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Timori di chi vuole approcciare la subacquea ricreativa
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Autore Messaggio
MALDIVES
Mozzo
Mozzo


Registrato: Nov 01, 2010
Messaggi: 11

MessaggioInviato: Lun Nov 01, 2010 3:45 pm    Oggetto: Timori di chi vuole approcciare la subacquea ricreativa Rispondi citando

Posto, in questo nuovo topic, una domanda che ho fatto nella mia presentazione.

Le premesse sono i numerosi e ripetuti incidenti mortali accaduti a subacquei tecnici in queste ultime settimane e le conseguenze che potrebbero derivarne alla subacquea ricreativa.


Altra doverosa premessa: leggendo nel sito ho notato una elevatissima presenza di subacquei (come me) che veramente amano questa disciplina senza secondi fini. Quindi sub seri, preparati, coscienti.

Proviamo, per un attimo, a metterci nei panni di un neofita.

Cosa pensate che ne possano pensare i non subacquei dopo che, vedendo/leggendo i media, apprendono ormai (purtroppo) ogni settimana di morti in immersione ?

Noi sub sappiamo discriminare tra subacquea ricreativa e tecnica, ma per chi vuole approcciare questa splendida disciplina ed è all'oscuro di tutto, non pensate che queste tragedie allontanino dalla subacquea (tutta) con il triste (sbagliato) pensiero che "... è uno sport pericoloso e mortale..." ?

Grazie per i contributi che vorrete dare alla discussione.

Walter

N.B.: ho inserito la parola "sport" perchè all'esterno è così percepito.
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rostersub
Nocchiero
Nocchiero


Registrato: Oct 25, 2010
Messaggi: 302
Località: Brianza

MessaggioInviato: Lun Nov 01, 2010 4:48 pm    Oggetto: Rispondi citando

certo che è così. quando sanno che sei un sub o pratichi questa disciplina (magari questo mi pare il termine più giusto) la prima cosa che ti dicono: è pericoloso......la seconda è quanto scendi?? e quanto tempo stai sotto
Non si può negare che sia pericoloso (solo mamma Padi fa finta di nulla Embarassed ) e l'unico antidoto potrebbe/può essere: il rispetto delle regole, limitarsi alla propria competenza senza strafare, rispettere la propria condizione fisica e mentale, fare attenzione all'attrezzatura.
Altro non vedo se non quello di stare con i piedi all'asciutto.
Ciao. Mario
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maryj
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Signore (Ufficiale)


Registrato: Oct 15, 2010
Messaggi: 2954

MessaggioInviato: Lun Nov 01, 2010 4:50 pm    Oggetto: Rispondi citando

Mi auguro che nonostante i "migliori insegnamenti" del Prof. Longobardi del DAN che vede un futuro dove i neo-sub cominciano la subacquea direttamente con il rebreather, i neo-sub percepiscano guardando le foto dei morti di rebreather che un conto e' la teoria e tuttaltro conto e' la pratica.
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gus61
Mozzo
Mozzo


Registrato: Oct 30, 2010
Messaggi: 6

MessaggioInviato: Lun Nov 01, 2010 4:52 pm    Oggetto: Rispondi citando

Ciao MALDIVES (scusa ma perchè maiuscolo?),
intanto benvenuto anch'io sono nuovissimo del forum, ed abitiamo pure abb vicini io sono a Rho.
Devo dire che la tua domanda è proprio ben posta, anzi a mio parere ha già in sè la risposta. Provo a spiegarmi meglio, il punto più importante del tuo intervento cita "la subacquea è uno sport pericoloso e mortale..." ? ".
Prima di tutto al giorno d' oggi cosa intende la gente comune (cioè anch'io) con la parola "sport"? intende un misto di una "cosa" che "fa bene" alla salute seguendo i dettami dei settimanali di moda, e di vario mix di regolette da seguire che ci si scambia in palestra od in piscina e con la scorciatoia pronta perchè se sei più veloce degli altri sei bravo e figo.
E in giro la subacquea cosa è? da quel che vedo, vivo e sento: brevetti in tempi brevi, attrezzatura da mazinga zeta, istruttori con 200 immersioni!!, con quindici immersioni mi faccio l'adv e se durante una immersione ti chiedono di fare qualche esercizio per testare le tue capacità, appena fuori subito ad incazzarsi col plastichino in mano del super master......
Questa "banalizzazione" mi serve per dire che la subacquea è sì un vero sport come quasi tutti gli altri ma ha in se una cosa che è al di fuori di noi. Il MARE che se avvicinato anche solo per una sana nuotata, richiede una disciplina personale, fisica, e mentale che porta poi la subacquea ad avvicinarsi ad una arte marziale.......
Ossia è una "disciplina sportiva", ovvero non proprio per tutti perchè non è una attività che si fa col joystick in mano davanti al pc...(se sbaglio ho un altra vita.........).

