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Quesito Costa Concordia.

 
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Mozzo
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Registrato: Dec 25, 2012
Messaggi: 29
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MessaggioInviato: Mer Feb 20, 2013 3:11 am    Oggetto: Quesito Costa Concordia. Rispondi citando

Che senso ha portare avanti un progetto che raggiungerà i seicento milioni di dollari, visto che ad oggi senza grandi risultati siamo a quota 400M$, per far galleggiare, ... , qualcosa che dovrà essere demolito spendendo altri, almeno, 150milioni di euro degli italiani?? Non sarebbe meglio, demolita per demolita, demolirla li'?
Cosa ne pensate??
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delfinobianco
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Messaggi: 3801
Località: La Spezia

MessaggioInviato: Gio Feb 21, 2013 12:38 pm    Oggetto: ECCO COSA NE PENSO IO Rispondi citando

Che cosa ne penso io, come direttore della rivista MARE, informato dei fatti.

La nave dovrebbe essere trascinata più al largo in posizione non critica per la navigazione e affondata in un fondale di 60 metri, così com'è appoggiata sul fianco.

Il mare è assolutamente in grado di digerire il relitto con tutto ciò che contiene,

L'isola del Giglio diventa uno dei punti di grande interesse delle immersioni, in tre anni un rilitto come quello è in grado di ripopolare tutta l'isola di fauna pregiata e di trasformarsi in una formidabile barriera artificiale.

Ci sarà certamente qualcuno che andra ad ammazzarsi per fare penetrazione, ma saranno cazzi suoi? Se uno è deficiente...

ecco quello che ne penso.

Nell'ultima guerra sono state affondate 11.000 navi di cui almeno tremila petroliere. Di queste nessuna è stata bonificata eppure siamo ancora tutti qui...


ciaooo

il dir

ps. se andiano a scavare scopriremo che il vero interesse sta nella danza degli appalti e relative bustarelle o forse è cambiata l'Italia?...
_________________
Il rebreather per uso sportivo è mortale. Il REB uccide. Chiunque vi dica che può uccidere sta mentendo. E' immorale coinvolgere altre persone nei nostri tentativi di suicidio.
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Messaggi: 29
Località: Civitavecchia

MessaggioInviato: Gio Feb 21, 2013 2:06 pm    Oggetto: Grazie Rispondi citando

E' veramente un piacere trovare persone, e come te autorevoli, che sanno che spendere tutti quei soldi per poi distruggere la nave non e' la cosa piu' giusta da fare o almeno ci facessero risparmiare la rottamazione e la facessero in loco.
Relitto, museo itinerante, albergo ... Molte le idee degli italiani per dare continuita' alla storia della Concordia ... Molti gli interessi economici sulla gallina dalle uova d'oro!
Per risponderti, purtroppo, al tuo quesito ... No e' sempre la nostra malconcia Italia, l'Italia dei pochi che possono.
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cedifop
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MessaggioInviato: Gio Mar 07, 2013 10:05 am    Oggetto: Rispondi citando

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MessaggioInviato: Gio Mar 07, 2013 1:47 pm    Oggetto: Complimenti alla CP Rispondi citando

Con il documento su inserito la CP autorizza a poter lavorare fuori dai porti a chiunque abbia idonei elementi soggettivi di natura tecnica e sanitaria, che ovviamente non sono specificati dall'autorità che ha redatto il documento. Gli gli assistenti istruttori e gli istruttori subacquei sono considerati dei professionisti e con una buona visita medica avendo gli idonei elementi di natura tecnica si possono sostituire agli OTS!
Non comprendo come mai si possano scrivere delle autorizzazioni senza assumersi la responsabilità di chiarire quali sono gli idonei elementi soggettivi che dovrebbero caratterizzare l'operatore subacqueo in fase così delicata dove si sta cercando di regolamentare l'attività subacquea commerciale.
Per intenderci non ho nulla contro gli istruttori subacquei in quanto io sono, attualmente, istruttore CMAS ma è solo LA GIUSTA REAZIONE A TUTELA DELLA VITA UMANA. CHI VUOLE OPERARE SOTT'ACQUA DEVE FREQUENTARE UN CORSO OTS PER ACQUISIRE LE BASI NECESSARIE ALLO SVOLGIMENTO DEL LAVORO IN SICUREZZA!!
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MessaggioInviato: Sab Mar 09, 2013 4:56 pm    Oggetto: Rispondi citando

Cari amici di SUBSEASERVICES, senza voler fare polemica devo dissentire da quello che avete scritto.

