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Incidente ad un'apneista
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cris
Nocchiero
Registrato: Jan 30, 2009
Messaggi: 359
Inviato: Mer Giu 30, 2010 7:18 am
Oggetto: Incidente ad un'apneista
http://www.tgcom.mediaset.it/cronaca/articoli/articolo485238.shtml
condoglianze alla famiglia
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gavno
Signore (Ufficiale)
Registrato: Jul 05, 2008
Messaggi: 1714
Località: RM (prov) - moderatore dal Set09 al Nov10
Inviato: Mer Giu 30, 2010 9:49 am
Oggetto: ...cosiddetta «sindrome dell’apneista»..
http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/cronaca/2010/30-giugno-2010/sub-si-immerge-lago-muore--1703295404968.shtml
"alla baita l'allarme è stato lanciato dall'amico cristiano fabris: «non l'ho più visto risalire»
Sub si immerge nel lago e muore
Tragedia a Castelfranco: la vittima è Paolo Pierobon, 28 anni di Cittadella
CASTELFRANCO — «Paolo stava facendo immersioni in apnea, io mi ero fermato. L’ho visto tornare in superficie per due volte poi a un certo punto non è più riemerso». Cristiano Fabris è l’ultimo ad aver visto l’amico sub in vita. Prima che il suo corpo venisse inghiottito dall’acqua del lago artificiale di Castelfranco e spinto giù a otto metri di profondità. Sono quasi le sette di sera quando scatta l’allarme. Alle 19.48 quando il corpo di Paolo Pierobon, operaio di 28 anni di Cittadella, viene recuperato dai sommozzatori dei vigili del fuoco è troppo tardi. Inutili i disperati tentativi dei sanitari di rianimare il giovane padovano morto per asfissia nelle stesse acque in cui meno di un anno fa altri due sub persero la vita.
A ucciderlo, secondo la prima ricostruzione effettuata dai carabinieri, la cosiddetta «sindrome dell’apneista», una perdita di coscienza simile a uno svenimento. «Un tragico incidente - per i titolari della Baita al Lago - questa struttura è sicura». La tragedia nel tardo pomeriggio di ieri. Pierobon, titolare di brevetto di secondo livello, era arrivato nella struttura di Castelfranco insieme all’amico poco prima delle 18 per un’esercitazione. Normale per loro, colleghi di lavoro accomunati dalla passione per le immersioni. Erano esperti e regolarmente equipaggiati. Alle sei la prima immersione in coppia. Dopo mezzora però Fabris decide di interrompere l’esercitazione per un problema ad un timpano. «Io mi immergo ancora» gli avrebbe detto l’amico.
«L’ho visto risalire e reimmergersi per altre due volte - racconta disperato l’unico testimone della tragedia - poi è sparito». E’ a questo punto che Fabris, intuendo che qualcosa non va, si butta in acqua alla ricerca dell’amico. Che però non trova. Immediata la chiamata ai soccorsi. Sul posto arrivano i sommozzatori dei vigili del fuoco, gli operatori del Suem e i carabinieri. I minuti passano inesorabili e quando la sagoma di Pierobon si staglia sul fondale del lago, a otto metri di profondità e a venti dal limitare della cava artificiale sono le 19.48. Per l’operaio di Cittadella non c’è più nulla da fare. Gli operatori del Suem hanno disperatamente provato a rianimare il giovane che però non dava più segni di vita. Paolo Pierobon avrebbe compiuto 29 anni il prossimo agosto. Abitava a Cittadella in via Compostella e lavorava come operaio nella ditta del padre di Cristiano Fabris, l’amico con cui condivideva la passione per l’attività subacquea e in particolare per le immersioni in apnea. Un hobby che coltivava da tempo e che lo aveva portato a ottenere il brevetto di secondo livello.
Un sub esperto, insomma. Ed è per questo che i titolari della Baita al Lago ci tengono a ribadire che si è trattato di un incidente. «Non li conoscevamo ma li vedevamo spesso qui - hanno detto affranti - erano sub esperti, si è evidentemente trattato di un malore». Pierobon, come confermato dai carabinieri, era infatti sceso in profondità adeguatamente equipaggiato e il suo corpo non è stato trovato avvinghiato a cavi. «Questa struttura è sicura - ribadisce la famiglia Brugnaro - meno di un anno fa abbiamo portato a termine l’intera bonifica». Che si sia trattato di un malore appaiono certi anche gli investigatori che non hanno sottoposto ad alcun sequestro il lago come invece accadde l’agosto scorso dopo la morte di due sub. Fatale a Pierobon sarebbe stato uno svenimento nell’ultima immersione. Una passione costatagli la vita."
