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TRAGEDIA IN MARE: 30ENNE MUORE DURANTE UN'IMMERSIONE
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Autore Messaggio
gavno
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Località: RM (prov) - moderatore dal Set09 al Nov10

MessaggioInviato: Mar Ago 10, 2010 10:40 pm    Oggetto: TRAGEDIA IN MARE: 30ENNE MUORE DURANTE UN'IMMERSIONE Rispondi citando

http://www.lecceprima.it/articolo.asp?articolo=22149

"TRAGEDIA IN MARE: 30ENNE MUORE DURANTE UN'IMMERSIONE
Michele Rella, sottufficiale dell'esercito, originario di Potenza, è deceduto questa mattina in località Mare Verde, fra Alliste e Ugento. E' stata la fidanzata, di Casarano, ad avvisare i soccorsi
ALLISTE – Una tragedia s’è consumata questa mattina, intorno alle 11, nelle acque tra le marine di Alliste e Ugento. I soccorritori, giunti a bordo di un’ambulanza, hanno potuto fare ben poco per salvare la vita di Michele Rella. Caporalmaggiore dell’esercito, di Potenza, Rella è morto a soli 30 anni, dopo alcune immersioni in acqua, in località Mare Verde. Secondo le prime ricostruzioni, il militare si trovava in vacanza nel Salento, insieme alla fidanzata, di Casarano, e questa mattina avrebbe deciso di fare alcune immersioni in apnea nelle acque che sorgono davanti alla località marittima.

Dotato di muta, per diverso tempo tutto è filato liscio. I problemi sarebbero però sorti dopo, quando, ritornato a riva, il giovane avrebbe deciso di tuffarsi nuovamente, per recuperare una pinna persa durante la precedente attività. Solo che questa volta, si sarebbe tuffato dopo essersi già tolto la muta e, probabilmente, quasi subito. E dopo quattro o cinque discese e risalite, sarebbe avvenuto l’irreparabile. E’ stata la sua fidanzata, a chiamare i soccorsi, ma per il giovane, non c’era più niente da fare. Sul posto sono intervenuti i carabinieri e militari della guardia costiera. Un’ipotesi plausibile è che il brusco cambio di temperatura, fra il bagno con la muta, ed il successivo tuffo senza, possa aver causato uno shock termico. Il corpo di Rella è stato trasportato presso la camera mortuaria dell’ospedale di Casarano.
"

GavNo
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"Il gav è per il subacqueo come il salvagente per chi non sa nuotare " (COM.TE RAIMONDO BUCHER)
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RANA
Marinaio Scelto
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MessaggioInviato: Mer Ago 11, 2010 11:19 am    Oggetto: Rispondi citando

Anche in questa ennesima tragedia il pensiero va a parenti ed amici e all’infinito dolore di questa perdita.

Dall’articolo mi pare di capire che la morte sia annegamento, causato da una perdita di coscienza in acqua.

Se cosi è stato:

ancora una volta banali commenti, per un banale modo di morire che si sarebbe potuto evitare con la banale presenza in acqua di un compagno in grado di dare assistenza.

Giovane, 30 anni, militare ergo in ottima forma fisica, sicuro e certo nel sue capacità a tal punto da praticare l'apnea in solitaria …………. il resto cronaca.

Sfido chiunque a sostenere che quanto descritto non è il comune denominatore al 98 % delle morti in apnea.

La domanda che vorrei fare a quanti praticano l’apnea è:

La perdita di coscienza nell’apnea in tutte le sue forme (idrocuzione, apnea protratta, riflessa ecc. ecc) è sempre prevedibile ?

La mia personale risposta è NO in apnea, per quanto possiamo fare, per quanto crediamo di conoscere noi e l’ambiente può sempre capitare, in qualsiasi momento e da soli equivale a morte certa.

Se proprio volete andare da soli andateci con le bombole ma non in apnea.

Pensate che ho detto una bestemmia Shocked , ………….. io dico no.


Cordialmente
Rana
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delfinobianco
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MessaggioInviato: Ven Ago 13, 2010 11:05 pm    Oggetto: non hai detto una bestemmia Rispondi citando

Non hai detto una bestemmia, ma una "cazzata",
ho passato 12 anni in mare, cacciando in apnea, da solo. Il problema è solo nella decarbonizzazione, cioè quella che chiamano iperventilazione.
Se abbassi troppo la CO2, quando senti gli stimoli diaframmali è troppo tardi.
Basta non iperventilarsi o non decarbonizzarsi (è la stessa cosa) e quando sentirete le contrazioni diaframmali sarete in grado di riemergere senza problemi.