Trovo il documento della Capitaneria di Porto di Livorno assolutamente perfetto nel descrivere la situazione dell’OTS in Italia in data odierna!

Innanzi tutto la Capitaneria di Porto di Livorno NON da alcuna autorizzazione per “lavorare fuori dai porti”, ma semplicemente constata la situazione legislativa che attualmente vige in Italia che prevede che la figura dell’OTS opera solo all’interno dei porti Italiani. Non abilita ad attività lavorative all’esterno dei porti, non abilita ad attività lavorative in offshore, ambiti in cui attualmente, in Italia, non esiste nessuna legge che li preveda!!

Questo tipo di “sofferenza” operativa alcune Capitanerie di Porto sul territorio nazionale lo avevano avvertito negli anni, e per questo motivo avevano previsto di colmare questo vuoto emanando delle ordinanze locali, che estendevano l’applicabilità e l’obbligatorietà dell’iscrizione al registro sommozzatori anche per attività al di fuori delle aree portuali, ma tali ordinanze sono sempre limitate al territorio di loro pertinenza.

Queste capitanerie sono:

1) 1992: CAPITANERIA DI PORTO GUARDIA COSTIERA RAVENNA Ordinanza N. 77/92 (http://www.cedifop.it/appunti/ord-rav.htm )
2) 2006: CAPITANERIA DI PORTO GUARDIA COSTIERA VENEZIA Ordinanza N. 32/06 (http://www.cedifop.it/appunti/ord-ven.htm )
3) 2006: CAPITANERIA DI PORTO GUARDIA COSTIERA CHIOGGIA Ordinanza N. 33/06 (http://www.cedifop.it/appunti/ord-chio.htm )
4) 2010_ UFFICIO CIRCONDARIALE MARITTIMO ANZIO Ordinanza N. 25/2010 (http://www.cedifop.it/appunti/ord-ANZIO.htm )
5) 2011_ UFFICIO CIRCONDARIALE MARITTIMO CAORLE Ordinanza N. 05/2011 (http://www.cedifop.it/appunti/ord-caorle_2011.htm )
6) 2011: CAPITANERIA DI PORTO GUARDIA COSTIERA PALERMO Ordinanza N. 50/2011 (http://www.cedifop.it/appunti/ord-palermo_2011.htm )
7) 2012: CAPITANERIA DI PORTO MILAZZO Ordinanza N. 40/2012 (http://www.cedifop.it/appunti/ord-milazzo_2012.htm )

Attualmente non mi risulta che altre Capitanerie in Italia abbiano emanato ordinanze simili, (ma se siete a conoscenza di nuove ordinanze, vi chiedo di comunicarlo a noi per aggiornare questa banca dati).

In altre parole se il Concordia fosse affondato nell’aria circoscrizionale della capitaneria di Ravenna o di Palermo, ecc. l’iscrizione al registro sommozzatori per chi operava sarebbe stata necessaria, ma non nell’aria circoscrizionale della capitaneria di Porto di Livorno dove manca ad oggi una ordinanza del genere.

Piccola parentesi qui, lo stesso vale per attività nei fiumi e laghi in Italia, dove non è applicabile il DM 1979 e successive modifiche.

Una cosa importantissima che tutti noi che abbiamo a cuore la sicurezza possiamo fare è quello di insistere con le capitanerie di appartenenza, affinché emanino una ordinanza del genere, anche copiando una delle ordinanze esistenti.
Questo permetterebbe, oltre che a migliorare le condizioni di sicurezza nelle immersioni industriali in quella zona, anche di “aiutare” la definizione di una legge a livello nazionale, proprio basandosi sugli interventi delle varie capitanerie che con queste ordinanze cercano di colmarne la mancanza legislativa.