GavNo
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"Il gav è per il subacqueo come il salvagente per chi non sa nuotare " (COM.TE RAIMONDO BUCHER)
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cris
Nocchiero
Registrato: Jan 30, 2009
Messaggi: 359
Inviato: Mer Giu 30, 2010 9:52 am
Oggetto:
28 anni
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gavno
Signore (Ufficiale)
Registrato: Jul 05, 2008
Messaggi: 1714
Località: RM (prov) - moderatore dal Set09 al Nov10
Inviato: Mer Giu 30, 2010 10:24 am
Oggetto: malore, samba, sincope, ecc.: spesso basterebbe..
gavno ha scritto:
http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/cronaca/2010/30-giugno-2010/sub-si-immerge-lago-muore--1703295404968.shtml
..(cut)..
CASTELFRANCO — «Paolo stava facendo immersioni in apnea, io mi ero fermato.
..(cut)..
A ucciderlo, secondo la prima ricostruzione effettuata dai carabinieri, la cosiddetta «sindrome dell’apneista», una perdita di coscienza simile a uno svenimento.
..(cut)..
Alle sei la prima immersione in coppia. Dopo mezzora però Fabris decide di interrompere l’esercitazione per un problema ad un timpano. «Io mi immergo ancora» gli avrebbe detto l’amico.
«L’ho visto risalire e reimmergersi per altre due volte - racconta disperato l’unico testimone della tragedia - poi è sparito».
..(cut).."[/i][/color]
GavNo
Sono quasi uno degli ultimi a poter parlare - nel senso che purtroppo non faccio apnea (a parte il corso dell'anno scorso) - ma una delle poche certezze che ho e che NON è proprio questo lo sport che si possa fare con una qualsiasi minima sicurezza DA SOLI (se ho capito bene la dinamica su descritta).
Dal "
malore
" alla Sincope.. sovente basta che qualcuno che stia a pelo dell'acqua, che ti segua con lo sguardo attraverso la maschera dall'alto, possa venirti a prendere immediatamente ed il problema spesso si risolve.
Ma magari passa di qua il Corsaro o profondaMENTE od altri con esperienza vera e sul campo e commentano/spiegano meglio di me la cosa..
GavNo
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MarenaSub
Signore (Ufficiale)
Registrato: May 25, 2004
Messaggi: 1075
Inviato: Mer Giu 30, 2010 10:37 am
Oggetto:
Mi sento un po fuori luogo ad intervenire , io non pratico l'apnea e quindi non ho toccato con mano le problematiche che conosco solo perchè studiate sui libri (inerenti all'apnea) ma mi sento di dire una cosa .
Lo sgomento per la morte di un 28enne appassionato come noi mi lascia senza parole ma voglio ribadire una cosa che stò dicendo da qualche anno e non sono fortunatamente l'unico : le parole SOLO e sott'ACQUA non mi piaciono . Si può essere allenati , addestrati a superare tutti i problemi tecnici ma un problema fisico CI UCCIDE !!!!
Solo questo mi sento di dire .
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Corsaro
Moderatore
Registrato: May 09, 2004
Messaggi: 162
Inviato: Mer Giu 30, 2010 11:25 am
Oggetto:
Purtroppo l'inizio della stagione estiva corrisponde con l'inevitabile conto di chi ci lascia per sempre facendo apnea o pesca in apnea. E' triste, ma ogni anno l' elenco si allunga.
Sulle cause dell'incidente purtroppo potremmo disquisire all'infinito senza trovare una vera spiegazione.
Fatemi però fare alcune considerazioni sulla sicurezza.
L'apnea è uno sport con un certo grado di pericolo; inutile negarlo. La ricerca del limite corrisponde sempre con lo spingersi oltre. Tuttavia la conoscenza di se stessi è elemento basilare per la sicurezza.
Mi capita a volte di fare qualche tuffo più profondo sul cavo e in quel caso, un angelo custode sulla verticale è fondamentale.
Nella pesca il discorso è diverso, le nuove generazioni tendono a bruciare le tappe e a spingersi in profondità pensando che chi va più profondo è più bravo, mentre è vero il contrario ossia: il pescatore più bravo è colui che prende i pesci anche in un metro d'acqua.
Il sistema di coppia nella pesca non funziona e anzi, aumenta sensibilmente i rischi proprio perchè pensiamo di avere una sicurezza in più in superficie. E' difficile pescare realmente in coppia senza che uno dei due si distragga, anche con un fucile solo, il pescatore per sua natura tende a guardarsi intorno e le conseguenze potrebbero essere fatali.
