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Mal di mare
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Autore Messaggio
MarenaSub
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MessaggioInviato: Ven Ott 16, 2009 1:03 pm    Oggetto: Mal di mare Rispondi citando

Come fate Voi a risolvere il problema, ammesso che lo abbiate .
P.S. Perchè al Garda , anche quando è incazzato , non ho questo problema ?
_________________
GAV ? Preferirei di NO
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Orco
Marinaio Scelto
Marinaio Scelto


Registrato: Jun 30, 2006
Messaggi: 203
Località: alessandria

MessaggioInviato: Ven Ott 16, 2009 3:38 pm    Oggetto: Rispondi citando

All'inizio (1980) e ovviamente parliamo di trasferimento sul punto di immersione con barca, le ho provate tutte dai prodotti farmaceutici alle acciughe salate con pane secco a colazione. Niente da fare. Poi la scelta era se rinunciare alle immersioni o soffrire il mal di mare, fanculo al mal di mare ho detto. Anno dopo anno mi ci sono abituato ed ora ne soffro raramente. Un medico mi disse che ci avevo fatto l'abitudine. Poi ho dovuto fare il possibile affinchè nei corsi gli allievi sensibili al problema non fossero afflitti dal "vomitone", agendo su due fronti (psicologico e fisico). Mai esasperare il problema prima di effettuare l'immersione (il :qualcuno soffre il mal di mare? và scoperto per tempo e non davanti al molo), non far viaggiare i sub a muta completamente indossata,evitare le costrizioni( colli in neoprene e lattice stretti è quanto di meglio per soffrire il mare) evitare di eseguire durante il tragitto operazioni che si potevano fare agevolmente sul molo es. sostituzione laccioli, or, fissare lampade o altro. La gente che và in mare davvero potrà fonirti altri rimedi.
Chi come Te ha la fortuna di avere il lago a portata di pinna e gli dà del tu non si è mai posto il problema di soffrire il mal di lago in quanto non se ne parla, si parla solo di mal di mare.
Personale opinione.
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cris
Nocchiero
Nocchiero


Registrato: Jan 30, 2009
Messaggi: 359

MessaggioInviato: Ven Ott 16, 2009 4:09 pm    Oggetto: Rispondi citando

xamamima un'ora prima di partire con la barca
e funziona
alle maldive comunque, dopo una settimana in barca, mi ci sono abituata e l'ho presa solo il primo giorno
mah
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MarenaSub
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Registrato: May 25, 2004
Messaggi: 1080

MessaggioInviato: Ven Ott 16, 2009 4:35 pm    Oggetto: Rispondi citando

Ho sentito parlare di braccialetti/polsini , ma come si fa ad utilizzarli con la muta ? So che usano l'azione meccanica per risolvere il problema , quindi no chimica tipo xamamina che fra l'altro dopo un paio d'ore mi rincoglionisce .
_________________
GAV ? Preferirei di NO
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WolWerine1970
Marinaio Scelto
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Registrato: Nov 24, 2006
Messaggi: 212

MessaggioInviato: Ven Ott 16, 2009 7:01 pm    Oggetto: Rispondi citando

Non si utilizzano in immersione.
Prima e dopo.
Non funzionano per tutti, ma ho notato benefici a tutti coloro a cui li ho consigliati.
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delfinobianco
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MessaggioInviato: Ven Ott 16, 2009 7:59 pm    Oggetto: Il mal di mare Rispondi citando