Ricordiamo inoltre che la stessa lettera della Capitaneria di Porto di Livorno parla di immersioni che arrivano fino a 100 metri, che anche qui, siamo molto al di là di una certificazione da OTS, assolutamente inadeguata per questa tipologia di lavoro, perché le batimetrie all’interno delle aree portuali sono di lunga inferiori.

Qui, visto la latitanza della parte legislativa Italiana, e naturalmente l’assoluta inadeguatezza di chi opera nella subacquea sportiva (professionisti ma in un settore diverso da quello di interventi di questo genere), posso solo riferirmi a un documento dell’ENI spa del 2008, che nelle pagine 9 e 10 descrive esattamente le condizioni di operatività per una attività simile, cioè che possono operare quei commercial diver che hanno la qualifica di TOP UP per il basso fondale (entro i -50 metri) o di closed bell per le immersioni in saturazione (oltre i -50 metri)

Di certo il corso per OTS (anche fatto senza mandare i corsisti in acqua in pochi giorni, come fa una scuola di Roma, naturalmente beffeggiando tutte le regole di sicurezza) è inadeguato a questo tipo di attività, cosi come lo è una legislazione che ha un ritardo di più di 30 anni. Regole nuove, iscrizione in un registro che rispecchia le capacità operative e con regole precise, a partire dalla formazione è quello che si auspica avvenga anche in Italia per poter ritornare ad essere quello che di diritto eravamo tanti, tantissimi anni fa.


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MessaggioInviato: Sab Mar 09, 2013 5:31 pm    Oggetto: La risposta al quesito è ben chiaro. Rispondi citando

Sul documento della CP viene espressamente scritto che il decreto del 79 si applica solo per gli operatori portuali e NON viene effettuato nessun riferimento ad altre norme specifiche o applicazione di ordinanze emesse dalla CP.

La CP, cosa che non hai menzionato nella tua risposta, ha una responsabilità per tutte le acque territoriali e quindi il DM e le ordinanze dovrebbero essere estese alle loro competenze e non limitate ai porti.

Il documento tecnico dell'ENI è un documento che vincola solo chi lavora per ENI stessa e non trova appliccabilità al difuori delle loro competenze.

Ti dico un altra cosa:

Chi ha permesso di varare la norma 11366 con la dizione "Sicurezza e tutela della salute nelle attività subacquee ed iperbariche professionali al servizio dell'INDUSTRIA" ha commesso un errore madornale!!! Quando la 11366 con il decreto legge del 24 gennaio 2012 viene definita REGOLA DI BUONA TECNICA è un vero peccato che si riferisca solamente al mercato per lo sviluppo di risorse energetiche e minerarie.

Quanto sopra è per far comprendere come sono stati vanificati 4 anni di lavoro per far uscire una norma che non abbraccia tutto il settore della subacquea commerciale, in quanto non contempla il lavoro portuale od il salvage diving ad esempio, e soprattutto con grossissime lacune, che non sono lacune ma comodità di fatto, su tantissimi argomenti.

Per le acque interne lasciamo stare! Un vero ABUSIVISMO di gruppi di sportivi che vanno a fare lavori subacquei su impianti industriali, recuperi etc ...
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MessaggioInviato: Sab Mar 09, 2013 8:53 pm    Oggetto: Rispondi citando

Le leggi, le frasi, le parole, hanno un loro significato e un peso specifico!
Non possiamo attribuire a loro concetti che non esprimono, e vedere fra le righe concetti che noi vorremmo esprimessero, ma che in realtà dicono cose diverse!
In questo modo non si fa altro che aumentare la confusione e fare cortile, non informazione!
Appunto “Sul documento della CP viene espressamente scritto che il decreto del 79 si applica solo per gli operatori portuali” per questo l’ho definito “perfetto”, perché in modo inequivocabile stabilisce le competenze della figura dell’OTS in Italia stante la legislazione attuale.
Ad oggi NON esiste alcuna legge diversa dai tre DM emanati negli anni 1979-1981 e 1982!!