Ecco ad esempio se ho una immersione in vista, ai colleghi e amici, spiego che questa disciplina che mi serve per vedere cose bellissime e fantastiche, richiede da parte mia una buona preparazione fisica. Quindi piscina quando posso, sana alimentazione, molta acqua, un buon equilibrio idro-salino-vitaminico ed una cura del mio apparato respiratorio e del fegato che metabolizza tutto. E soprattutto col neurone del cervello ben smerigliato! Ecco per me la subacquea è tutto questo.
E a chiunque ne parli racconto questo, perchè il mio obiettivo è divertirmi e rischiare il meno possibile (mentre il mare perdona molto poco...specialmente l'imrovvisazione). Ciao
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MALDIVES
Mozzo
Mozzo


Registrato: Nov 01, 2010
Messaggi: 11

MessaggioInviato: Lun Nov 01, 2010 5:38 pm    Oggetto: Rispondi citando

gus61 ha scritto:
Ciao MALDIVES (scusa ma perchè maiuscolo?),


Embarassed Nessun motivo ... Mi è venuto così, dopo che ho tentato di inserire come nick il mio vero nome (con cui scrivo in tanti siti) ed aver appurato che era già "occupato" Very Happy

Per venire al tuo post: SI, direi che la mia domanda contiene anche una (mia, personale) risposta, desideravo condividere questa percezione o capire se è solo un mio timore. E tu mi hai dato un ottimo feedback.

Nella seconda parte del tuo post specialmente, quando parli di allenamento (piscina) vita sana (alimetazione ed idratazione) e testa: non posso che condividere.
la subacquea è - prima di tutto divertimento, ma non c'è divertimento senza sicurezza; sicurezza e divertimento sono un connubio indissolubile !!!

Io, comunque, rimango dell'opinione che la subacquea non è uno sport (o disciplina, o materia, o passatempo) "pericoloso e mortale".
La pericolosità è insita in tutte le attività umane: ci si fà male (e si muore) anche nel lavoro, per strada, anche in casa ...
Certo la subacquea non è per tutti, e mi spiego: non è per coloro che non vogliono e non intendono attenersi alle regole (del buon senso, della preparazione, della sicurezza, anche del sacrificio per certi aspetti).
Indipendentemente dalle didattiche di appartenenza (io sono PADI e DAN, tante volte vituperate ...) quando siamo in mare siamo tutti uguali: piccoli e talvolta inermi al confronto dell'elemento che ci circonda. E' la preparazione e la serietà di ciascuno che fà la differenza tra una splendida immersione ed un serio incidente (ed hai ragione: a nulla servono le attrezzature spaziali senza assetto, acquaticità ed allenamento).
Ma l'inizio, l'approccio, è duro ed importante per tutti - chi si ricorda il primo corso sub fatto ? Quanti dubbi, perplessità avevamo ancor prima di iniziare ? E quanti ce ne sono rimasti anche dopo aver conseguito il primo brevetto ?
Certo, non le abbiamo fugate tutte (io ho ancora tanti dubbi e poche certezze, se faccio un mio inventario) ma l'amore per la subacquea e la passione mi hanno spinto e mi spingono ad imparare, a conoscere ancora di più, sempre di più ...
Io come tanti, e credo anche tu, abbiamo continuato - siamo usciti da quel primo stadio che chiamo "neofita".

Questo è il nocciolo della mia domanda - perchè si vorrebbe aver voglia di iniziare, sentite tante e tali disgrazie ?

Io non parlerò mai, volutamente, di tecnica perchè non mi ritengo sufficientemente preparato per commentare o - addirittura - sentenziare, come sento fare da troppi e, purtroppo, con poca esperienza. Posso parlare (come hai fatto tu) di stato fisico, di preparazione, di allenamento, ma non mi reputo un guru in fatto di tecnica - ciò che devo ancora imparare è assai più vasto di ciò che già conosco e, finirò mai di imparare ? Ne dubito.

