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giovanni_esentato
Marinaio Scelto
Marinaio Scelto


Registrato: Aug 11, 2006
Messaggi: 218
Località: Ravenna

MessaggioInviato: Dom Mar 02, 2008 10:52 am    Oggetto: Rispondi citando

capitanventosa ha scritto:
Caro Esentato
Lei sembra piu' un avvocato che il segretario dell Associazione.
Non rispondo alla sua topic :essere o nn essere perche' nn ho nulla di nuovo da aggiungere.
Attualmente sono in offshore e quindi ho tempo e voglia di confrontarmi.
Tutte le persone che hanno visto la foto mi hanno risposto,come direbbe Lei,che meglio sedersi in curva B che scendere in campo.
E poi come mi ha ricordato qualcuno "l'importante nel nostro settore e' il Direttore Tecnico Subacqueo,il resto e' carta e contorno".

p.s. mi scuso se nn ho sono stato abbastanza attento ad accorgermi che l'intervento del Sig.Melegari e' stato un evidente plagio di un suo discorso.



....Ne deriva che qualsiasi altra cosa che Lei dirà in futuro avrà, per me, il valore di una cosa detta da persona che esprime pareri in maniera superficiale ed approssimativa.
_________________
giovanni esentato - segretario AISI
contatto SKYPE: esentatoaisi - http://www.assoimpresesub.it - info@assoimpresesub.it - http://www.facebook.com/profile.php?id=1161196777&ref=profile#/group.php?gid=43823888801&ref=mf
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Red-Fish
Mozzo
Mozzo


Registrato: Feb 25, 2008
Messaggi: 6

MessaggioInviato: Lun Mar 03, 2008 3:43 am    Oggetto: Rispondi citando

argomento:CONSIDERAZIONI PERSONALI (tra persone comuni)

Mezzo navale "drafinsub" con impianto bounce-diving

CONSIDERAZIONI DEL SIG. ESENTATO

Nello specifico il mezzo nautico a cui Lei fa riferimento è certificato RINA, ISPESL, NORSK VERITAS per l'utilizzo dell'impianto in alto fondale con la metodica del

BOUNCE DIVING.******(1)

Quest'ultimo ha tutte le caratteristiche di sicurezza(2), strutturali ed operative per interventi in alto fondale con quella metodologia.

Concludendo ribadisco che AISI "monitorizza" costantemente lo standard minimo di sicurezza (3) che le aziende associate si sono impegnate ad applicare

E approfito di questo spazio per sottolineare che AISI rappresenta il diving industriale italiano in ambito EDTC (European Diving Technology Commitee) organo tecnico-scientifico della IMCA, della quale AISI e "correspondent" italiano. (4)

(5)-(rivolto a "capitanventosa")

Ma torniamo al suo post... Lei ha espresso un giudizio assolutamente negativo su una azienda che ha oltre 30 anni di storia professionale alle spalle. La DRAFINSUB di GENOVA di cui è titolare Gianluca Passeri, palombaro ed OTS di grandissima esperienza sia in ambito offshore che "inshore". E c'è da ricordare che l'inshore che si realizza a Genova non è una "diminutio" di interventi a grandi profondità come quello sulla monoboa agip che molti di noi conoscono per averci svolto immersione, o come sulla HAVEN etc. etc.

O.K.
****Qualsiasi mezzo nautico che sia immatricolato per poter navigare deve soddisfare dei requisiti di sicurezza e navigabilità più o meno elevati a seconda del tipo di navigazione a cui la nave è abilitata.
Nello specifico, vedendo le dimensioni del mezzo raffigurato in foto, esso sarà stato sicuramente sottoposto a Visita di Idoneità.****O.K.

Considerazioni personali dell'argomento trattato: RED-FISH

“tali considerazioni sono basate solo ed esclusivamente da una propria opinione personale dell'argomento trattato e quindi per quelle 44 milioni di persone che dovessero leggere tale argomento, mi auguro che non lo prendano come un giudizio insindacabile e di assoluta verità, anzi... mi auguro che sia considerato appunto solo come una considerazione personale, la quale magari una volta presa una sana coscienza sulla materia trattata , provochi una VOSTRA opinione personale… e così in poi….

riferimento (5)
Internet raggiunge nel mondo oltre un miliardo di utenti e in Italia circa 24 milioni di persone. Ogni giorno nascono circa 120.000 blog, per un totale di oltre 100 milioni di blog in tutto il mondo. Nel solo 2007, 44 milioni di persone si sono avvicinate con un ruolo partecipativo al più grande fenomeno sociale, culturale e democratico della storia recente,
In molti paesi autoritari i blogger difendono la libertà d'espressione e la democrazia sfidando la repressione e, talora, andando in prigione per questo. Nei paesi democratici i blogger estendono la libera circolazione delle idee, la comunicazione comunitaria e in definitiva la partecipazione alla vita sociale.