L'unica cosa efficace, è la maturità di capire quando e dove fermarsi. Mi capita di fare aspetti a pesci particolarmente insidiosi come i dentici, che tardano ad arrivare o rimangono fuori tiro, bè bisogna sempre pensare che nessuna preda vale la nostra vista e che se siamo bravi possiamo prenderla al tuffo successivo opppure un altro giorno.
Gli incidenti accadono anche ai migliori e nessuno può ergersi in cattedra.
L'unica cosa che possiamo fare è non tirare mai le apnee e la profondità, ma vivere il mare come una condizione di libertà ed emozioni forti che si possono vivere solo in apnea.
Non voglio tediarvi oltre.
Mi unisco al cordoglio verso l'amico scomparso e verso la sua famiglia.
Corsaro
_________________
......non ho paura di morire........
ho paura di fallire, ..ho paura della sovra o sotto esposizione, dei flash che non scattano, delle attrezzature che mi si inceppano, ho paura di non riuscire a fare degli scatti dove si veda la mia anima...(Doubilet)
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RANA
Marinaio Scelto
Registrato: Aug 17, 2009
Messaggi: 248
Inviato: Mer Giu 30, 2010 2:57 pm
Oggetto:
Grande cordoglio per questa ennesima tragedia.
Non sono un esperto in apnea come Corsaro ma mi permetto alcune personali riflessioni.
Riflessioni a carattere generale sul mondo dell’apnea che prendono, si, il via da questo sconcertante fatto di cronaca in cui un giovane ha perso la vita praticando l’apnea ma senza la presunzione di voler commentare il fatto specifico non avendo nessun elemento oggettivo per farlo.
L’apnea è un’attività praticata da tanti ma conosciuta da pochi, pochissimi.
L’insieme delle persone che praticano l’apnea è una popolazione d’ignoranti nel senso che ignorano, non conoscono e/o se conoscono, non ne hanno e/o non a sufficienza consapevolezza nel momento in cui esercitano l’apnea.
Dico questo perché, secondo me (ma se sbaglio correggetemi), sono molte di più le persone che praticano l’apnea da autodidatta di quelle che hanno seguito almeno un corso di apnea di primo livello.
Questo perché l’apnea viene vista come un attività fisica che non richiede particolari attrezzature (come per esempio il mondo dei sommozzatori con le bombole), il dover gestire un attrezzatura porta alla inevitabile necessità di un corso.
Nell’apnea l’uso delle pinne per i più è scontato, il controllo del respiro è una cosa ovvia, nelle riviste si legge di più la recensione dell’ultimo fucile subacqueo che un articolo di medicina dell’apnea …….
Ma attenzione ne ho anche per la piccola popolazione di apneisti che hanno frequentato almeno un corso.
Questi sono soggetti comunque a un pericolo, il tempo.
Con il passare del tempo le nozioni se non riprese, approfondite e o rispolverare tendono a sbiadirsi nella nostra mente, al contrario la nostra tecnica, soprattutto in chi in acqua ci va spesso, aumenta.
Col passare del tempo si diventa audaci, si ha sempre meno la percezione del pericolo, la teoria è sbiadita e si è forti di una grande esperienza pratica.
SIAMO SICURI CHE L’ESPERIENZA PRATICA SIA ANCHE CONSAPEVOLEZZA DEI PERICOLI ?
SIAMO SICURI CHE IN APNEA AL CRESCERE DELL’ESPERIENZA CRESCA ANCHE LA SICUREZZA ?
COSA IN APNEA PORTA A MATURARE UN ESPERIENZA SPECIFICA NELLA SICUREZZA ?
Per quel poco che so dell’apnea non posso concepire questa attività fatta in solitaria, in nessuna forma.
Io mi chiedo:
per primo - cosa vuol dire conoscersi ?????
per secondo - quanti possono dire veramente di conoscersi ?????
per terzo - in ogni situazione ?????
Ciò che in apnea ti da garanzia di portare la pelle a casa è la presenza del compagno, il buon senso e la paura che non necessariamente ha sempre e solo aspetti negativi, la paura è necessaria per poter percepire il pericolo.
Secondo me un apneista matura un esperienza specifica nella scurezza quando, secondo me matura il buon senso, la convinzione di avere paura quando non ha il compagno.
Alcuni amici sono dei pescatori in apnea, tutti vanno rigorosamente in solitaria per tutta una serie di motivi, io non sono riuscito a convincere nessuno di loro ad andare in copia, ho avuto solo una piccola soddisfazione dopo le lunghe chiacchierate la maggior parte hanno ridotto (almeno cosi mi hanno detto) in maniera significativa la profondità e i tempi.