Altra domanda che mi (e Vi) pongo: analizzare gli incidenti, i fatti, i casi, le statistiche è cosa assai importante se può portare anche solo un po' di standard di sucurezza in più di nelle immersioni.
Ma leggo - da troppe parti - inutili (ed a volte sterili) polemiche, litigi, accuse ... vedo superficialità ed arroganza (di chi di arroga la Conoscenza della Verità - con le maiuscole).
Prendendo le distanze da ciò - ed altrettanto dal sottovalutare la pericolosità insita nell'attività sub - ma siamo proprio sicuri che questo faccia bene alla nostra amata subacquea ?

Ciao e grazie del tuo contributo.

Walter
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gavno
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Località: RM (prov) - moderatore dal Set09 al Nov10

MessaggioInviato: Mar Nov 02, 2010 11:16 am    Oggetto: dico la mia (ed estremizzo, volutante) Rispondi citando

MALDIVES ha scritto:
..(cut)..Questo è il nocciolo della mia domanda - perchè si vorrebbe aver voglia di iniziare, sentite tante e tali disgrazie ? ....(cut)..


Perchè bisognerebbe far capire ai neofiti che c'è anche tutt'altra subacquea, quindi smetterla di interessatamente indicare - come finora TUTTO il circus ha fatto (produttori attrezzature, 45 didattiche http://www.marescoop.com/ftopic-1788-days0-orderasc-75.html , Diving Centers, Istruttori..) - come "meta" quella di diventare "Tecnico" (termine quanto mai fuordeviante ed usato a sproposito..), profondità a tre cifre.. quanto mitizzare "il ferro"!

Ovvio che chi ha interesse a vendere brevetti a go go (specialità bizantine comprese), attrezzature (particolarmente quelle più costose.. Gav e computer) sinora non ha detto - per puro vantaggio economico - che esiste una subacquea SICURA, ECONOMICA, RILASSANTE E DIVERTENTISSIMA che ha un casso a che vedere con le mitizzazioni Tek (inventate dal circus per recuperare i numeri degli anni '90..).
Nessuno del circus predetto ha mai voluto far si che negli ultimi decenni - superato un serio corso di primo grado (come esisteva una volta.. ovvero investendo su se stessi.. a cominciare da una buona apnea ed una profonda conoscenza di se stessi..) - ci si potesse mettere la stessa bombola con riserva che si usava da noi già venticinque o trentanni fa.. scendendo su un bel fondale conosciuto.. ad una ventina di metri..anzi.. 18mt (che manco col piccone puoi scender oltre la ventina di metri..).. e li farsi la più bella immersione al mondo, dopo essersi portati al seguito pochi chili di attrezzatura..una vestizione di 1minuto.. scendendo solo con erogatore e bombola con riserva..
un'immersione solo per guardarsi intorno e guardarsi dentro.. SENZA CURARSI DI ALTRO..
very free mind..
MAI un'occhio ad un casso di attrezzature..
mai guardare orologio..
mai guardare profondimetro..
mai guardare computer..
mai guardare manometro..
mai gonfiare/sgonfiare gav..
MAI far segno a qualcuno quanta cacchio di aria hai..
.. ad un certo punto - fatta UN'ORA DI IMMERSIONE - senti l'erogatore che da meno aria.. tiri con calma la riserva... e te ne vai in barca o risali a terra..
Fine
Stop
Manco un minuto di deco.. (a quella profondità, soprattutto se ti muovi un pò e non prendi posture protozoiche a braccia conserte e gambe piegate verso l'alto, finisci prima l'aria che non entrare in zona deco.. quanto meno le due cose coincidono..ma se vuoi - con la riserva - ti fai pure 3.. 5.. minuti di tappa deco.. )
Ovvio che sto volutamente estremizzando.. per chiarire cosa intendo..
Iniziate a dire ste cose..
Iniziate a dire che bastano 3 euro di Tabelle..
Iniziate a far sapere che è sempre esistita un'altra subacquea http://www.marescoop.com/ftopic-2315-days0-orderasc-60.html ..ed il neofita sa si perché iniziare a scender sott'acqua! Wink
Qui, sinora, ci abbiamo già provato.
GavNo
_________________
"Il gav è per il subacqueo come il salvagente per chi non sa nuotare " (COM.TE RAIMONDO BUCHER)
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RANA
Marinaio Scelto
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Registrato: Aug 17, 2009
Messaggi: 248

MessaggioInviato: Mar Nov 02, 2010 1:37 pm    Oggetto: Re: dico la mia (ed estremizzo, volutante) Rispondi citando

MALDIVES ha scritto:
..(cut)..Questo è il nocciolo della mia domanda - perchè si vorrebbe aver voglia di iniziare, sentite tante e tali disgrazie ? ....(cut)..