riferimento (4)
"compliments" - complimenti

riferimento (3)
sicurezza??? quale sicurezza è stata monitorizzata sulla procedura di clampaggio campana-camera?

riferimento (2)
sicurezza??? una volta avvenuto il clampaggio come avviene il trasferimento in camera per una corretta decompressione? e qualora il diver abbia avuto un malore con quale sicurezza, strutturale ed operativa sarà trasferito in camera di decompressione???

riferimento (1)
caro sig. Esentato mi hanno riferito , mi neghi se il contrario, che abbia avuto il piacere di dirigere come sat-supervisor delle operazioni in alto fondale presso una ditta di livello sicuramente superiore, la quale ha dovuto DAVVERO superare dei test di sicurezza, test strutturali ed infine , ma non meno impegnativi, di operatività in interventi alto fondale, la quale ditta inoltre mi risulta ancora in piena attività in diverse parti del mondo con detto standard.

Bene, le dico questo perché nutro un profondo rispetto nei suoi riguardi e nell'idea che porta avanti con la sua attività...

Quindi non riesco a capire come in ambito professionale sia consentito ancora l'uso del "bounce-diving", quando ormai tutti sanno che la parte che reca maggiori problemi al diver è la fase di compressione e decompressione.

Oramai in campo professionale il bounce-diving è stato abbandonato dai tempi della sub-sea per passare ad una tecnica più Professional della saturazione.

Inoltre qualora sia più vantaggioso a livello di tempistica (ma io presumo economico) andare con il bounce-diving, almeno pretendiamo che sia fatto a livello professionale, e quindi con un impianto adeguato, campana con clampaggio laterale, o camera con tronchetto superiore per il clampaggio verticale con la campana... insomma abbandoniamo i metodi preistorici o almeno non riconosciamoli come professionali, sopratutto all'interno di un’associazione che rappresenta il diving professionale italiano in campo internazionale...

Lasciamo ai nostri tuffatori-pescatori di corallo di utilizzare tali tecniche per alzare lo Standard professionale delle nostre amatissime ditte di lavori subacquei...
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giovanni_esentato
Marinaio Scelto
Marinaio Scelto


Registrato: Aug 11, 2006
Messaggi: 218
Località: Ravenna

MessaggioInviato: Lun Mar 03, 2008 12:07 pm    Oggetto: Rispondi citando

Red-Fish ha scritto:
argomento:CONSIDERAZIONI PERSONALI (tra persone comuni)

Mezzo navale "drafinsub" con impianto bounce-diving

CONSIDERAZIONI DEL SIG. ESENTATO

Nello specifico il mezzo nautico a cui Lei fa riferimento è certificato RINA, ISPESL, NORSK VERITAS per l'utilizzo dell'impianto in alto fondale con la metodica del

BOUNCE DIVING.******(1)

Quest'ultimo ha tutte le caratteristiche di sicurezza(2), strutturali ed operative per interventi in alto fondale con quella metodologia.

Concludendo ribadisco che AISI "monitorizza" costantemente lo standard minimo di sicurezza (3) che le aziende associate si sono impegnate ad applicare

E approfito di questo spazio per sottolineare che AISI rappresenta il diving industriale italiano in ambito EDTC (European Diving Technology Commitee) organo tecnico-scientifico della IMCA, della quale AISI e "correspondent" italiano. (4)

(5)-(rivolto a "capitanventosa")

Ma torniamo al suo post... Lei ha espresso un giudizio assolutamente negativo su una azienda che ha oltre 30 anni di storia professionale alle spalle. La DRAFINSUB di GENOVA di cui è titolare Gianluca Passeri, palombaro ed OTS di grandissima esperienza sia in ambito offshore che "inshore". E c'è da ricordare che l'inshore che si realizza a Genova non è una "diminutio" di interventi a grandi profondità come quello sulla monoboa agip che molti di noi conoscono per averci svolto immersione, o come sulla HAVEN etc. etc.

O.K.
****Qualsiasi mezzo nautico che sia immatricolato per poter navigare deve soddisfare dei requisiti di sicurezza e navigabilità più o meno elevati a seconda del tipo di navigazione a cui la nave è abilitata.
Nello specifico, vedendo le dimensioni del mezzo raffigurato in foto, esso sarà stato sicuramente sottoposto a Visita di Idoneità.****O.K.