Nell’apnea la tecnica non garantisce la sicurezza, la sicurezza è un concetto, secondo me, ancora non veicolato in maniera efficace.
Cordialmente
Rana
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delfinobianco
Signore (Ufficiale)
Registrato: Apr 03, 2004
Messaggi: 3570
Località: La Spezia
Inviato: Mer Giu 30, 2010 4:53 pm
Oggetto: Ho fatto
Ho fatto pesca in apnea dall'età di 10 anni all'età di 24 senza mai sentire l'esigenza di un compagno.
Questo è un dato di fatto, però non significa che la solitudine aumenti la sicurezza.
ciao
il dir
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Il rebreather per uso sportivo è mortale. Il REB uccide. Chiunque vi dica che può uccidere sta mentendo. E' immorale coinvolgere altre persone nei nostri tentativi di suicidio.
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gspclecco
Marinaio Scelto
Registrato: Dec 03, 2008
Messaggi: 118
Località: Lecco
Inviato: Gio Lug 01, 2010 12:48 pm
Oggetto:
...no di certo....
Ha ragione, secondo me, chi si pone domande su chi siano gli apneisti al giorno d'oggi..ha ragione il Dir quando fa notare che chi andava in acqua "in quegli anni " non si poneva neppure certe domande, quindi?
Io sono convinto di alcuni fatti :
1) L'acquaticità media dei subacquei di oggi ( apnea ed ara ) è, di base, notevolmente più scarsa di quando il Dir andava a pescare
2) A ciò si aggiunge che non tutti gli apneisti ( visto che stiamo parlando di apnea ) hanno le cognizioni teoriche sufficienti per affrontare questa disciplina ( vedi iperventilazione )
3) Anche in questo settore c'è voglia di "bruciare le tappe"
4) L'apnea fa molte più vittime dell'ARA ( forse con i REB il discorso non è più così vero..)
5) Analizzando quello che emerge dalla descrizione dell'incidente non posso non sottolineare come sia esattamente la stessa di tanti altri analoghi : apneista "esperto", "ancora un tuffo", da solo..= sincope anossica.
L'apneista occasionale non giunge neppure vicino al punto critico, la fame d'aria unita alla non abitudine a sopportarla fa emergere il nostro ben prima di trovarsi in procinto di andare in sincope ( ovviamente a meno di trattenute sul fondo); l'allenamento specifico ti porta sempre più vicino al limite ( il Dir mi smentisca, ma mi sembra di ricordare che in ambito militare si giungeva alla sincope volontaria in piscina..)
L'apnea è una disciplina meravigliosa, la più naturale e spontanea per l'uomo, ma nasconde insidie che vanno conosciute, prevenute, e se possibile evitate.
L'abituarsi al lavoro di coppia ( due pescatori di uguali capacità, un fucile da usare alternativamente mentre il compagno osserva e controlla ), il senso del limite, la conoscenza ed il rispetto del mare rendono, io credo, l'apnea molto più sicura ed appagante che non emergere con il fiato appeso ad un filo per il gusto di dire " ho fatto 20-25 o 30 mt"..
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delfinobianco
Signore (Ufficiale)
Registrato: Apr 03, 2004
Messaggi: 3570
Località: La Spezia
Inviato: Gio Lug 01, 2010 3:55 pm
Oggetto: gspclecco
gspclecco scrive:
Citazione:
L'abituarsi al lavoro di coppia ( due pescatori di uguali capacità, un fucile da usare alternativamente mentre il compagno osserva e controlla ), il senso del limite, la conoscenza ed il rispetto del mare rendono, io credo, l'apnea molto più sicura ed appagante che non emergere con il fiato appeso ad un filo per il gusto di dire " ho fatto 20-25 o 30 mt"..
questa è la teoria, ma la pratica è diversa. Due cacciatori in apnea si dividono, cercano le prede, rischiano da soli.
Come tornare alla sicurezza definita correttamente da gspclecco?
Personalmente ho salvato la vita ad un mio compagno d'immersione, una notte nella quale era rimasto infrattato in un tremaglio, ma quanto è sottile il diaframma fra la salvezza e la tragedia? Se quella notte io non avessi deciso di spegnere tutto, per restare al buio e cercare il mio compagno d'immersione un altro nome avrebbe allungato la lista dei caduti, fermo restando che tagliare un tremaglio è operazione lunga e faticosa e richiede un coltello affilato.
Dunque la teoria è una bella cosa ma il mio consiglio è: fornitevi del necessario per uscire dalla merda da soli.
Un coltello affilato, infilato nella manica sinistra della muta fa miracoli. Va bene anche un coltello da cucina, basta che sia affilato.