nella vita ci sono tanti mal:
il mal d'auto, il mal d'aereo, il mal di testa, il mal di pancia, il mal di schiena e ovviamente anche il mal di mare.
Chi vi scrive vive da sette anni su una barca, che ha già affrontato tutte le possibili condizioni meteo.
Ebbene, credete che io non senta mai gli effetti del mal di mare? Errore, mi basta cambiare barca per avvertire che qualcosa non viene più metabolizzato nel medesimo modo.
Noi diciamo è cambiato il "passo", ogni barca ha il suo passo.
Il mal di mare viene determinato dalla differenza di pressione sui timpani che genera una sorta di sintomatologia simile ad una intossicazione. Quindi si vomita. Purtroppo alla base di tutto c'è anche l'aspetto psicologico, che a sua volta viene aumentato ed estremizzato dalla condizione fisica.
Stress, cattiva digestione, mancata evacuazione dell'intestino, stanchezza, mancanza di adattamento all'ambiente e chi più ne ha più ne metta.
A tutto si somma poi infine l'idiozia umana.
Chi ha il mal di mare viene visto come un soggetto di serie "B" e questo aumenta la mal disposizione di molti soggetti che ad un certo punto tendono ad isolarsi per non "far vedere".
Sono contento che siate voi a parlarne, poiché questo è uno dei veri problemi di chi va per mare.
Diciamo subito che esistono dei cerotti da mettere dietro l'orecchio, 30 minuti prima di salire a bordo, che bloccano uno dei due timpani grazie all'azione della scopolamina. Se siete abituati a patire il mal di mare questi cerotti dovete metterveli, prima di salire in barca quando siete arrivati al mare. Vi renderanno un po' citrulli, ma v'impediranno di soffrire soprattutto nell'impatto del vostro organismo con il mare. Superato il primo giorno se non si scende dalla barca, i sintomi si attenuano fino a scomparire. Se invece iniziate a stare male, non serve più prendere le pastiglie o mettere i cerotti, la situazione diventa molto più dura.
Ricordo in una trasferta verso Ischia, partendo dalle Grazie di Porto Venere, 36 ore di mal di mare, senza interruzione, una vomitata ogni due o tre minuti, mentre dovevo governare la barca. Ricordo che mi muovevo con il secchio al seguito. Dopo 36 ore di sofferenza mi sono addormentato sfinito dietro il tambuccio ed al risveglio, non potevo ridere perché lo stomaco mi doleva, ma mi era passato.
Ho visto con i miei occhi, pescatori professionisti in Corsica, vomitare con un mare forza otto, per recuperare le reti con le aragoste, io quel giorno ridevo, perché a dispetto di tutto stavo benissimo e loro fra una vomitata e l'altra ridevano con me, ben consci che magari il giorno dopo vomitavo io e loro stavano bene.
Che significa? Che oggi sei così e domani sei in un altro modo.
Isabelle Autissier, grande velista campionessa della Vendèe Globe, i primi due o tre giorni vomita. Fino a quando si abitua al mare ed al passo della barca.
Un buon metodo per combattere il mal di mare è stare all'aria aperta, evitare la sentina e l'odore di sentina, impegnarsi in operazioni come pilotare la barca, ma il rimedio migliore è sbattersene le palle.
Se salite in barca con della vera gente di mare, ignoreranno completamente il vostro star male, aiutandovi però se necessario.
Nessuno vi guarderà con aria di sufficienza poiché la gente di mare sa che cosa è il mal di mare e sa che oggi a te domani a me, prima o poi colpisce tutti.
Ad aumentare i problemi sono:
stanchezza, mancanza di sonno, stress da viaggio.
Perché al lago non mi viene il mal di mare?
Perché manca l'onda profonda, quell'onda lunga tipica del mare dove si sale e si scende di parecchi metri sena quasi rendersene conto.
L'idea poi di stare sotto esame da parte di coloro che stanno sul mare tutti i giorni amplifica il problema.
Chiunque nelle mie condizioni, diventa un "lupo di mare", per forza, stai 365 giorni all'anno a ballare, beccheggiare e rollare ed alla fine non ti accorgi nemmeno più del problema.
Se può esservi d'aiuto, non lasciatevi intimorire dagli sguardi di certa finta gente di mare. Siete voi che potete giudicarli, proprio in funzione del loro atteggiamento nei confronti del mal di mare. Quelli che dicono: "io non lo patisco" con quella espressione che ben conosciamo, sono dei coglioni, che nel mare del nord, in una tempesta con onde di venti metri, cacciano fuori anche il pancreas.
Ripeto e termino, la vera gente di mare vede il mal di mare, come il male minore. Si tratta di un effetto passeggero, a volte duro da mettere a dormire, ma comunque passeggero.
Certo che le mute stagne che strozzano con il collo in lattice, aumentano notevolmente la predisposizione, la stessa muta, indossata, anche se non stagna aumenta il mal di mare, gli occhiali d sole aumentano il mal di mare, tutto ciò che è odore aumenta il mal di mare.
RIMEDIO: fottersene
Pensare che l'uomo che vi guarda con aria di sufficienza è un coglione, il vero uomo di mare vi guarderà con affetto, come si guarda un bimbo che rigurgita. Gli uomini di mare sono avvezzi al vomito come alla cacca, alla piscia, come all'odore di pesce e a tutto ciò che è umano e naturale.
In mare non c'è posto per nient'altro, tutto quello che conoscevate a terra mettetelo da parte. Quando siete in mare LUI comanda, può farvi star bene, male, stancarvi o uccidervi, ma se arrivate con queste semplici considerazione nella mente siete già avanti.
Il mal di mare è un niente, normale, come il vento, la pioggia, il sole.
Fa parte del bagaglio che ogni uomo di mare deve mettere in conto, arriverà anche dopo anni d'esperienza. E allora? Allora prendi il secchio, vomita e vai alle manovre e ricordati di vuotare il secchio sotto vento!