Innanzitutto da parte mia un cordiale benvenuto Maldives.

Io non mi preoccuperei molto dell’immagine che certe notizie potrebbero dare della subacquea agli occhi dei non subacquei e/o dei neofiti.

Io, al contrario, sono portato a ritenere che esiste il problema contrario.

La subacquea appare troppo facile ed immediata.

E’ uno sport il cui rischio statistico è inferiore al bowling.
Le nuove tecnologie:
Computer,
Gav,
Mute (semistagne, stagne ecc),
Erogatori,
Didattiche sempre più semplificate ed immediate,
Ecc, Ecc,
hanno fatto della subacquea un’industria turistica.

La mia non vuole essere una critica, io sostengo che il primo corso (open) debba essere fruibile a tutti; le tecnologie e le strutture per aprire la subacquea nei primi 20 metri a tutti in sicurezza secondo me ci sono per cui ben vengano i professionisti del settore diving , guide, istruttori ecc. ecc. purché seri (cosa che non è sempre certa, purtroppo ci sono delle sacche di disonestà come d'altronde in tutti i campi delle attività umane).

La subacquea come sale di livello diventa una disciplina, una passione che comporta sacrificio.
Bisogna investire in formazione, immersioni, attrezzature, tempo libero ecc. ecc.
Bisogna rimanere umili, essere grati a chi ci dice che non stiamo facendo le cose bene (qualche schiaffo avvolte fa bene).
Bisogna continuare ad apprendere ecc. ecc.

Purtroppo non tutti sono disposti a “soffrire” e avvolte la passione risiede più nelle patacche che nel cuore; ecco che all’ora s’inizia non so per quale assurdo meccanismo a barare con se stessi a trovare “comode scorciatoie”.
Tutti sono tecnici, tutti sono esperti, tutti sono in grado di affrontate qualsiasi immersione.

Altre volte al contrario la passione non solo ci spinge a soffrire, ad apprendere, ad essere umili e ben disposti verso gli altri, a condividere informazioni ed esperienze ma brucia dentro di noi con tale forza da spingerci sempre di più in la, anche a rischio di non tornare.
Se consapevoli sono scelte che non mi permetto di giudicare, scelte che non si possono giudicare, perché non c’è subacqueo, che si possa definire tale, che almeno una volta non ha sentito il “canto delle sirene”.

Il passo finale di una nota poesia di Baudelaire “L’uomo e il mare” recita:

Vi combattete senza pietà né rimorsi,
Talmente amate la carneficina e la morte,
O eterni rivali, o fratelli implacabili!


Cordialmente
Rana
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speedysub
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Registrato: May 22, 2006
Messaggi: 1062
Località: Riviera del Conero (AN)