Forse vi servirà una volta sola in tutta la vostra vita, ma quella volta farà la differenza.
Il famoso discorso della sicurezza a copia è una chimera. Quando vi troverete nella cacca sarete soli.
ciao
il dir
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gavno
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Località: RM (prov) - moderatore dal Set09 al Nov10
Inviato: Gio Lug 01, 2010 4:06 pm
Oggetto: ho io interpretato male la dinamica dell'incidente??
Comunque per tornare all'incidente in questione (e quello che avrebbe potuto evitarlo.. o che in simili occasioni si dovrebbe fare.. della serie Incident Reporting
http://www.marescoop.com/ftopic-2067-120.html
) la la parola "
pesca
" od il verbo "
pescare
" nel racconto in questione (o in quant'altro riporta la stampa in rete) voi dove l'avete vista?
Io non lo ho letto - ne lo do per scontato o sottinteso - che stesse/stessero pescando... perché si parla allora in questi ultimi post di "
pesca
"??
E se - come ho capito io - si trattava di un pò di allenamento all'apnea (ma senza pesca) neanche in quel caso ci si sente di
RACCOMANDARE CALDAMENTE il compagno in superficie - di pari capacità - attento a guardar attraverso la maschera mentre l'altro scende ??
GavNo
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MarenaSub
Signore (Ufficiale)
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Messaggi: 1075
Inviato: Gio Lug 01, 2010 4:20 pm
Oggetto: Re: ho io interpretato male la dinamica dell'incidente??
gavno ha scritto:
Comunque per tornare all'incidente in questione (e quello che avrebbe potuto evitarlo.. o che in simili occasioni si dovrebbe fare.. della serie Incident Reporting
http://www.marescoop.com/ftopic-2067-120.html
) la la parola "
pesca
" od il verbo "
pescare
" nel racconto in questione (o in quant'altro riporta la stampa in rete) voi dove l'avete vista?
Io non lo ho letto - ne lo do per scontato o sottinteso - che stesse/stessero pescando... perché si parla allora in questi ultimi post di "
pesca
"??
E se - come ho capito io - si trattava di un pò di allenamento all'apnea (ma senza pesca) neanche in quel caso ci si sente di
RACCOMANDARE CALDAMENTE il compagno in superficie - di pari capacità - attento a guardar attraverso la maschera mentre l'altro scende ??
GavNo
Casso mi tocca scrivere che sono d'accordo con te al 1000 per 100 .
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gspclecco
Marinaio Scelto
Registrato: Dec 03, 2008
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Località: Lecco
Inviato: Gio Lug 01, 2010 4:27 pm
Oggetto:
...certo certo Gavno, il discorso sulla pesca è entrato forse abusivamente, sulla scorta di quelli che sono stati gli incidenti in apnea che conosco e di cui ho letto...ma a maggior ragione, se si trattava di un allenamento all'apnea, quindi senza altri scopi se non quello di migliorare le proprie performance il compagno in superficie io lo avrei voluto...non so tu...
Il Dir dice bene, nel momento della difficoltà devi contare molto su te stesso, ma io credo che sia meglio non contare SOLO su sè stessi...anche qui, non so come la vedi tu...
un caro saluto
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MarenaSub
Signore (Ufficiale)
Registrato: May 25, 2004
Messaggi: 1075
Inviato: Gio Lug 01, 2010 4:31 pm
Oggetto:
A me sembra di capire molto bene come la vede Gavno .
Desidererebbe un compagno , almeno è quello che io ho capito .
E' anche la mia idea e convinzione per inciso .
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gavno
Signore (Ufficiale)
Registrato: Jul 05, 2008
Messaggi: 1714
Località: RM (prov) - moderatore dal Set09 al Nov10
Inviato: Gio Lug 01, 2010 4:36 pm
Oggetto: ...ha capito bene MarenaSub!
gspclecco ha scritto:
......
..(cut)..ma a maggior ragione, se si trattava di un allenamento all'apnea, quindi senza altri scopi se non quello di migliorare le proprie performance il compagno in superficie io lo avrei voluto...non so tu...
..(cut)..
Certamente che lo vorrei Gspclecco, intendevo dire esattamente quello, rileggi i miei punti di domanda e la raccomandazione finale... volevo dire precisamente che NECESSITA il compagno in superfice, capace di arrivare alla stessa quota dove l'altro sta scendendo.. di tutto punto preparato e munito... con l'aereatore in bocca e che attraverso la maschera non ti perda per un secondo.. se qualcosa va storto deve lui scendere e fare quel che c'è da fare.
Ha compreso bene MarenaSub.
ciao
GavNo
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