Considerazioni personali dell'argomento trattato: RED-FISH

“tali considerazioni sono basate solo ed esclusivamente da una propria opinione personale dell'argomento trattato e quindi per quelle 44 milioni di persone che dovessero leggere tale argomento, mi auguro che non lo prendano come un giudizio insindacabile e di assoluta verità, anzi... mi auguro che sia considerato appunto solo come una considerazione personale, la quale magari una volta presa una sana coscienza sulla materia trattata , provochi una VOSTRA opinione personale… e così in poi….

riferimento (5)
Internet raggiunge nel mondo oltre un miliardo di utenti e in Italia circa 24 milioni di persone. Ogni giorno nascono circa 120.000 blog, per un totale di oltre 100 milioni di blog in tutto il mondo. Nel solo 2007, 44 milioni di persone si sono avvicinate con un ruolo partecipativo al più grande fenomeno sociale, culturale e democratico della storia recente,
In molti paesi autoritari i blogger difendono la libertà d'espressione e la democrazia sfidando la repressione e, talora, andando in prigione per questo. Nei paesi democratici i blogger estendono la libera circolazione delle idee, la comunicazione comunitaria e in definitiva la partecipazione alla vita sociale.

riferimento (4)
"compliments" - complimenti

riferimento (3)
sicurezza??? quale sicurezza è stata monitorizzata sulla procedura di clampaggio campana-camera?

riferimento (2)
sicurezza??? una volta avvenuto il clampaggio come avviene il trasferimento in camera per una corretta decompressione? e qualora il diver abbia avuto un malore con quale sicurezza, strutturale ed operativa sarà trasferito in camera di decompressione???

riferimento (1)
caro sig. Esentato mi hanno riferito , mi neghi se il contrario, che abbia avuto il piacere di dirigere come sat-supervisor delle operazioni in alto fondale presso una ditta di livello sicuramente superiore, la quale ha dovuto DAVVERO superare dei test di sicurezza, test strutturali ed infine , ma non meno impegnativi, di operatività in interventi alto fondale, la quale ditta inoltre mi risulta ancora in piena attività in diverse parti del mondo con detto standard.

Bene, le dico questo perché nutro un profondo rispetto nei suoi riguardi e nell'idea che porta avanti con la sua attività...

Quindi non riesco a capire come in ambito professionale sia consentito ancora l'uso del "bounce-diving", quando ormai tutti sanno che la parte che reca maggiori problemi al diver è la fase di compressione e decompressione.

Oramai in campo professionale il bounce-diving è stato abbandonato dai tempi della sub-sea per passare ad una tecnica più Professional della saturazione.

Inoltre qualora sia più vantaggioso a livello di tempistica (ma io presumo economico) andare con il bounce-diving, almeno pretendiamo che sia fatto a livello professionale, e quindi con un impianto adeguato, campana con clampaggio laterale, o camera con tronchetto superiore per il clampaggio verticale con la campana... insomma abbandoniamo i metodi preistorici o almeno non riconosciamoli come professionali, sopratutto all'interno di un’associazione che rappresenta il diving professionale italiano in campo internazionale...

Lasciamo ai nostri tuffatori-pescatori di corallo di utilizzare tali tecniche per alzare lo Standard professionale delle nostre amatissime ditte di lavori subacquei...