MessaggioInviato: Mar Nov 02, 2010 6:02 pm    Oggetto: Rispondi citando

Molto interessante questa discussione, che mi porta a riflettere sul perché e sul come io vado in acqua…
Sono anch’io d’accordo con Rana nell’affermare che con le tecnologie, le attrezzature e le didattiche oggi disponibili la subacquea “ricreativa”, quella di primo o di secondo livello (anche se la distinzione tra open e advanced mi ha sempre saputo di una cosa artificiosa fatta per puri motivi commerciali…) è effettivamente alla portata di chiunque sappia nuotare e non abbia particolari controindicazioni fisiche.
Affrontato con la dovuta serietà e consapevolezza questo “sport” (per me in questo ambito la subacquea è e rimane uno “sport”) è salutare, è sicuro e può dare molte soddisfazioni a chiunque abbia un minimo di curiosità e interesse per scoprire “cosa c’è là sotto”.
Poi c’è l’altra subacquea, quella che oggi si suole chiamare “tecnica”, che è una vera e propria “disciplina” e, a mio avviso, non è assolutamente alla portata di tutti. Qui non basta la passione, occorrono un’adeguata formazione, un addestramento serio e approfondito, tanta esperienza, una maggiore consapevolezza e responsabilità rispetto a quello che si sta facendo, attrezzature dedicate, tanta umiltà, consapevolezza dei propri limiti e delle proprie carenze e tanta voglia di continuare sempre ad apprendere… Per questo motivo la subacquea tecnica non è per tutti. Coloro i quali hanno delle carenze in uno degli aspetti che ho appena elencato prima o poi la pagano cara, perché… in mare siamo ospiti, non è e non sarà mai il nostro ambiente naturale. Ed ecco che la subacquea (tecnica) diventa una disciplina pericolosa. Ma i motivi, a parte le cause fisiologiche imprevedibili, sono sempre in un difetto in uno o più degli aspetti che ho elencato sopra.
E allora sono d’accordo anche con GavNo nel dire che bisognerebbe smetterla di prospettare ai neofiti scenari da sommozzatori d’assalto o Navy Seals… e spiegare loro che nella fascia tra i 10 e i 20 metri di profondità c’è tutto un mondo meraviglioso di vita e di colori che è tutto da scoprire, e che le cose più belle non stanno né in cielo né in terra, ma a pochi metri sotto la superficie del mare.
Non occorre essere “malati” dell’immersione, immergersi ovunque c’è acqua, cercare relitti inesplorati, calarsi a 100 metri nel nero assoluto di un lago, fare decompressioni di ore e caricarsi di bombole, per essere appagati da uno sport bellissimo e, tutto sommato, semplice e rilassante come la subacquea ricreativa!
Il problema per chi legge e ascolta i media è che i giornalisti troppo spesso non sanno ciò di cui parlano, vogliono solo fare sensazione, attirare l’attenzione con titoli ad effetto, ma, oltre a dare cattiva informazione, non fanno assolutamente comprendere al neofita e all’aspirante sub che probabilmente molti incidenti in un’immersione veramente “sportiva” non sarebbero mai capitati e che spesso in un’immersione da considerare “tecnica” è mancato uno di quegli elementi che permettono al sub di affrontare le immersioni più impegnative. Ma che cosa ci si può aspettare da chi scrive di immersioni a 100 metri, respirando “ossigeno”, di embolie e di altri accidenti dei quali non ha nemmeno idea di quale sia il significato?? Si, secondo me questo giornalismo ignorante e sensazionalistico può portare ad allontanare dalla subacquea molti potenziali interessati, convinti che si tratti di… “uno sport estremamente pericoloso”.

Ecco GavNo, la tua descrizione di un certo tipo d’immersione (quella veramente “ricreativa”) e la recentissima perdita dell’amico Maurizio mi hanno fatto riflettere sul come e sul perché vado in acqua ultimamente e sui miei progetti imminenti di approcciare le immersioni in trimix e mi sono domandato se ne valga ancora la pena…
Forse vorrei fermarmi e poter ricominciare a fare quello che dici tu: un'immersione solo per guardarsi intorno e guardarsi dentro, con la mente libera, senza curarsi di altro.
Bassa profondità; attrezzatura leggera e ridotta al minimo; mai guardare l’orologio; mai guardare il profondimetro; mai guardare il computer; mai guardare il manometro; mai gonfiare/sgonfiare il gav… Preoccuparsi solo del proprio assetto regolandolo con i propri polmoni, “sentire” la quota in base alla pressione sui propri timpani e, dopo un’ora d’immersione, uscire fuori dall’acqua senza dover fare neppure un minuto di decompressione.
Ci sto pensando...
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Marcello
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MALDIVES
Mozzo
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Messaggi: 11

MessaggioInviato: Mer Nov 03, 2010 3:56 pm    Oggetto: Rispondi citando

Contavo (e sospettavo) di trovare interlocutori seri e con valide argomentazioni.

E' anche per questo che ho aperto il post: perchè chi ama e crede in ciò che fà si pone mille domande, cerca le risposte negli altri, è predisposto ad assimilare / analizzare / condividere le idee altrui.