Tutto lì

ciao

il dir
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delfinobianco
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MessaggioInviato: Ven Ago 13, 2010 11:12 pm    Oggetto: Smettiamola con le crocirossine Rispondi citando

Smettiamola con le crocirossine, con il compagno salvatutto eccetera.
Un subacqueo in acqua è solo, sia esso in apnea o con le bombole. SOLO!

La miglior cosa che hanno fatto le crocerossine è stata quella di morire insieme al compagno d'immersione che avrebbero dovuto salvare.

O vi salvate da soli, oppure siete morti.

Stampatevelo nel cervello


Very Happy

ciao

il dir
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RANA
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MessaggioInviato: Sab Ago 14, 2010 6:08 am    Oggetto: Rispondi citando

Direttore buongiorno,
mi aspettavo una risposta simile ma sinceramente non da lei.

Cercherò di spiegare le ragioni per cui non condivido il suo pensiero non per insegnare ma per capire e le sarò grato se lei vorrà dedicare un po del suo tempo a correggere eventuali miei errori.

L’apnea e le bombole sono due mondi diversi, il fatto che in entrambi i casi il subacqueo si trova sott’acqua non deve far pensare che stiamo parlando della stessa attività e/o di analoghe situazioni.
Una situazione vissuta con le bombole è un conto la stessa esperienza vissuta in apnea è cosa totalmente diversa, fisiologicamente parlando.

Le diversità nascono dal fatto che il nostro corpo in apnea attiva una serie di riflessi, di difese finalizzate a evitare il peggio (la morte per anossia) e tutto questo avviene a livello inconscio ed è questo il grosso problema; a livello inconscio il fatto che stiamo sott’acqua non ha alcuna importanza.

Questi meccanismi fisiologici, propri dell’apnea, non avvengono con le bombole in quanto le bombole permettono la ventilazione.
Ventilando manteniamo in equilibrio i parametri dell’O2 e della CO2 evitando cosi le complesse dinamiche dell’apnea che si attivano quando questi due parametri variano.

Quando l’O2 e la CO2 variano (e in apnea "senza respiro" variano sempre) si attivano delle dinamiche fisiologiche molto complesse, dinamiche che dipendono da tanti fattori tali per cui non abbiamo certezza di non incorrere in una perdita di coscienza anche se facciamo tutto giusto.

L’ effettuare una corretta respirazione in preparazione dell’apnea ci mette nelle condizioni migliori ma una volta in apnea i parametri CO2 e O2 iniziano a variare avendo immobilizzato la ventilazione al contrario, ripeto, dell’immersione con le bombole che permette la ventilazione polmonare.

Una corretta decarbonizzazione non ci da certezza di non incorrere in uno svenimento.
La corretta ventilazione agisce solo sulla CO2 che, per quanto importante, è solo uno dei fattori che possono portare alla perdita di coscienza.
Lo svenimento può essere indotto da altri fattori temperatura dell’acqua, stato fisico contingente, stress, paura, sforzi non previsti oppure perché semplicemente sbagliano, quante volte siamo usciti “tirati” da un apnea.

In conclusione, in apnea, è mia opinione che non possiamo escludere che con il rispetto di determinati comportamenti (per esempio corretta decarbonizzazione) non incorreremo mai in una perdita di coscienza.
Al contrario in apnea è indispensabile pensare che possiamo in qualsiasi momento svenire.

La perdita di coscienza in apnea è sempre letale, mortale non abbiamo nessuna possibilità una volta persi i sensi di evitare l’annegamento.
Inoltre, ammesso e non concesso di arrivare in superficie, un apneista svenuto il più delle volte assume una posizione a faccia in giù (ricordo che bastano meno di cinque centimetri d’acqua per bloccare le vie aeree).

Non abbiamo nessuna possibilità, svenuti, privi di sensi, di attuare alcuna azione / reazione, non possiamo fare nulla per evitare il peggio.

Il compagno in apnea diventa l’unica garanzia di portare la pelle a casa.

Caro Direttore lei ha fatto 12 anni di pesca subacquea in apnea in solitaria, alla luce di quanto ho detto, ammesso e non concesso che sia giusto (nel caso contrario la prego di accettare le mie più sentite e sincere scuse) mi permetto senza polemica ma con l’estrema mia convinzione di lanciare una importante riflessione a quanti amano l’apnea che la differenza tra lei e questi giovani che hanno perso la vita è solo fortuna, lei è stato 12 anni molto fortunato, loro sono stati sfortunati solo un giorno.