Egregio "red-fish", intanto grazie per l'approfondita analisi anche se un po' bizantina.
Diciamo subito una cosa: AISI non certifica sicurezza. E mi spiego meglio: AISI non effettua prove di camplaggio né ogni altra specifica prova. Non perché non abbia le competenze per farlo... penso che fra i soci AISI ci sia qualcuno che ne capisca di impianti, metodi e sistemi iperbarici e subacquei... Semplicemente perché esistono organismi preposti dalla legge sia in termini obbligatori che volontari che non possono, e non devono, essere surrogati da altri che non abbiamo, istituzionalmente, tale compito.
L'audit che svolge AISI si realizza sulla constatazione del possesso di requisiti di certificazioni rilasciati dagli organismi obbligatori e - se sono presenti - quelli degli organismi di certificazione volontari da parte delle aziende che chiedono di far parte dell'Associazione.
L'Audit è svolto in due fasi: una di verifica documentale delle certificazioni, l'altra di verifica di consistenza degli impianti a cui i certificati fanno riferimento. Ovviamente occorre che ci sia una coerenza fra le certificazioni e gli impianti e i mezzi a cui essi fanno riferimento. L'aspetto "estetico" non ha alcuna influenza su una valutazione positiva o negativa dell'audit. Nel caso in cui una prima verifica non sia ritenuta positiva si propone all'azienda una fase di messa a norma secondo le specifiche di linee guida IMCA, RINA etc, etc.
Il giudizio che si esprime nell'Audit è sostanziale ai fini dell'accesso dell'azienda in AISI. L'azienda a sua volta si impegna a mantenere costante nel tempo, secondo i requisiti richiesti dalla legge e dalle linee guida e ad adottare, nelle fasi operative, le "Procedure operative AISI" che sono il riflesso speculare italiano delle linee guida IMCA ed HSE. Ovviamente essendo le procedure riferite ad attività operative esse, come tutte le linee guida, sono soggette a modifiche, su indicazioni che pervengono anche - e soprattutto - dagli ambienti operativi. Queste "osservazioni" - evidentemente prese in considerazione quando sono espresse con un un criterio che risponde ad uno standard e fatta da persone che ne hanno competenza e titolarità (superintender, supervisor). ma anche ots di nota qualità e serietà professionale. Altro che "capitanventosa" & dintorni... (uso questo nik senza voler esplicitamente indicare la persona che vi si cela (ma che conosco perfettamente con nome e cognome), ma per indicare un personaggio "superficiale" ed "approssimativo", molto distante dal profilo serio e professionale che voglio descrivere quando dico "ots di qualità".

Per ricapitolare: AISI NON effettua prove e collaudi di alcun genere. Né rilascia certificazioni di sicurezza. Gli scopi statutari sono pubblici e si possono liberamente leggere e scaricare dal sito www.assoimpresesub.it.

Per quanto riguarda il bounce diving... non mi risulta che esso sia vietato dalle linee guida IMCA. Altra cosa è, invece, la valutazione se effettuarla o meno. Difatti un impianto di alto fondale, secondo linee guida molto consolidate a livello internazionale (IMCA, HSE, AISI etc,) deve consentire a che le procedure di bounce diving siano compatibili con la saturazione. Ciò nel caso in cui le contingenze dell'intervento subacqueo lo impongano o per decisione del supervisor (pianificata secondo criteri di condivisione operativa con altri responsabili del cantiere).
Vede... occorre avere il senso del realismo operativo quando si parla di impianti iperbarici. E mi spiego meglio. La pratica del bounce dive è certamente vetusta e meglio ed ottimamente sostituita dalla saturazione.
Ma ancora oggi sono migliaia, nel mondo, le aziende e gli operatori che ne fanno uso senza incidenti. Se Lei ha notizia di incidenti in tal senso me lo faccia sapere... Al momento a me non sono pervenute notizie in tal senso. Me ne sono per la verità giunte altre: di gente morta in 10 metri d'acqua: senza ombelicale, con il compagno in superficie "in altre cose affaccendato", in assetto "scuba" e con le bombole "caricate" a monossido di carbonio. Ci sono cause penali in corso. Ed AISI è chiamata ad esprimere perizie tecniche in merito. E dove emergono responsabilità ANCHE DA PARTE DELL'OTS, in primis della stessa vittima, e non SOLO DELL'IMPRESA. Insomma se uno cade da una impalcatura è perché non è legato.... Ma se l'impresa non ti dà la cintura per assicurarti... usa - in extremis - una cima di emergenza... se proprio non ne puoi fare a meno... (ovvio che questa ultima frasee è da prendersi come estremizzazione di un concetto. Ma: QUANDO SI RITIENE NON VI SIANO CONDIZIONI OEPRATIVE A NORMA OCCORRE RIFIUTARSI DI OPERARE.
Ma succede questo?
Per quanto riguarda il mio lavoro di sat-supervisor devo fare una correzione. Non sono Sat Supervisor ma Diving Supervisor ed in tale ruolo opero, quando gli impegni di AISI me lo consentono. E lo faccio esclusivamente con aziende AISI in qualità di free lance. Ovvio che quando opero in tale veste sono SOLO un operatore e mi attengo al ruolo che mi viene affidato. Mettendo in pratica quello che scrivo: operosità, umiltà nei riguardi di chi ne sa più di me, puntualità, scrupolosa attenzione delle disposizioni e delle linee guida, rispetto per i colleghi, aiuto verso i più giovani, rigoroso rispetto delle gerarchie di bordo ed aziendali. Sono le fondamenta di ogni discorso sulla "sicurezza". Se c'è qualcosa che non mi convince non ho scrupoli a sottolinearla a chi di dovere e, nel caso, a rifiutarmi di eseguire o far eseguire una operazione che non ritengo in linea con le responsabilità che assumo.