Venendo al succo del tema, condivido assolutamente quello che avete postato, serve un cambio di rotta, un sano bagno d'umiltà ... a cominciare da chi insegna la subacquea - me compreso - si, perchè le didattiche pongono dei limiti "minimi" per l'insegnamento, ma chi insegna deve adattare questi limiti all'allievo che ha di fronte, mica si può fare tutto in serie ...

Proprio io che adoro le Maldive posso testimoniare quanto sia bello immergersi "senza pensieri" se non quello di adottare un buon assetto per meglio godere dello spettacolo che ci circonda.
E, in effetti, la mie più belle immersioni alle Maldive:
una - è durata 100 minuti senza mai superare la profondità di 6 (dico sei) metri ... un spettacolo;
un'altra - è durata 45 minuti seduti sul sabbione a 12 metri ad osservare la danza spettacolare di non meno di 40 mante.

Chiaro che anche questa è una estremizzazione - perchè la prima citata immersioe era un mix tra snorkeling e subacquea - ma credo renda l'idea che per divertire se stessi non sia necessario avere la stagna professionale e due computer megagalattici e quattro bombole di fase ... Basta il nostro amato mare. Che, se rispettato, sa riservarci sempre nuovi incontri, nuove emozioni.

E laddove - come nel Mediterraneo - sia un po' più difficile fare incontri memorabili, penso che anche entro i 30 metri si riesca a vedere sempre qualcosa di straordinario: sabato ero in immersione a promontorio di Portofino, massima prof. raggiunta 24 metri, un solo incontro: uno scorfano di notevoli dimensioni che ha fatto la felicità di tutto il gruppo, fotografi in primis.
Basta così poco ? A volte SI.
Io riesco a divertirmi anche se riesco a vedere un solo nudibranco.

Quanto ai corsi di primo livello (Open Water Diver o comunque denominati). Personalmente ritengo che siano i più difficili da condurre - si tratta di insegnare una notevole quantità di informazioni, nozioni, ecc. a chi (magari) non ne ha mai sentito parlare, necessita ricordare che - in pratica - si parte da zero!
Alla prima lezione avverto i miei allievi che "il corso Open è il gradino più alto e più ripido di una carriera subacquea"
Infatti, non sono MAI riuscito ad insegnare un corso OWD con 5 lezioncine da 30 minuti e (solo) 5 lezioni in piscina...
Spiegare gli aspetti critici, gli obiettivi da raggiungere, la fisica, la fisiologia, l'iterazione con l'ambiente, ecc.: NON si può fare in poche ore.
Insegnare un corretto approccio all'acqua, verificare la presenza di acquaticità, insegnare come adottare un buon assetto, come usare le microregolazioni polmonari, come pinneggiare efficacemente, come controllare le proprie senzazioni sott'acqua, ecc. ecc.: NON riesco a farlo n sole 5 lezioni di un'ora in piscina ...
Ciò, comunque, non mi ha impedito di formare buoni sub, ma altrettanto non ha impedito di rifiutare l'emissione di non meno di un diecina di brevetti.

La subacquea (sport, disciplina o come la si voglia chiamare, per me fa lo stesso) deve tornare ad essere puro divertimento in sicurezza.
Questi risultati non si possono ottenere senza la contemporanea presenza di impegno, disciplina e sacrificio, nè - tantomeno - se mancano le conzioni fisiche o psichiche necessarie.

Inoltre, a mio parere, riconoscere i propri limiti è prima di tutto un dovere !

Continuerò ad insegnare così: a costo di perderci (tempo e denaro), a costo di rimanere solo ... La buonanima di mio padre diceva "Quando una cosa è fatta bene, ti chiederanno "chi l'ha fatta?" nessuno chiederà "quanto tempo ci hai messo?"
Ho condiviso questa filosofia facendone uno stile di vita ... E NESSUNA didattica potrà mai farmi cambiare idea.