L’apnea per me non è una “roulette russa” non è questione di fortuna l’apnea può e deve essere praticata in sicurezza, sicurezza garantita solo dalla presenza di un compagno in grado di farci assistenza.

Ammetto che la mia provocatoria battuta:
se volete andare da soli andateci con le bombole ma non in apnea
possa essere una cazzata accetto la critica ma non condivido la spiegazione che ha dato.

In apnea non si muore in due, si muore da soli.

Con le bombole si muore in due (Con alcuni distinguo condivido).

In apnea da soli e privi di sensi non possiamo fare nulla e l’unica maniera di aver certezza di non svenire è non fare apnea cosa fattibile, sott’acqua, solo con le bombole.

Io nutro sincera stima verso di lei, ammiro la sua franchezza, ammiro la sua esperienza, le persone che ha conosciuto, il suo amore per il mare, la sua cultura questo mio intervento non vuole farle un torto o vincere non so cosa nei suoi confronti ma lei mi insegna che avvolte le cose in cui crediamo vanno dette e difese.

Very Happy

Cordialmente
Rana
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jimmy
Mozzo
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MessaggioInviato: Sab Ago 14, 2010 8:00 am    Oggetto: Un subacqueo in acqua è solo, sia esso in apnea o con le bom Rispondi citando

Buongiorno ragazzi

Il commento del dir ritengo che sia indiscutibile, in acqua la sicurezza
ognuno se la deve gestire in proprio, poi ben venga il compagno d'immersione che sarà una sicurezza in più, comunque se volete stare tranquilli gestitela da soli!!!!!!!!

Ciao a tutti
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delfinobianco
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Messaggi: 3570
Località: La Spezia

MessaggioInviato: Sab Ago 14, 2010 8:29 am    Oggetto: rana Rispondi citando

Rana ha scritto:
Citazione:
Una corretta decarbonizzazione non ci da certezza di non incorrere in uno svenimento.
La corretta ventilazione agisce solo sulla CO2 che, per quanto importante, è solo uno dei fattori che possono portare alla perdita di coscienza.
Lo svenimento può essere indotto da altri fattori temperatura dell’acqua, stato fisico contingente, stress, paura, sforzi non previsti oppure perché semplicemente sbagliano, quante volte siamo usciti “tirati” da un apnea.