Una convinzione noi tutti dobbiamo averla: c'è sempre qualcosa da imparare da qualcuno che ne sa più di noi. Ed un consiglio mi sento di darlo ai più giovani di me: abbiate timore di stare in quei luoghi dove non c'è nulla da imparare o dove ci sono persone che non hanno nulla da insegnarvi... Nelle mie personali esperienze mi sono sempre rapportato in questo modo. Chi mi conosce personalmente sa di cosa sto parlando.
Per le altre considerazioni che Lei ha fatto mi attengo a quanto da Lei stesso espresso e che condivido: sono considerazioni personali.... anche le Sue. Ma di esse occorre che ci assumiamo la responsabilità quando le affermiamo. Altrimenti restano "verba volant", parole al vento.

Poi, contrariamente a quanto da qualcuno ipotizzato... io non faccio l'avvocato... d'ufficio. Non difendo alcuno in maniera preconcetta o per dovere d'ufficio. Anzi.... se ho notizia di un atteggiamento lesivo della sicurezza di un operatore non mi faccio scrupolo ad attivare le autorità "competenti". La mia storia, caro amico, non nasce ieri... e non devo dimostrare chi sono e da dove vengo. Però mi rendo conto che molti frequentatori di questo forum possono essermi figli... o nipoti e per cui non pretendo che essi abbiano memoria storica. Ma chi ha più di 40/50 anni (e sono ancora molti) e faceva questo mestiere già 30 anni fa mi conosce. Ed anche molto bene. Soprattutto perché mi ha avuto, quasi certamente, come compagno di lavoro: dai mari del Nord al Borneo, passando per il mar Rosso, l'Australia e la banghisa polare, come i porti di genova, Palermo, Napoli, Trieste, Bari (dove mi immergevo con il Palombaro Carofiglio per...festeggiare i suoi 90 anni sott'acqua...). O mi conosce perché nel 1986 ricevevo il "Premio Duilio Marcante" - assieme all'ing. Chimenti dei vigili del Fuoco - per "Alti Contributi alla Salvaguardia della Vita Umana in Mare". naturalmente in quegli anni la "sicurezza" - quella vera - era patrimonio solo della SSOS dove uomini come Alberto Landi ne "scrivevano" - pioneristicamente - i dettami che poi sono divenute le "regole inglesi", norvegesi, etc. etc. Con quest'ultimo ho avuto la fortuna e l'onore di imparare ad essere Diver. Come si conviene all'accezione anglosassone. Ed il miglior augurio che posso fare ad un giovane OTS è quello di poter lavorare "sotto" le direttive di uomini che si chiamano Landi, Lavore per indicare qualche superintender, o per indicare qualche "supervisor" posso augurare di lavorare per Sat SPV che fanno capo al TNT-GROUP (del quale non sono autorizzato a svelare identità), ma che conosco molto bene per averci lavorato assieme e dal quale ho anche re-imparato cose che avevo dimenticato.
Questo breve exsursus non è per vanagloria... poiché non mi serve. Ma anche perché non mi è caratteriale. Ma per definire, una volta per tutte, che chi scrive non è un teorico del diving. Non mi chiamo Melegari. Né, quando facevo l'OTS, stavo dietro le scrivanie o reggevo il bordone di qualche imprenditore, né sono mai stato "raccomandato", tantome adesso. Ho cominciato da marittimo, in sala macchine, da carbonaio (ma ho fatto anche il mozzo di coperta sui pescherecci atlantici)... nonostante il servizio miltare in Marina con il grado di guardiamarina. Con umiltà, e tanto, ma tanto lavoro, ho frequentato la "Marco Polo" con la buonanima di Giuliano Conte (alcune delle baracche che ancora oggi caratterizzano quella "scuola" è stata eretta con il mio "fattivo" contributo...). Ho lavorato con le migliori aziende. Ma anche con le peggiori. Ed ho visto molta gente morire ed in sedia a rotelle, o lasciarci le mani. ma ne ho vista poca indignarsi e, soprattutto, indignarsi con chi di dovere. Ascoltavo solo lamenti e pianti sterili. Di povera gente. Molti di noi lo erano. Io fra quelli.
Poi ho deciso di cambiar mestiere dopo aver fondato l'unico sindacato di questa tribolata categoria ed averne pagato lo scotto... assieme alla mia famiglia. Ma non sono andato a fare il guardamacchine abusivo o il commerciante di ripiego. Ho fatto e sono giornalista. Ed anché lì ho inziato dal basso. Facendo il fotografo, poi il grafico editoriale, poi il responsabile di testata. Perché ho incontrato persone che "mi hanno insegnato" e dalle quali "ho rubato" il mestiere.... come nella subacquea. E quando AISI mi ha chiamato non ero "nullafacente". Ero redattore specializzato in un giornale di nautica: "La Mia Barca" edito da Edizioni Master. Lo trovate in edicola (pubblicità... progresso). Vi collaboro ancora adesso. Come per tanti altri giornali.