Vi ringrazio ancora per i vostri contributi.
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cchhrr
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Mozzo


Registrato: Aug 03, 2010
Messaggi: 19

MessaggioInviato: Gio Nov 04, 2010 10:49 pm    Oggetto: Rispondi citando

Eccomi qua, sono il neofita dell'esempio.
Io ho èreso il mio Open in vacanza, poi subito dopo, a praticamente zero immersioni, ho preso in piscina l'advanced.
La prima immersione del corso advanced mi ha dato la profonda sensazione che qualcosa non andava: io non ero assolutamente nemmeno vicina ad un advaced. Certo mi sono detta che qualcuno me lo poteva dire...
Il risultato è che sono attentissima a tutti gli incidenti, ma non per terrore, perchè so che molto non lo ho imparato nel mio anno di neofita e nelle mie scarsissime 25 immersioni.
Sono attenta ad immaginare quello che potrebbe essere successo, per immaginare poi come mi comporterei nelle stesse condizioni, perchè immagino che la mia inesperienza potrebbe trovare un minimo giovamento dal fatto di aver immaginato cosa fare prima di trovarmi in na certa situazione.
Vado in piscina e cerco di tenermi in forma.
E soprattutto, ho messo il mio brevetto advanced in un cassetto, da cui per ora lo estraggo solo se mi sento che è il giorno giusto (per ora lo ho fatto solo dopo aver fatto 6 immersioni consecutive in pochi giorni). Lo estrarrò definitivamente e lo dichiarerò quando io sentirò di essere pronta (al momento sto valutando se farlo prima di un altro corso o meno, ma leggendo un po' in giro non ho la sensazione che ci siano molte differenze
Non perdo mai d'occhio il mio compagno di immersione.
Ovviamente questo non basta, sono la stessa che si è fatta cogliere impreparata (non sapevo che il pedagno fosse obbligatorio). Ma leggo, mi informo, e cerco di porre rimedio (lo scorso we ero al mare a fare prove di lancio del pedagno).
Credo che i neofiti, almeno nel mio caso è così, vengano richiamati all'attenzione sul fatto che, sott'acqua, si è responsabili delle proprie azioni. Non siamo delle boe in balia della corrente, non possiamo affidarci al 100% alla guida, banalmente per il solo fatto che la guida la potremmo perdere.
C'è il destino, ci sono gli incidenti, tra i sub come ovunque. Dobbiamo impegnarci almeno a non esserne noi la causa.
L'effetto indesiderato è che le immersioni ricreative a volte non sono del tutto rilassanti... ma lo sono ogni volta un po' di più.
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MessaggioInviato: Ven Nov 05, 2010 12:41 am    Oggetto: Rispondi citando

Ciao cchhrr.

il tuo post si commenta da solo. E' il classico esempio di cosa NON si doveva essere e cosa si DEVE diventare. Sei saggia, e questo ti fa onore.

Ha colto appieno lo spirito della subacquea e stai imparando - poco a poco ma costantentemente, secondo le tue possibilità ed i tuoi limiti.
Limiti che tutti ne abbiamo, ma troppi non hanno il coraggio (la forza) di ammetterlo.

Continua così, a mio parere sei sulla strada giusta: non avere fretta e vedrai che - con le premesse che ci hai raccontato - di strada ne farai paracchia.

Per il momento: una forte stetta di pinne !!!

Ciao.

Walter
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MessaggioInviato: Ven Nov 05, 2010 12:46 am    Oggetto: Rispondi citando

Prima di avere un pochino di esperienza, non facevo caso a chi subiva incidenti o meno. Proprio non lo sapevo, non mi interessavo nè mi informavo.
Trovo la stessa, identica cosa, oggi, nei compagni di lavoro quotidiani.
Su 40 persone, siamo 3 sub. Due lo sanno, il terzo no ed i rimanenti uno ha letto la notizia, uno la ha "sentita al tiggì" e gli altri 30 e rotti non sono interessati per cui, anche se hanno sentito o visto la notizia, gli è entrata da un orecchio ed uscita dall'altro.
Ipotizzando un 5% di possibili candidati ad un corso sub, non se ne perde manco uno. In ogni caso, anche fosse, se per sbaglio uno di questi che si presenta al circolo/scuola/istruttore o quel che è per il corso dovesse chiedere "ma è pericoloso? Ho sentito che uno ci è rimasto", il buon istruttore di turno sarà più che ben disposto a minimizzare il tutto per far passare la paura.

E' a noi che queste cose fanno male.
Ai neofiti, o a chi si deve ancora approcciare, non riconosco un interesse tale da porsi problemi verso chi ha subito incidenti e meno ancora riconosco una maturità tale da capire che la subacquea, a tutti i livelli, è pericolosa. Ci pensano le didattiche a far loro capire che non lo è.
Infatti....
Infatti non molto tempo fa un paio di rec ci hanno lasciato.
Se andiamo ancora indietro, non vedremo solo tecnici.
Più aumenta la difficoltà dell'immersione e più questa sarà pericolosa.... ma non è priva di pericoli l'immersione a -10, soprattutto se condita da una guida. Very Happy
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maryj
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MessaggioInviato: Ven Nov 05, 2010 7:58 am    Oggetto: Rispondi citando

Un pensiero da una persona che non si schiera con i "circuitoapertologi" o "rebreatherologi" o i "tecnosuberologi" in quanto e' fondamentalmente un "deretanologo."