Bene, vedo che non mi sono affatto spiegato Confused
Io intendevo dire che se NON si fa la decarbonizzazione, che qualcuno chiama erroneamente iperossigenazione, non si corre il rischio di incappare nella sincope anossica determinata proprio da quella che tu definisci "una corretta decarbonizzazione"
E' proprio quando gli apneisti hanno cominciato a iperventilare e cioè a decarbonizzare e cioè (per i neofiti) ad abbassare il tasso di CO2 presente nel sangue attraverso inspirazioni esasperate ed espirazioni profonde a bocca aperta per non creare resisstenza alcuna, che sono cominciati gli incidenti di sincope anossica che hanno consigliato alle federazioni di imporre un compagno d'immersione in apnea.
Per chi non avesse ancora afferrato, se provate in secco a fare iperventilazione ad un certo punto sentirete girare la testa, questo non significa che avete più ossigeno nel sangue ma solo che avete abbassato quasi a zero la presenza di CO2 nel vostro sangue.
Se a quel punto fate una apnea entrate in un loop pericoloso perché?
Perché quando sentirete le prime contrazioni diaframmali, segnale inequivocabile che dovete riemergere, potrebbe essre troppo tardi.
Per che cosà? Per la pressione parziale dell'ossigeno che si lega all'emoglobina ed alimenta fra gli altri organi anche il cervello.
Dunque voi siete scesi con una bassissima presenza di CO2, mentre siete giù consumate ossigeno che si trasforma in CO2, quando la CO2 raggiunge una certa saturazione partono gli stimoli diaframmali, ma potrebbe essere tardi per la vostra PPO2. A quel punto risalite e la PPO2 precipita, va sotto la soglia minima per legare con l'emoglobina del sangue e mentre arrivate in superficie andate in sincope. A quel punto, se avevate un compagno che vi amava e che invece di farsi i cazzi suoi seguiva voi, venite portati in superficie e nell maggioranza dei casi con un rantolo riprendete a respirare. Poiché si tratta di sincope secca, con glottide chiusa e pupilla contratta. Nei casi più duri serve la bocca/bocca. Se però non venite tratti subito in superficie in pochi minuti entrate nella fase due, la pupilla si dilata perché il cuore va in fibrillazione, la glottide si rilassa, l'acqua invade i vostri polmoni... siete morti.
Purtroppo nella realtà le cose vanno sempre diversamente. Si va in acqua in due, uno pesca per i cazzi suoi l'altro idem, il barcaiolo se c'è (rarità) dorme.
Ritornando all'inizio: che cosa conviene fare nella realtà e cioè fuori dalle aule? Conviene fare come facevamo noi che siamo andati avanti, chi 12 chi vent'anni senza MAI incorrere in alcuna sincope. Preciso che un avvocato mio amico indossando due mute stava via anche 18 ore, la maggior parte passata in acqua ed anche lui non ha mai avuto nessuna sincope.
Ebbene NOI NON facevamo la decarbonizzazione o iperventilazione.
In tal modo le nostre apnee erano NATURALI, cioè stavano sotto il tempo previsto dal nostro apparato respiratorio, per avere le contrazioni al momento giusto e non in ritardo.
Ergo, non è il compagno d'immersione la garanzia di non morire in apnea, ma il proprio comportamento nell'affrontare la stessa.
Concludo il subacqueo, sia in apnea che con le bombole È SOLO!
In 45 anni d'immersioni in apnea e con le bombole e con gli ARO ogni volta che a qualcuno è servita la crocerossina non c'era un cazzo di nessuno e tutti quelli che hanno avuto incidenti seri sul fondo sono morti in due a causa di una severa lacuna dell'insegnamento. Si fa la testa come un pallone ai sub per l'immersione in coppia ma nessuno si preoccupa di spiegare che cosa deve fare realmente un buddy quando a -40 il suo compagno si fionda (sottolineo FIONDA) sul suo erogatore, quasi mai su quello d'emergenza poiché preso dal panico non capisce più una fava.
Ma questa è un'altra storia.
spero di essere stato più chiaro
sennò ditemelo.

ciao Very Happy

il dir

carissimo Rana, le altre cause che tu descrivi e cioè freddo, stanchezza, paura provocano una sincope che si chiama idrocuzione. Per uscire da quella non basta essere in due ci vuole un defibrillatore, significa che ti devi immergere con al seguito una unità del 118. Che io sappia nessun apneista è mai morto per idrocuzione, sincope che ha invece falcidiato migliaia di bagnanti comuni.
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barkino
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MessaggioInviato: Sab Ago 14, 2010 10:41 am    Oggetto: Re: rana Rispondi citando

delfinobianco ha scritto:

Si fa la testa come un pallone ai sub per l'immersione in coppia ma nessuno si preoccupa di spiegare che cosa deve fare realmente un buddy quando a -40 il suo compagno si fionda (sottolineo FIONDA) sul suo erogatore, quasi mai su quello d'emergenza poiché preso dal panico non capisce più una fava.
Ma questa è un'altra storia.
spero di essere stato più chiaro
sennò ditemelo.

ciao Very Happy

il dir




Buongiorno Dir

Ho letto con molta attenzione e condiviso l'interessantissimo post.

In particolare stai sottolineando una situazione sulla quale di sicuro hai avuto riscontri diretti.

Potresti al riguerdo insegnarci qualcosa che normalmente nei corsi non ti dicono????

Grazie
Barkino
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RANA
Marinaio Scelto
Marinaio Scelto


Registrato: Aug 17, 2009
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MessaggioInviato: Sab Ago 14, 2010 2:42 pm    Oggetto: Rispondi citando

Caro Direttore, per primo, oltre a ringraziarla per la pronta risposta la ringrazio anche per non avermi “falciato” Very Happy .

Piccola premessa limitiamo, se lei è d’accordo, il discorso all’apnea.
Non mescoliamo il discorso sulla validità del sistema di copia indifferentemente da immersioni con le bombole, immersioni con l’ARO e in apnea.
Al di fuori dell’apnea, ripeto con alcuni distinguo concordo con lei Wink .

Io penso di non averla fraintesa per quanto riguardano i concetti di iperventilazione e/o decarbonizzazione.