ciao

il dir
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Il rebreather per uso sportivo è mortale. Il REB uccide. Chiunque vi dica che può uccidere sta mentendo. E' immorale coinvolgere altre persone nei nostri tentativi di suicidio.
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Andy100
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MessaggioInviato: Ven Ott 16, 2009 8:17 pm    Oggetto: Rispondi citando

Credo di non aver mai letto una descrizione piu' bella del mal di mare...ti viene quasi voglia di averlo... Very Happy
Ciao
Andrea
PS e il mal di terra?...dopo giorni e giorni in barca metti piede a terra e preghi di ritornare a bordo sicuro nel tuo beccheggiare che ti culla. L'immobilità del molo ti da la nausea peggio del mare che ti ha fatto soffrire.
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cris
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MessaggioInviato: Ven Ott 16, 2009 8:34 pm    Oggetto: Rispondi citando

giusto
provato anche il mal di terra
e uno si chiede "ma perche' non tornare in barca? "
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delfinobianco
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MessaggioInviato: Ven Ott 16, 2009 9:20 pm    Oggetto: C'è di peggio Rispondi citando

C'è di peggio,
questo non so come chiamarlo; ma se io sono a terra e parlo con uno che sta su una barca e che quindi va su e giù, mi viene la nausea.
Se invece sono in barca e parlando con qualcuno che è a terra vado su e giù sto benissimo-
Comunque, alla fine ci si abitua e non fa più alcuna differenza stare a terra come in mare.
C'è un adattamento costante.
Il primo anno che state su una barca avete pura di tutto, dieci anni dopo avete paura solo quando c'è veramente da aver paura.
Poi piano piano avviene la simbiosi fra l'uomo e il mare ed è a quel punto che i due diventano indivisibili.

Straulino respirava mare e sapeva leggere il tempo guardando il cielo e sentendo il vento, credo che l'unica cosa triste della sua vita sia stata quella di morire in un ospedale.
Io spero, nella peggiore delle ipotesi, di morire almeno in una NAVE ospedale.
Se invece mi va bene, scomparirò come tanti altri prima di me. Ingoiato dal mare. Partito e mai più tornato. Very Happy

ciao

il dir
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WolWerine1970
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MessaggioInviato: Ven Ott 16, 2009 9:49 pm    Oggetto: Re: Il mal di mare Rispondi citando

delfinobianco ha scritto:

Il mal di mare viene determinato dalla differenza di pressione sui timpani che genera una sorta di sintomatologia simile ad una intossicazione.


?
Veramente io avevo sempre pensato che il mal di mare, il mal d'auto, d'aereo... il mal da trasporto, insomma, fosse la chinetosi, e non fosse dovuto ad una differenza di pressione sui timpani... anche perchè non avrei idea della causa scatenante questa differenza di pressione... navigando. Faccio fatica a credere che la differenza sia tra l'altezza cresta/cavo dell'onda. Very Happy
Potrebbe illuminarmi su questa differenza di pressione? Non la avevo proprio mai sentita.
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gavno
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MessaggioInviato: Ven Ott 16, 2009 11:25 pm    Oggetto: ...pure io.. Rispondi citando

WolWerine1970 ha scritto:
delfinobianco ha scritto:

Il mal di mare viene determinato dalla differenza di pressione sui timpani che genera una sorta di sintomatologia simile ad una intossicazione.


...cut...
e non fosse dovuto ad una differenza di pressione sui timpani... anche perchè non avrei idea della causa scatenante questa differenza di pressione... navigando. Faccio fatica a credere che la differenza sia tra l'altezza cresta/cavo dell'onda.
...cut...