Cerco di comunicare il pensiero in due modi diversi, anche se ho cominciato scherzosamente.

1. Il corpo umano ha gia' i suoi sensori e si sono sviluppati in milioni di anni di evoluzione. Sono sensori molto efficienti, in particolare il sensore di CO2 che quando c'e' qualche cosa che non va manda segnali molto forti, e poi ci sono sensori che sono ugalmente efficienti, ma i segnali sono meno evidenti, come i nostri sensori interni di O2. Come per i gas, abbiamo un sacco di altri sensori. Il deretano non e' un sensore, ma e' l-equivelente del HUD del rebreather, o dell'allarme del computer da sub... semplicemente ti segnala che qualche cosa non va' anche se ancora non sai che cosa sia. Se suona il campanello d'allarme, anche prima dell'immersione, e ci immergiano, stiamo facendo una cosa per cui non siamo ancora pronti, o che ci causa dei problemi, per cui e' meglio o non farla o smettere immediatamente di farla.

2. Guardiamo Tom Mount, veramente l'unico sopravvissuto a tutti i suoi "compagni" della sua generazione - tutti morti in grotta o di rebreather (e' triste quando tu esci dalla grotta e capisci che il tuo amico di quella stupenda avventura non uscira'). Che cosa ha di diverso dagli altri? Lo si capisce nel suo libro "The Tao of Survival Underwater" - che io sintetizzo in una parola, e' un deretanologo.

Prendetela da uno che in mare aveva una paura matta di solo mettere il viso nell'acqua (figuriamoci il resto della testa) ed ha fatto decine e decine di immersioni a sei metri prima di andare un po' piu' in la'.

"Se non sei pronto, non farlo. Ascolta il tuo deretano!"
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rostersub
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MessaggioInviato: Ven Nov 05, 2010 9:29 am    Oggetto: Rispondi citando

cchhrr ha scritto:
il neofita x esempio.
Io ho èreso il mio Open in vacanza, poi subito dopo, a praticamente zero immersioni, ho preso in piscina l'advanced.
La prima immersione del corso advanced mi ha dato la profonda sensazione che qualcosa non andava: io non ero assolutamente nemmeno vicina ad un advaced. Ma leggo, mi informo, e cerco di porre rimedio .


il problema è sempre lo stesso....il rilascio dei brevetti.
Purtroppo l'eccessivo busines determina queste cose.
Brevetti che attestano preparazioni che non ci sono....istuttori che sanno tutto "teoricamente" e non fanno più immersioni se non nelle tinozze perchè troppo impegnati a rilasciare plastichini....
Questa è la realtà!! poi "cchhrr" dice che si informa....ma non dovrebbe essere già informato!
In ogni caso di principianti che si fanno male sono sempre pochi. Rari.
Chi si fa male o peggio ci lascia la ghirba sono i cosidetti esperti che osano, sempre di più. Per cui i neofiti continuino sereni il loro approccio.
Ciao. Mario
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cchhrr
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MessaggioInviato: Ven Nov 05, 2010 7:41 pm    Oggetto: Rispondi citando

E' vero che dovremmo essere informati, uso il plurale perchè lo scorso we al mare ho chiesto a parecchi advanced: 'hai il pedagno?'e la risposta è stata no.
E' vero, ci sono meno incidenti per i neofiti. Io ero fuori dalla grotta di S.Giorgio lo scorso luglio, da cui due neofiti non sono usciti (la guida invece si). E se gli esperti fanno incidenti perchè osano, si può pensare che se la siano andati a cercare, mentre se un incidente lo fa un neofita è difficile pensare che se la sia cercata lui, almeno per me.
E' anche probabile però che, da neofita, io abbia una sensibilità maggiore per incidenti ad inesperti, come ad esempio il ragazzino morto impigliato la scorsa estate in apnea, che non aveva con se un coltello...
Chiara
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