno mute e caschi ma da rovvista rischierò meno e guadagnerò di + Very Happy

bye albe

p.s. chiedo venia se ho scritto in italiano un po zoppicante ma son rientrato ora dopo 2 mesi in scozia sikkè sono angora in modalita english Very Happy
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MessaggioInviato: Gio Mar 01, 2012 10:32 pm    Oggetto: Chiunque Rispondi citando

Chiunque si sia lanciato da un aereo, pitturato di verde e con le insegne della Folgore a casa mia, dove pago io, sarà sempre bene accetto.
In merito a Cedifop, sono convinto che troverete un chiarimento, Cedifop è Itlalia, Italia è Roma, Roma è l'Aquila ed è immortale.

ciao

il dir

Very Happy
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