Il suo successivo intervento ha evidenziato meglio la diversità delle nostre posizioni, io non nego quanto lei ha detto a riguardo del ruolo della CO2 nell’ “avvisarci” del pericolo ma continuo per una serie di motivi che cercherò di spiegarle a sostenere quanto segue:

Anche se non si effettua iperventilazione e/o decarbonizzazione, anche se si fa apnea respirando “normalmente” (nel modo da lei descritto) non abbiamo un grado di certezza (per me) accettabile di non incorrere in una perdita di coscienza.

Senza contare che l’errore umano (per esempio: febbre da trofeo) è sempre in agguato.

Per questa ragione continuo a sostenere che in apnea la presenza di un compagno d’immersione in grado d’intervenire con cognizione di causa è necessaria.

Mi permetto di chiedere il seguente suo parere: se sulla verticale di questi sfortunati ragazzi ci fosse stato un compagno attento e pronto ad intervenire queste tragedie si sarebbero potute evitare ?

Concordo con lei che nella pratica dell’apnea è facile perdere la concentrazione e distrarsi a tal punto da rendere il sistema di copia una falsa certezza ma questo è un altro discorso non intacca la necessità ma soprattutto l’importanza di avere un compagno attento, capace e pronto.

Se è d’accordo vorrei confrontarmi con lei su queste, io penso, importanti tematiche addentrandoci nel discorso della “sincope”.

Mi permetto di aprire il discorso al fine di spiegare, come ho premesso, le ragioni delle mie convinzioni.

Noi laici della medicina abusiamo del termine “sincope”.
Hanno fatto una ricerca alcuni neurologi (mi pare di Bologna) su tutti gli studi fatti sulla sincope al fine di arrivare alla sua essenza, alla sua definizione.

Questo perché con il termine sincope si fa riferimento a tantissime situazioni.

La sincope è una perdita temporanea di coscienza, che fuori dall’acqua comporta una caduta e probabilmente un conseguente trauma.

Il problema è proprio questo, la perdita di coscienza è un campo vastissimo dove troviamo anche la sincope insieme ad altre diecimila cose.

Nel 2004 mi pare si è giunti a una definizione mondiale unitaria della sincope

Chiedo aiuto Confused (Grongo e/o di chi è nel settore medico) io sono un "ignorantone" che ignora ma cerca di documentarsi potrei dire e sicuramente dico delle cavolate Embarassed visto l'importanza dell'argomento vi chiedo la cortesia di correggere eventuali mie castroneriere.

La sincope è un sintomo definito come una perdita di coscienza transitoria, autolimitante (cioè si evolve arrivando ad arrestarsi da sola) che normalmente comporta la caduta, di esordio rapido la cui ripresa è spontanea completa ed abitualmente pronta.

Il meccanismo sottostante che la genera è una transitoria ipoperfusione cerebrale (arriva poco sangue al cervello).

Da questo meccanismo possiamo riassumere la seguente classificazione delle sicopi:

Sincope cardiaca il cuore non spinge a sufficienza il sangue che arriva poco al cervello.

Sincope ipotensiva quando viene meno il controllo della costrizione dei vasi sanguinei causando un abbassamento della pressione e conseguente ipoperfusione cerebrale.

Sincope emorragica, poco sangue.

Sincope neuro-mediata, da spavento, contrazione dei vasi cerebrali (poco sangue).

Come si vede il comune denominatore di tutte le sincopi cosi definite è e rimane la presenza di ipoperfusione cerebrale ossia poco sangue al cervello.

Nell’apnea la perdita di coscienza (quella da lei descritta causata da apnea protratta volontaria o involontaria non ha importanza) nella realtà non è una sincope in quanto non si ha ipoperfusione cerebrale ma il flusso sanguineo al cervello rimane normale e/o addirittura aumentato (dalla dilatazione dei vasi cerebrali indotta dalla CO2).

Quella che comunemente chiamiamo sincope (erroneamente) nella realtà andrebbe chiamata “perdita di coscienza per apnea protratta”.

Scusi questo lungo panegirico di parole ma era necessario a far comprendere che:

anche se si respira normalmente e “allontaniamo” il problema della perdita di coscienza per apnea protratta rimaniamo sempre a rischio della sincope prorpiamente detta che esiste anche nell’apnea:

per esempio quella termo differenziale (un tempo chiamata idrocuzione) che di fatto è una vera e propria sincope, o quella indotta da uno spavento e/o da un forte e improvviso stress (sincope neuro-psichica).