....invero anche io non pensavo (...tranne che anziché all'onda ci si riferisse al vento..), chissà se Grongo nottetempo qualcosa vorrà aggiungerla?
Per intanto lo saluto! (ciao)
Gavno
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"Il gav è per il subacqueo come il salvagente per chi non sa nuotare " (COM.TE RAIMONDO BUCHER)
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cris
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Registrato: Jan 30, 2009
Messaggi: 359

MessaggioInviato: Sab Ott 17, 2009 8:53 am    Oggetto: Rispondi citando

io ho trovato questo in rete:

Che cosa è il mal di mare?
Il mal di mare è un disturbo a carico delle strutture dell'orecchio interno innescato dalla continua esposizione a movimenti ripetuti quali quelli che si avvertono su una barca in navigazione. Poiché le strutture dell’orecchio interno (il cosiddetto labirinto) sono deputate a controllare l'equilibrio del nostro corpo, il mal di mare influenza il senso di orientamento spaziale dei soggetti che ne soffrono.


Come si cura il mal di mare?
Per la prevenzione ed il trattamento del mal di mare si possono usare farmaci a base di scopolamina. La scopolamina viene utilizzata sotto forma di cerotto transdermico che va applicato dietro l'orecchio 2 ore prima di mettersi in viaggio, e all’occorrenza, può venire applicato anche con il vomito in atto. Un cerotto resta efficace fino a 72 ore e, in caso di necessità, trascorso tale lasso di tempo, è possibile applicare un nuovo cerotto in sostituzione di quello esaurito.

Un'altra categoria di farmaci utilizzata per prevenire il mal di mare è rappresentata dagli antistaminici a base di dimenidrinato. Questi farmaci bloccano la nausea ed il vomito riducendo lo stimolo a livello dell'orecchio interno e sono disponibili sia in forma di compresse o supposte che di gomme da masticare. Le supposte sono indicate nel caso risulti difficile l’assunzione per via orale. La loro efficacia è paragonabile a quella della scopolamina, ma in caso di viaggi prolungati è opportuno ripetere la somministrazione a intervalli di 4-6 ore. A prescindere dal tipo di farmaco utilizzato, le medicine contro il mal di mare sono generalmente più efficaci se assunte prima del manifestarsi dei sintomi.


Quali sono i sintomi del mal di mare?
I sintomi del mal di mare includono nausea, vomito e sensazione di vertigine sovente accompagnati da sudorazione intensa e da una generale sensazione di disagio.


C'è differenza fra mal di mare, mal d’aria e mal d’auto?
Il mal di mare è una patologia da movimento esattamente come il mal d’auto ed il mal d’aria e, come questi ultimi, rientra a pieno titolo nella più generale categoria dei mali da viaggio o cinetosi. A prescindere dal contesto in cui la sintomatologia si presenta, si tratta quindi sempre del medesimo disturbo (vedi “Che cos’è il mal di mare”).


In che modo il mal di mare interessa il nostro senso di equilibrio?
I sintomi del mal di mare compaiono quando il sistema nervoso centrale riceve informazioni contrastanti in merito alla posizione del nostro corpo nello spazio. Nel mal di mare avviene che, mentre la vista recepisce la staticità del corpo rispetto all’ambiente esterno (cioè la barca), i sensori del labirinto registrano il movimento prodotto dalla navigazione e dalle onde. Questo contrasto fa si che giungano al cervello delle informazioni che questo non è in grado di elaborare correttamente. In particolari circostanze o in soggetti particolarmente predisposti, ciò determina la comparsa della sintomatologia.


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RANA
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Registrato: Aug 17, 2009
Messaggi: 248

MessaggioInviato: Sab Ott 17, 2009 9:46 am    Oggetto: Rispondi citando

Condivido quanto scritto da CRIS.

Io, non sono un medico e quanto andrò a dire sono solo delle mie considerazioni del tutto opinabili ma secondo me il mal di mare è un problema psicologico e non fisiologico.

Non penso che fisiologicamente ci siano delle differenza tra un soggetto che soffre il mal di mare e uno che non lo soffre, mi spiego non penso che nel soggetto che soffre ci sia in atto un processo patologico di natura fisica per esempio un infiammazione, un danno a qualche parte del corpo e/o una parte che non funziona a dovere.

Sono portato a credere che il problema mal di mare nasca dal tipo “sistema operativo” che adotta la nostra mente.