Vero che le CP hanno la responsabilità delle acque territoriali di loro competenza, ma questa responsabilità è di applicare le leggi esistenti, ma dal momento in cui esse non esistono…..

Ripeto, se il naufragio fosse avvenuto in una zona dove la CP aveva emanato una ordinanza specifica (come RAVENNA, VENEZIA, CHIOGGIA, ANZIO, CAORLE, PALERMO o MILAZZO) si poteva parlare di obbligatorietà di iscrizione presso la capitaneria per effettuare dei lavori fuori dal porto ma Livorno ad oggi NON ha una ordinanza simile quindi la lettera della CP interpreta correttamente obblighi e doveri.

E mi ripeto ancora, il documento dell’ENI, vero che riguarda solo gli appalti con ENI, ma ad oggi è il documento più vicino a quello che succede in ambito offshore al di fuori dell’Italia nel resto del mondo ed è un documento che se letto attentamente ha molto da insegnarci perché crea quella continuità che si cerca fra i lavori in ambito portuale e lavori fatti fuori dai porti, alle varie profondità, rispecchiando realtà valide a livello internazionale, ma perse in Italia per l’ottusità degli operatori, nella ricerca di medagliette facili da acquisire (magari con il minimo sforzo se si parla in prima persona e puntando il dito sugli altri che non hanno acquistato allo stesso mercato da “vu comprà” la stessa medaglietta) invece di parlare di competenze di regole e di sicurezza, che rappresentano la normalità in tutti i posti al di fuori dell’Italia.
Per questo io non parlerei di “abusivismo” dei lavori fatti in questo modo nei fiumi, anche se annualmente questo comporta diversi incidenti anche luttuosi, per la totale mancanza di regole sulla sicurezza, competitività e competenze, lasciata al buon senso della ditta di turno che effettua i lavori, perché legalmente oggi è possibile fare cosi. Direi soltanto (ed è una affermazione pesante) che manca una legislazione specifica nel settore, e qui rinnovo il mio appello a tutti quelli che realmente e veramente vogliono il cambiamento, di fare la loro parte sollecitando le CP del loro territorio a emanare delle ordinanze specifiche, anche copiando o prendendo spunto dalle ordinanze già esistenti. E’ un contributo importantissimo in questo momento, non perché risolverà questo problema, ma perché sicuramente aiuterà il legislatore a spingere ancora di più nella presentazione di una legge a livello nazionale.

La norma UNI 11366, cosi come tutte le altre norme UNI, in qualsiasi settore siano, NON sono e NON rappresentano delle leggi, ma sono norme di carattere volontario, nessuno è costretto ad una loro applicazione, ma anche questa norma con tutti i suoi limiti e diverse incongruenze che oggi contiene, è un altro passo che avrà il suo peso in una futura legislazione.

Ricordo che tutti i paesi europei hanno un ente simile ad UNI che per l’Italia è l’ “Ente Nazionale Italiano di Unificazione “, che elabora tutte le normative che hanno validità in Italia (qui si vedono gli altri enti equivalenti ad UNI in Europa:
http://www.cen.eu/cen/Members/Pages/default.aspx ); queste normative che nascono in un paese Europeo possono successivamente diventare “EN” cioè avere una validità a livello europeo per passare poi a ISO, cioè con validità mondiale. Una qualsiasi norma che nasce in Italia dopo anni potrebbe diventare un UNI_EN_ISO, quindi non credo che siano stati “vanificati 4 anni di lavoro”, ma che sia soltanto un altro punto d’inizio, al quale si sta continuando ad oggi a lavorare.