Se a ciò aggiungiamo tutto il discorso sulla "samba", se a ciò aggiungiamo che studi recenti hanno dimostrato che un apneista professionista in perfette condizioni già in un tuffo a bassa profondità presenta un’attività cardiaca con alcune aritmie per me è ragionevole dover considerare che:

una perdita di coscienza è, purtroppo, sempre possibile e/o con probabilità tali da non consentirci di non avere un compagno pronto, attento e capace.


Cordialmente
Rana
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MessaggioInviato: Sab Ago 14, 2010 8:18 pm    Oggetto: Rana scrive Rispondi citando

Rana scrive:
Citazione:
Senza contare che l’errore umano (per esempio: febbre da trofeo) è sempre in agguato.

Lascio a Grongo se lo vorrà il compito di condire la tua insalatona, perché io anche se esperto, non sono un medico.
Aggiungo solo che quando scrivi la frase che ho riportato tu con "febbere da trofeo" entri in un mondo che io ho sempre malvisto.
Nei record e nelle gare è evidente che non solo ci vuole il compagno d'immersione ma le motovedette e l'unità di pronto intervento del 118 con l'elicottero.
Io parlavo invece di un semplice "cristo" che decide di fare pesca subacquea.
Tutta un'altra cosa, noi che abbiamo dedicato la nostra vita al mare non abbiamo mai provato quella che tu definisci "samba" e che ti mette nell'elenco degli informati. Sappi però che uno dei miei amici più cari si chiama Umberto Pelizzari che conobbi quando era ancora un vigile del fuoco.
Quindi non rimango sorpreso del termine che tanto scompiglio invece potrebbe portare nel mondo dei semplici apneisti.
Il "samba" è praticamente l'entrata in sincope ed è un movimento convulso delle cambe "samba" che nei record mondiali di apnea, vale la squalifica del concorrente, proprio perché si evidenzia che ha tirato troppo e se fosse solo sarebbe anche morto.
Quindi se tu tenti di fare il record mondiale e ci riesci, ma al ritorno quando giungi in superficie accenni a un "Samba" sei squalificato.
Ma tutto questo che c'azzecca con la pesca subacquea?
E dove li trovi tu sti amici che fanno duecento chilometri e poi invece di cacciare ti fanno da balia?
Certo che con la balia è meglio... basta trovarla!

Very Happy

ciao
il dir
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gavno
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MessaggioInviato: Dom Ago 15, 2010 9:00 pm    Oggetto: stavolta voto "RANA".. Rispondi citando

In estrema sintesi, io, come RANA, raccomando invece di andar mai soli in Apnea.. ma non "raccomando" come metter la maglia di lana.. ma bensì che senza NON si va .. e basta! (per me).

Anche questo apneista morto di martedì ("Antonio Sforza 47 anni") http://www.marescoop.com/ftopict-2329.html a mio avviso con un compagno di immersioni a far quel che doveva fare si sarebbe evitato ("..l’uomo sarebbe annegato perchè non sarebbe riuscito a slegare dalla propria gamba la cima della fiocina che si era infilzata in uno scoglio. Il sub era in immersione in apnea, segnalata con la boa rossa, a poche decine di metri dalla riva in una zona dove il fondale è a circa 5 metri"..)..

Idem (ed abbiamo già altrove scritto i requisiti di un compagno di immersioni in apnea.. durante la pesca... http://www.marescoop.com/ftopic-2287-days0-orderasc-15.html ) per questa nuova morte appena da me postata http://www.marescoop.com/ftopicp-29119.html#29119 ("Alessandro Mazzotta, 33enne di Lecce")

Visto che si sta parlando di tre apneisti morti, tre casi concretissimi, nel giro di cinque giorni.. penso che sta "balia" se non la si trova non si va a pesca, punto!

Tra l'altro perché balia? Chi gli chiede di star tutto il periodo con le mani in mano e guardare?? Pesca pure lui ma NON mentre l'altro sta sotto... si deve stare alternativamente in superficie, con la ovvia premessa di esser di pari capacità, ben attenti attraverso la maschera a guardar dall'alto .. non mi sembra un compito ne da balia ne da crocerossina... secondo me.