Paragonando il cervello a un computer possiamo individuare l’hardware come l’insieme delle cellule nervose, le sinapsi e quant’altro che fisicamente compongono il cervello, generalizzando possiamo dire che la struttura fisica del cervello sia uguale in tutti i soggetti e una seconda parte il software, ossia, le istruzioni che permettono al cervello di controllare i vari aspetti del nostro esistere, il software ha una parte inconscia non controllabile dal nostro raziocinio e una parte conscia il nostro raziocinio.

La parte inconscia possiamo vederla come il sistema operativo e il raziocinio come le applicazioni.

Il sistema operativo di un computer è preposto al controllo e alla gestione di tutti i sistemi hardware al fine di asservirli e di fungere da interfaccia alle applicazioni.

Il nostro cervello utilizza delle nozioni in maniera inconscia per controllare e gestire varie informazioni provenienti dal nostro corpo e di cui noi ne razionalizziamo solo il risultato finale di questi processi.

Per esempio noi abbiamo, nei sensi principali, una percezione tridimensionale (del suono, della profondità di ciò che vediamo) e per far ciò la natura si ha dotati di due organi per i maggiori sensi (due occhi, due orecchie, due zone vestibolari).
Quando ascoltiamo e/o vediamo razionalmente percepiamo solo la direzione del suono e la profondità di ciò che vediamo ma non il processo logico che ha portato a ciò elaborando due immagini e/o il ritardo di ascolto tra le due orecchie che al contrario avviene a livello inconscio anche se è un operazione di “logica”.

Lo stesso vale per l’equilibrio soltanto che l’equilibrio è ancora di più un processo complicato in quanto a livello inconscio il nostro cervello per darci il senso dell’equilibrio processa molte informazioni non solo quelle derivanti dalle due zone vestibolari dove grazie ai canali semicircolari comprende la posizione della testa nello spazio ma anche dalla vista, dall’udito ecc ecc.

Cosi come sopra definito il sistema operativo del nostro cervello nasce con alcune informazioni di base date dall’evoluzione che ha “stampato” nel genoma alcuni comportamenti istintivi necessari a poter sviluppare il resto e dalle nostre esperienze, il bambino non sa tenersi in piedi non sa neanche gattonare ma sa attaccarsi al capezzolo per mangiare ma attraverso le esperienze impara a gattonare e poi a camminare e tutto questo diventa un processo inconscio; il sistema operativo inconscio si evolve con le esperienze.

Non abbiamo tutti le stesse esperienze non percepiamo tutti nella stessa maniera.

Normalmente viviamo, costantemente, con una parte di noi ben piazzata su un punto fisso, quando siamo seduti, quando camminiamo abbiamo sempre n piede per terra, quando dormiamo ecc. ecc.

Il nostro cervello a livello inconscio si abitua o meglio si adatta a interpretare questi segnali, ma quando siamo in mare, in macchina, in alta quota, ecc, ecc, tutto questo cambia.

In mare il punto fisso oscilla costantemente e questa oscillazione cambia la percezione, non è detto che il nostro cervello in quel contesto sia in grado di razionalizzare e quando non ci riesce entra in conflitto generando il disturbo che come un emozione si ripercuote principalmente sullo stomaco per tutta una serie di motivi che possiamo banalizzare in un concetto, nello stomaco si dice ci sia un secondo cervello in grado di somatizzare le emozioni.

Con il passare del tempo il cervello si costruisce degli schemi nuovi e si adatta, allo stesso modo passando tanto tempo in barca il cervello impara e si adatta a interpretare quelle specifiche percezioni il mal di mare diminuisce e scompare ma basta una variante come una cattiva digestione un collare della muta stretto ecc. ecc. ed ecco che il problema si ripresenta e/o aumenta ecc. ecc.

Allo stesso modo quando sbarchiamo dopo un lungo periodo in mare il cervello ha bisogno di tempo per cambiare schema e tornare a razionalizzare la percezione a terra ed ecco che si presenta il mal di terra.

La stessa cosa vale per le vertigini il mal d’auto ecc. ecc.

Ovviamente anche la sensibilità individuale incide, in fondo i farmaci anti mal di mare ci rendono meno sensibili, per usare un espressione del
Direttore ci stordiscono e cosi facendo inibiscono il problema.

Piccola riflessione, nell’inconscio io penso che l’uomo ha grandi capacità tanto che l’inconscio di fatto crea quello che chiamiamo sesto senso, il famoso sesto senso dei marinai.