Detto questo (e perdonate la personalizzazione di questo post) se... qualcuno (e non mi riferisco a Lei) ha cose da dire... le dica. Ma evitandomi cose già sentite, scritte, dette e fatte 30 anni fa. Oppure se le deve dire che le dica con uno spirito costruttivo. Non tollero chi si lamenta e non costruisce, ma - peggio - è strumento di pessimismo inutile e dannoso.

Se ora le aziende diving hanno deciso di affidare le sorti statutarie di AISI nelle mani di un "ex sindacalista" ci sarà pure un motivo... ed esso risiede semplicemente nel fatto che io rappresento l'uomo giusto al posto giusto. Visti i miei trascorsi di sommozzatore professionista, sindacalista e... giornalista. Essi, in passato, hanno creduto di poter fare e realizzare affidandosi a quelli che poi sono risultati essere degli imbonitori (nel migliore dei casi). E hanno fatto "crescere" personaggi che sono risultati essere delle vere pantegane.... basta chiedere al nostro Dir, che pur "nikandosi" Delfino Bianco è, al secolo, uno dei più competenti giornalisti e uomo di cultura che io abbia conosciuto in materia di diving e cose marine: Marcello Toja. Egli è memoria "storica" del diving italiano, sportivo e professionale. Oltre che essere uomo di grande levatura morale e culturale. Invito i partecipanti a questo forum a "conoscerlo" - ed in questo so, a priori, che mi procuro la sua ira, visto il carattere poco "salottiero" che egli ha maturato in questi ultimi anni.

Non sono avvocato difensore d'ufficio di alcuna causa precostituita. E a gaudagnarci in tutta questa storia, è bene che si sappia, sono proprio gli OTS verso i quali mi sento, da sempre, "collega" e con me molti di quegli "imprenditori" che un tempo erano miei "compagni" di lavoro e che, con me, avevano condiviso alcune importanti battaglie del SIOSI-UIL. Ma, nel contempo oggi, non posso sottacere o nascondere che sono le aziende che sostengono economicamente, praticamente e logisticamente tutte le proposte che avanzo e che metto in campo per adeguare la dignità del diving italiano a rango di patrimonio economico e sociale della nazione Italia, al pari dei partners europei (a tal proposito una importante riunione EDTC a Londra il 27 u.s., della quale renderò pubblico il sunto fra qualche giorno). Insomma tutto questo per dire che nel mentre ci sono e ci sono state persone che per anni hanno mesturato nel mastrillo pensando solo alla propria borsa, nel mentre i soliti detrattori, anche fra gli OTS, si impegnano in penose ricerche di cavilli per denigrare, nel mentre si realizzano superificiali discorsi sulla sicurezza, sulla carenza legislativa, sulla categoria che non c'è, nel mentre si perpetua l'antico pianto greco di chi si lamenta per il solo gusto di lamentarsi, ma poi si cela dietro un nik (moderno mezzo che consente a chi non ha "le palle" di sentirsi uomo, al pari di un bue che vuol sentirsi toro), perché non ha il coraggio di dire NO al datore di lavoro che lo fa immergere senza ombelicale in 10 metri d'acqua, però se ne lamenta stando ben attento a non far riconoscere la propria voce e, possibilmente, affinché - in realtà - non gli arrivi...ci sono uomini che si sono seriamente organizzati, e abbandonando, sterili ed inutili piagnistei - italica maniera di rappresentare i disagi sociali e problemi da risolvere, hanno dato vita ad una associazione per dare corpo ad aspettative di sicurezza, qualità del diving italiano, qualità del professionismo subacqueo.
Potrei essere molto, ma molto, più dettagliato. Ma non ritengo sia questa la sede ove approfondire, ulteriormente, la tematica. Lo faremo in altra sede, presto, molto presto, dove chi vorrà potrà esprimere i suoi pareri tecnici, filosofici, proposte e critiche. Come si usa nei paesi dove non si pagano i musei, dove non occorrono raccomandazioni per lavorare, dove si fanno curriculum in inglese (purtroppo...ma è così), dove gli OTS hanno un loog book che fa curriculum, dove OTS si è per tutta la vita, diventando in età adulta supervisor o superintender o imprenditore.
"I have a dream", avrebbe scritto Luter King. Umilmente - rispetto all'enormità di tale personaposso dire, assieme a tante persone che, come me, FANNO e si muovono in nome di "We have a dream".
E c'è spazio per tutti. O quasi.
_________________
giovanni esentato - segretario AISI
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capitanventosa
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MessaggioInviato: Mar Mar 04, 2008 5:03 am    Oggetto: Rispondi citando