GavNo

P.S.: comunque i morti in apnea non sono "solo".. questi di cui sopra.. giovedì: http://www.marescoop.com/ftopict-2332.html c'è stato anche questo ragazzo pisano.. qui proprio non mi pronuncio.. sto "sangue dalla bocca e dal naso" non mi quadra tanto..
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gavno
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MessaggioInviato: Lun Ago 16, 2010 12:11 pm    Oggetto: e magari fossero solo quelli.. Rispondi citando

...comunque il bollettino di morti di apneisti/pescatori è ben superiore.. solo a voler guardar indietro di qualche settimana, oltre a questo 25enne nelle acque di Capo Ferrato (CA) http://www.adnkronos.com/IGN/News/Cronaca/Cagliari-giovane-sub-annega-nelle-acque-di-Capo-Ferrato_729507160.html (non è indicato cognome/nome) .. c'è il ventenne Luigi Muceli, morto i giorno 3 di questo mese:
http://lanuovasardegna.gelocal.it/dettaglio/tragedia-a-marina-di-cardedu-annega-sub-di-ventanni/2224100

"Tragedia a Marina di Cardedu, annega sub di vent'anni

Si era immerso per una battuta di pesca lunedì pomeriggio. Gli amici, non vedendolo rientrare, avevano lanciato l'allarme e le ricerche erano scattate immediatamente. Il corpo di Luigi Muceli, 20 anni, originario di Jerzu, è stato trovato stamattina nelle acque di Gairo Cardedu, in Ogliastra

NUORO. E' stato trovato morto questa mattina il giovane sub di Jerzu scomparso da lunedì pomeriggio nelle acque di Gairo Cardedu a "Su Sirboni", sulla costa centrorientale della Sardegna. Luigi Muceli, di 20 anni, è stato individuato dai sommozzatori dei vigili del fuoco che assieme ai carabinieri della locale compagnia cercavano il giovane. L'allarme era stato dato dai compagni della vittima.

Nel pomeriggio di lunedì Muceli, che era in spiaggia con amici, aveva deciso di immergersi per una battuta di pesca ma non aveva fatto più ritorno a riva. I compagni non vedendolo riemergere avevano dato l'allarme.

Le ricerche sono proseguite per tutta la notte e il cadavere è stato ritrovato verso le 7,30 dalle squadre dei vigili di Lanusei e Tortolì. Il corpo è stato recuperato e trasportato da una motovedetta della capitaneria di Arbatax. (03 agosto 2010)
"



http://www.tg1.rai.it/dl/tg1/2010/articoli/ContentItem-a1b38f31-902e-4355-a774-bc84e0d76cfb.html

"Giovane sub annega in mare davanti alle coste di Ogliastra

E' stato ritrovato questa mattina il corpo di Luigi Muceli, vent’anni, il ragazzo che ieri pomeriggio è scomparso tra le acque della spiaggia di Su Sirboni, a Marina di Gairo. Era uscito da solo per una battuta di pesca.

NUORO - Aveva solo 20 il giovane che ieri è stato inghiottito dalle acque del suo mare, a Olgiastra, davanti a Marina di Cardedu. Luigi Muceli, originario di Jerzu, aveva lasciato gli amici in spiaggia nel pomeriggio ed aveva deciso di uscire da solo per una battuta di pesca.

BATTUTA DI PESCA. Nel pomeriggio di ieri Muceli, che era in spiaggia con amici, aveva deciso di immergersi per una battuta di pesca ma non ha fatto più ritorno a riva. Un amico, non vedendolo rientrare, ha lanciato l'allarme chiamando il numero di soccorso della capitaneria di porto. Sono scattate immediatamente le ricerche in tutta la zona. Le ricerche sono proseguite per tutta la notte e il cadavere è stato ritrovato questa mattina dalle squadre dei vigili di Lanusei e Tortolì.

MAI DA SOLI. Il corpo del giovane pescatore subacqueo è stato trovato a dieci metri di profondità nelle acque della località "Su Sirboni", sulla costa centrorientale della Sardegna. Recuperato dai sommozzatori dei vigili del fuoco, è stato trasportato con una motovedetta della guardia costiera al porto di Arbatax.
"



GavNo
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MessaggioInviato: Lun Ago 16, 2010 5:00 pm    Oggetto: Bah Rispondi citando

Bah!
Fate come vi pare...
uno ci prova

poi


Very Happy

il dir


ps. come fate a sapere che quelli non si erano ventilati? Muoiono perché si iperventilano non perché non hanno il compagno
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MessaggioInviato: Lun Ago 16, 2010 9:38 pm    Oggetto: Re: rana Rispondi citando

delfinobianco ha scritto:

Dunque voi siete scesi con una bassissima presenza di CO2, mentre siete giù consumate ossigeno che si trasforma in CO2, quando la CO2 raggiunge una certa saturazione partono gli stimoli diaframmali, ma potrebbe essere tardi per la vostra PPO2. A quel punto risalite e la PPO2 precipita, va sotto la soglia minima per legare con l'emoglobina del sangue e mentre arrivate in superficie andate in sincope.