Prima dell’avvento della tecnologia in mare ci si andava e ci si affidava alla capacita di percepire e razionalizzare alcune informazioni.
Passando una vita in mare questo razionalizzare passava a un livello inconscio diventando schema e quando ciò avviene nasce di fatto un sesto senso si sanno alcune cose anche se a livello conscio non si riesce a spiegare come.

A un convegno mi è rimasto impresso la storia di un pescatore siciliano che a un certo punto, quando hanno introdotto la patente nautica si è trovato a dover affrontare l’esame senza sapere neanche parlare l’italiano figuriamoci leggere e scrivere, questo non era l’unico caso e per tanto, a quel tempo, si è deciso per un esame pratico in mare.

Hanno chiesto al pescatore di partire e di raggiungere un determinato posto che però in quel giorno specifico causa condizioni meteo e nebbia era praticamente impossibile raggiungere, il pescatore zitto come se nulla fosse raggiunge il posto nello stupore degli esaminatori, il pescatore non aveva bisogno di GPS di vedere ma a livello inconscio percepiva elementi come il profumo della brezza e il volo degli uccelli ecc. ecc.

Si narra che alcuni “maestri d’ascia” (erano chiamati cosi gli artigiani che calafatavano impermeabilizzavano lo scafo di legno della barca con la stoppa) erano in grado, dallo scricchiolio delle assi dello scafo, di sapere con anticipo il momento in cui si sarebbe rotto e non erano ingegneri, non avevano bisogno di prove strutturali e/o di calcoli matematici.

Tutte queste esperienze sono destinate a estinguersi, anzi si sono estinte con la morte di questi soggetti, questa scienza empirica non è stata più trasmessa soppiantata dalla tecnologia, motori, scafi, GPS, radar, radio, cellulari, bussole elettroniche computer.

Cosa ci rimane, in questo freddo oceano tecnologico dove tutto è ovvio preciso e scontato, il “mal di mare” Laughing .

Cordialmente
Rana
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MarenaSub
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MessaggioInviato: Sab Ott 17, 2009 11:27 am    Oggetto: Rispondi citando

Grazie a Tutti , ora mi sento meno solo Very Happy , devo dire che comunque ovunque mi sia capitato questo problema ho sempre trovato gente pronta ad aiutarmi ed a farmi sentire tutto tranne che diverso . Ora posso dire con quasi totale sicurezza che questo fenomeno in me si è modificato nel tempo in funzione della mia capacità di compensare sott'acqua . Per farla semplice , nei miei primi anni di subacquea non ero un gran compensatore , dovevo fare tutto lentamente e con assoluta calma , pena una compensata inefficace , ora compenso molto bene , posso scendere veloce e compenso anche quando sono raffreddato , pena ho cominciato a soffrire il mal di mare , quale sia il meccanismo non so , ma è cosi .
Grazie dir , le tue parole sono sempre efficaci e fanno capere tante cose .
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GAV ? Preferirei di NO
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delfinobianco
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MessaggioInviato: Sab Ott 17, 2009 5:06 pm    Oggetto: Onda lunga Rispondi citando

WolWerine1970 ha scritto
Citazione:
Veramente io avevo sempre pensato che il mal di mare, il mal d'auto, d'aereo... il mal da trasporto, insomma, fosse la chinetosi, e non fosse dovuto ad una differenza di pressione sui timpani... anche perchè non avrei idea della causa scatenante questa differenza di pressione... navigando. Faccio fatica a credere che la differenza sia tra l'altezza cresta/cavo dell'onda. Very Happy
Potrebbe illuminarmi su questa differenza di pressione? Non la avevo proprio mai sentita.

sembra che abbiamo vissuto in mondi paralleli...
ma scusate, secondo voi come fa l'apparto dell'orecchio, cioè il labirinto a rilevare una differenza di situazione?
Non ha gli occhi... o si.
Altra considerazione: perché il rollio scatena il mal di mare molto più del beccheggio? Non sarà perché l'orecchio in basso sopporta una pressione superiore a quello dell'orecchio in alto?
Curioso, io ho sempre saputo questa cosa della differenza di pressione e non l'ho inventato io l'ho letto.
Speriamo che arrivi grongo in aiuto.
ciao

il dir


comunque sia il mal di mare proviene dalle orecchie, tant'è che con un cerotto di scopolamina si blocca un orecchio, il cervello non recepisce più la differenza di pressione fra un orecchio e l'altro ed il mal di mare non arriva.
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