Quanta polvere e' stata sollevata per una considerazione su una foto....................mi chiedo cosa sarebbe successo se il destinatario fosse stato AISI...
Io nn ho il CV del Sig. Esentato,tantomeno la sua esperienza e conoscenza,ma ritengo di capire se una puo' essere fatta o meno.(DICO LA MIA OPINIONE)
Ribadisco che io nn ho nessun tipo di rapporto economico con le Compagnie Italiane.
guardo l'evoluzione da spettatore e spero che i Contractor (tra cui quelli che fanno parte di AISI) si adeguino anche nel rapporto economico agli standard IMCA che hanno conseguito.
Io penso(ANCHE IN QUESTO CASO DICO SOLO LA MIA OPINIONE) che questa professione si fa anche per passione,ma sopratutto per denaro.
un cordiale saluto

P.S. spero che Il Sig. Esentato possa scrivere anche un articolo riguardante lo sciopero diver avvenuto nei Mari del Nord nel Novembre 2006.Dopo 3 gg i Day rate sono stati aggiornati.
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giovanni_esentato
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MessaggioInviato: Mar Mar 04, 2008 2:23 pm    Oggetto: Rispondi citando

capitanventosa ha scritto:
Quanta polvere e' stata sollevata per una considerazione su una foto....................mi chiedo cosa sarebbe successo se il destinatario fosse stato AISI...
Io nn ho il CV del Sig. Esentato,tantomeno la sua esperienza e conoscenza,ma ritengo di capire se una puo' essere fatta o meno.(DICO LA MIA OPINIONE)
Ribadisco che io nn ho nessun tipo di rapporto economico con le Compagnie Italiane.
guardo l'evoluzione da spettatore e spero che i Contractor (tra cui quelli che fanno parte di AISI) si adeguino anche nel rapporto economico agli standard IMCA che hanno conseguito.
Io penso(ANCHE IN QUESTO CASO DICO SOLO LA MIA OPINIONE) che questa professione si fa anche per passione,ma sopratutto per denaro.
un cordiale saluto

P.S. spero che Il Sig. Esentato possa scrivere anche un articolo riguardante lo sciopero diver avvenuto nei Mari del Nord nel Novembre 2006.Dopo 3 gg i Day rate sono stati aggiornati.


Bé... Spesso non ci si rende conto che "riflessioni" possono essere devastanti quando sono fatte con leggerezza e approssimazione. L'aspetto visivo di un impianto può dare luogo a queste "considerazioni". ma un conto è l'impatto visivo, un conto è la funzionalità e le certificazioni di abilitazione all'uso CHE SU UNA FOTO CERTAMENTE NON PUOI VEDERE O SAPERE.

"Il casino" a cui Lei fa riferimento lo ha innescato Lei... non rendendosi conto di quello che affermava nei rigaurdi di un'azienda che ha anni ed anni di storia e lavoro alle spalle. Eppoi... a Lei si accoda il solito stuolo di lagnosi che ritengono di essere depositari del Verbo e della Saggezza....
E quando mi appello alla necessità di svelarsi con il proprio nome e cognome non lo faccio perché non conosco Lei chi sia. In effetti questo è un mondo piccolo.... ci si conosce un po' tutti. E di Lei, come di tutti quelli che scrivono in questo forum, si sa tutto. Gruppo sanguigno compreso.
Se non si superano i limiti della decenza, della educazione e del bon ton... non succede nulla di... sovietico. riservato è e riservato resta il nome di tutti voi che vi celate (con giusto diritto) dietro un nik. Ma quando si "esprimono" sentenze camuffate da "considerazioni" occorre essere uomini. Non "nik".

Infine, Le dirò, non è grave tutto questo. Anche questo spazio può servire a conoscersi e a rapportarsi. A smussare gli spigoli che per troppo tempo sono rimasti ad impedire agli uni di avvicinarsi agli altri.