Altra causa dell'abbattimento della PPO2 è l'espirazione in fase di risalita.
Un apneista lo sa.
Un sub magari anche no, ed è abituato ad espirare.....
Non sapendo la preparazione della persona dell'articolo, si potrebbe azzardare anche questa ipotesi.

Per ciò che concerne il compagno, ho la tendenza ad essere d'accordo con il dir. Non dico che non serva mai a nulla, ma di sicuro non è la panacea di tutto.
Ciao.
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MessaggioInviato: Mer Ago 18, 2010 1:06 pm    Oggetto: Rispondi citando

Ciao RANA!
Credo di aver capito il tuo pensiero, ma l' "insalata" sulla sincope porta fuori strada!
Il tema sincope, è talmente vasto e complesso che ridurlo a poche righe è impossibile... per questo non risulti chiaro!

La sincope è un'improvvisa e transitoria perdita di coscienza!
L'incidenza, sulla popolazione generale, è circa il 3% e tende ad aumentare con l'età.
La sincope può essere l'esordio di una varietà di disordini che vanno dall episodio benigno alla morte improvvisa!
Le cause di sincope sono molte, tanto che vengono raggruppate in "sincope cardiogena", "sincope non cardiogena" e "sincope da causa indeterminata".
La sincope non cardiogena, in genere, viene classificata in altre otto categorie, di cui la più importante, è la sincope neurocardiogena!
La sincope neurocardiogena, o svenimento comune, è la più frequente ed è considerata una anomalia delle complesse interazioni neuro-cardio-vascolari, responsabili del mantenimento di una corretta perfusione cerebrale e sistemica. In questa anomalia, si riconosce una riduzione dell'azione di pompa del cuore, per marcata bradicardia (riduzione della frequenza cardiaca) ed una insufficienza vascolare per aumento del volume del letto vascolare (vasodilatazione)!
Un'altra categoria di sincope non cardiogena, è la "sincope situazionale". Con questo termine, si identifica un gruppo di sindromi definite dalle circostanze che hanno scatenato l'evento! Fra queste, ricordo, la sincope da tosse, la sincope da deglutizione, la sincope da defecazione e... la sincope del subacqueo!
La sincope del subacqueo, rispetto a tutte le altre, è poco frequente e poco conosciuta e, purtroppo, può sfociare direttamente nella morte improvvisa!!!! Alcuni casi possono essere ricondotti ad una sincope neurocardiogena, cioè ad una diminuzione della frequenza cardiaca ed una vasodilatazione!
Esiste anche un'altro gruppo di sincope, quella "metabolica"! Di queste, voglio ricordare solo la "sincope correlata all'ipossia". Questa sincope, può essere determinata direttamente dall'ipossia, oppure essere una sincope neurocardiogena iniziata durante un episodio di ipossia!

Potrei andare avanti, ma non servirebbe a nulla! In ciò che ho detto sono presenti tutti gli elementi di riflessione che servono a noi e che RANA cercava di dirci (almeno come ho capito io!): chiunque può incappare in una perdita di coscienza... un apneista subisce gli stimoli per una sincope neurocardiogena, non solo, a questi si associano, sinergicamente, l'ipossia e la bradicardia conseguenti al riflesso da immersione!!!! Quindi l'apneista è più soggetto alla sincope e, dato che la subacquea è uno sport in ambiente estremo straordinario, più che mai necessita di un soccorso tempestivo e corretto!
Credo che, almeno sin qui, siamo tutti daccordo!
Il problema nasce da due ulteriori considerazioni:
E' corretto spingere le immersioni sino al punto di "non ritorno" dei nostri meccanismi di compenso metabolici e, di conseguenza, rischiare la sincope in acqua? Tutto indipendentemente dalle motivazioni!!!
E' giusto ed intelligente identificare il soccorso "tempestivo e corretto" nel sistema di coppia come normalmente si intende?
Il mio pensiero su questi due punti l'ho espresso molte volte ed è, in linea di massima, simile a quello del Dir, quindi non mi ripeto!

Carissimo RANA, scusami, ma questa tua affermazione:

Citazione:
In apnea non si muore in due, si muore da soli.

...è una emerita cazzata!

Con stima e simpatia
Grongo
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