Concludo con un'altra informazione: questo è il comitato ufficiale di "Sicurezza nelle attività subacquee ed iperbariche industriali", dell’UNI ad oggi, dove il lavoro anche se fermo per ora, sicuramente non è ancora completato:

BEDINI, REMO (CNR)
BELLOMO, MARCO (DRASS)
BOSCO, ALESSANDRO (MARINEC)
CHINES, MAURIZIO (SAIPEM/ENI)
CORTESI, GIOVANNI (DNV)
CUZZOCREA, FABIO (VIGILI DEL FUOCO)
DAMMICCO, MICHELE
DE LUCA, MAURIZIO
GAMBI, SERGIO (SERGIOSUB)
IBBA, EGIDIO (IMPRESUB)
KOUVAKIS, MANOS (CEDIFOP)
LONGOBARDI, PASQUALE
MANCIN, MAURO (CNS)
MANCINI, GABRIELLA (INAIL)
NICO, CARLO
PASSERI, GIANCLUCA (DRAFINSUB)
PERA, FABIO (ISPESL)
TORLO, ANGELO (CFO)
VIGONE, MARCO (IECTORINO)
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MessaggioInviato: Dom Mar 10, 2013 9:48 am    Oggetto: Formazione e lavoro Rispondi citando

Mi rendo conto che alcune volte chi fa formazione non si rende conto delle realta' lavorative e viceversa.
ABUSIVISMO nei fiumi si in quanto piu' volte ci e' capitato di acquisire nuovi clienti dove prima operavano gruppi sportivi, ci e' capitato di fare preventivi per il recupero di imbarcazioni sul fiume e poi abbiamo visto subacquei improvvisati a tentare di fare qualcosa, senza successo.
La CP in piu' occasioni, per i lavori fuori il porto, ci ha risposto: "... noi abbiamo emesso l'ordinanza sta a lo applicarla", dove il rapporto ots sportivi era 1:3.
La norma uni e' stato per alcuni versi un passo indietro ed una sistemazione a comodo di chi l'ha redatta, quando fu varata la norma mandai una serie di segnalazioni con riferimenti ben chiari su quanto scritto alla UNI stessa e loro ci chiesero di entrare a far parte dei soci, ma ad oggi nulla e' stato rivisitato.
A questo punto dico era meglio fare una traduzione delle norme IMCA che sono piu' complete che vanificare 4anni di lavoro! Ma qui andrebbe ad aprire un dibattito infinito che non puo' essere discusso in questa sede.
La subacquea commerciale e' carente di leggi che la regolamentano e troppe aziende se ne approfittano a discapito dei sommozzatori e questo deve finire.
La colpa del fatto che troppe azienducole improvvisate stanno sul mercato e' anche dei committenti che scelgono i preventivi con il maggior ribasso e fanno lavorare ditte scalcinate anche in impianti industriali e le ho viste con i miei occhi e tante te ne potrei raccontare da quanto mi hanno riferito alcuni diver amici! Lavoravano e continuano a lavorare al limite della sicurezza.
E' inutile che stiamo a parlare perche' ne avrei troppe da dire!
DOBBIAMO LAVORARE PER REGOLAMENTARE UNA LEGGE CHE TUTELI IL SOMMOZZZATORE COMMERCIALE IN GENERE.
R.
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MessaggioInviato: Dom Mar 10, 2013 10:03 am    Oggetto: Rispondi citando

Non mi sono mai arrivate le tue segnalazioni sulla norma UNI, mentre mi sono arrivate segnalazioni fatti da altri, l'ultima risale a qualche settimana fa. Vuol dire che li avrai mandato in modo sbagliato.
Nessuno ad oggi ti ha impedito di entrare a far parte del gruppo di lavoro UNI sulla norma 11366, se non ci sei, vuol dire che non hai seguito in modo corretto le procedure.
Per il resto ognuno ha le sue opinioni personali, giuste o sbagliate che siano
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MessaggioInviato: Dom Mar 10, 2013 10:10 am    Oggetto: Segnalazioni Rispondi citando

Le segnalazioni le effettuai il giorno dopo l'uscita della norma alla UNI.
la acquistai subito e la lessi con molto interesse.
Non ho possibilità di accedere per ora alle mail che inviai per un problema con outlook ma ti prometto che ti invierò una mail diretta con quanto segnalai.
Sub Sea Services è socia UNI non so come mai non appariamo comunque verificheremo.
Buona domenica
R
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