Niente di irreparabile quindi. solo un po' di buon senso in più e di "riflessioni" pensate. Non gettate per riempire spazi bianchi. Ne guadagniamo tutti.
Seppoi ci si incontra per strada il tutto può essere ricoperto da una abbondante bevuta di birra... e forse "il demonio" appare meno rosso di quello che si descrive.
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MessaggioInviato: Mar Mar 04, 2008 6:55 pm    Oggetto: tutto ciò Rispondi citando

Tutto quello che facciamo per noi muore con noi
Tutto quello che facciamo per gli altri ci sopravvive, è destinato a durare e riecheggia nell'eternità

Il concetto non è mio ma di Thomas Paine (Thetford, 29 gennaio 1737 – New York, 8 giugno 1809) io ho solo aggiunto qualche parola qui e là.
ciao a tutti
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MessaggioInviato: Ven Mar 14, 2008 10:37 am    Oggetto: che polverone ... Rispondi citando

la ringrazio molto per la sua risposta così generosa che addirittura è stata messa sulla homepage.
secondo condivido la sua stima per il sig. Landi, che conosco personalmente mentre per gli altri conosco solo la fama ma credo comunque che sia stato un onore per Lei averci lavorato insieme.

da pochi anni sono supervisore anche io e dò lo stesso suo consiglio ai più giovani.

Però credo ancora che quella campana non possa essere a norma con una procedura IMCA per il transfer di un diver con trauma ecc.
Wink
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MessaggioInviato: Sab Mar 15, 2008 1:35 am    Oggetto: che polverone ... Rispondi citando

Confused
"se non si superano i limiti della decenza, dell'educazione e del bon ton... non succede nulla...di sovietico" ???
questa frase e il suo seguito va intrapreso come un'avvertimento "sovietico" o cosa altro?
possiamo parlare di tutto esprimendo le nostre opinioni o ci sono argomenti, ditte, associazioni off-limits???
grazie e scusate la mia insistenza, ma...
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MessaggioInviato: Dom Mar 16, 2008 12:13 pm    Oggetto: Re: che polverone ... Rispondi citando

Red-Fish ha scritto:
Confused
"se non si superano i limiti della decenza, dell'educazione e del bon ton... non succede nulla...di sovietico" ???
questa frase e il suo seguito va intrapreso come un'avvertimento "sovietico" o cosa altro?
possiamo parlare di tutto esprimendo le nostre opinioni o ci sono argomenti, ditte, associazioni off-limits???
grazie e scusate la mia insistenza, ma...


Io credoche la libertà di espressione sia una grande conquista. Difficile da gestire, ma una grande ed impareggiabile conquista.
E in un forum ove una delle caratteristiche principale è l'anonimato va amministrata bene onde evitare che "considerazioni" di merito, che hanno fondamenta nella tecnica, nei metodi, nelle procedure, diventino, invece, pretesto per infangare e offendere.

Io credo che tutto si possa dire, anche parolacce ed offese. Ma occorre - in questo caso - assumersene le responsabilità.
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MessaggioInviato: Lun Mar 17, 2008 7:58 pm    Oggetto: viva la sincerità Rispondi citando

Sono pienamente d'accordo con lei e sono pronto ad assumermi le responsabilità delle mie opinioni.Se qualcuno si sentisse offeso da esse ne sono dispiaciuto moltissimo e gli mando le mie scuse.
c'è anche la possibilita di mandarmi mess. personali.
credo che il bello di questo forum è la possibilità di confronto e scambio di opinioni, tutto quì.
ho gia lavorato per drafin e riconosco comunque che sia un'ottima ditta basso fondale.
il bounce? o si fa fatto bene o a me non piace, miglioriamo la qualità! Wink
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MessaggioInviato: Gio Mar 27, 2008 2:53 pm    Oggetto: Rispondi citando

Ciao ragazzi, non so se avete letto l' articolo sulla stampa del 26.03.2008, visto tutte le considerazioni che sono state fatte e si stanno facendo riferito agli stipendi ai contratti ecc. tutti quanti noi ci lamentiamo di quello e dell' altro, mi viene da pensare se effettivamente ne vale la pena MORIRE per quattro spiccioli e far arricchire di piu' i petrolieri e di pagare salatissima la benzina cmq tutto quello che gira intorno al petrolio, veramente ragazzi riflettiamo!!!! su quello che ho letto non ho parole forse il DIR. ne avra' esentato pure, secondo me non ne vale la pena invalidicarci se e' cosi' che si dice per poi avere un pugno di mosche in mano
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