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  TERZO RADUNO VELE LATINE ALLE GRAZIE
Sabato 31 e Domenica 1 giugno alle Grazie di Portovenere, siete tutti invitati al terzo raduno delle vele latine.

PROGRAMMA E CARTELLA STAMPA
Revival delle antiche barche da lavoro, ricordo dei marinai di un tempo e attualità dell’impegno a salvaguardia del patrimonio storico delle costruzioni navali in legno si fonderanno nel terzo raduno degli scafi armati con le vele latine .
Accadrà dal 30 maggio al 2 giugno alle Grazie, con ricca passerella (nella serata del 31 maggio e nella mattinata del 1° giugno) anche a Cadimare.
Ciò sulla spinta propulsiva che viene dal Comune di Porto Venere (che nel 2004 si era autodichiarato Comune delle Vele d’epoca e si è poi lanciato nella promozione dei raduni) e sulla scia dell’impegno della Pro Loco, dell’Srl «Servizi portuali turistici» e del Cantiere Valdettaro per qualificare l’offerta nautica delle Grazie, con l’ospitalità alle signore del mare.
Alleata strategica, in questo senso, è la Compagnia delle Vele Latine, impegnata nell’organizzazione dell’evento in mare.
«Attese per il raduno dalle 15-20 imbarcazioni a vela latina» promette il presidente Roberto Bertonati che tesse i rapporti con gli armatori del Golfo dei Poeti, della Riviera e della Sardegna. Si annunciano così una suggestiva vetrina amarcord in calata e davanti alla spiaggetta delle Grazie e appassionanti sfide veliche nell’insenatura (31 maggio e 1° giugno).
A cornice mostre e spettacoli.
Le prime - di modellismo, di pittura e scultura, col filo conduttore delle tradizioni marinaresche - nei saloni dell’ex Convento degli Olivetani, a cura del Gruppo Modellisti Spezzini, dell’Associazione "Il Sestante" e degli artisti Vittorio Nobili e Silvia Scarpellini; e ai giardini pubblici, a cura dell’Istituto comprensivo di Porto Venere.
Sempre in piazza la sera di venerdì 30 maggio andrà in scena il mega-spettacolo di 200 ragazzi dell'Istituto comprensivo.
La sera del 31 maggio barche e marinai renderanno omaggio a Fezzano e sosteranno a Cadimare, per la cena organizzata dall’«abbraccio» (che è già un evento) fra tutte le associazioni locali, con la cornice del raduno del Vespa Club e un simpatico tiro alla fune.
Il 1° giugno parata delle barche a vela latina fino a Porto Venere con rientro alle Grazie per un pomeriggio-show, cena a cura della Pro Loco, concerto di Massimo Rosa «Le canzoni del mare» e premiazioni ai giardini.
A dare ospitalità agli equipaggi sarà la base dell'Aeronautica di Cadimare mentre l’assistenza in mare sarà garantita da Capitaneria di Porto, Sezione Velica della Forza e Coraggio, Srl Servizi portuali turistici, Valdettaro, Motorvela, Nik-servizi per il turismo, associazione La Nave di Carta a cui va il ringraziamento della Compagnia delle Vele Latine. -
Corrado Ricci
  Approvato dalla redazione  Venerdì, 30 maggio 2008 ore 07,05  (Leggi Tutto... | )  Argomento:Notizie di cronaca subacquea e non

  UNDICIMILAMORTI

la foto non necessita di commento

La televisione trasmette le lacrime di chi ha perso un parente sulla strada, si fa il processo a chi beve, a chi si droga, si guarda il volto disperato di chi non può ammettere di aver perso un figlio, ma nessuno dice la verità. Perchè nessuno dice la verità? Perché i responsabili di tutte quelle morti sono gli sponsor che pagano la pubblicità e quelle autorità politiche che insediati al loro posto pensano a sniffare cocaina, alle veline, a tutto, meno che alla vita dei beoti che rappresentano.
Perché abbiamo undicimila morti all'anno sull'asfalto? Perché i pacifisti se ne fregano di questi morti, di centomila morti a decennio e di un milione di feriti?
Lavoro da quattro anni per tenere in piedi questo giornale on line e sento il bisogno di esprimermi, di dire quello che penso. Ci sono tre responsabili fondamentali per tutte queste morti:
1) le corse automobilistiche
2) l'oscena ed immorale pubblicità per vendere le automobili
3) i politici che tengono le strade italiane in una condizione terzomondista
Questo è tutto.
Si può guidare anche in preda ai fumi alcolici, o alla rilassatezza di uno spinello, si può guidare anche quando la strada sembra diagonale ed in pendenza, ma quando non vedi più la strada, quando manca una linea centrale, quando mancano gli occhi di gatto che gli anglosassoni usano da cinquant'anni, quando mancano anche i più comuni catarinfrangenti, si va fuoristrada.
Gli incidenti succedono perché persone di basso livello intellettuale sfogano le loro repressioni con l'acceleratore e perché molti giovani emulano i campioni della formula uno al rombo del motore.
Tutto questo va bene così, da un lato salviamo la vita, dall'altro la terminiamo.
L'importante è che non vengano coinvolti in questo osceno massacro, gli interessi pecuniari di chi trae giovamento dalla vendita di auto, vere trappole mortali che hanno sempre più cavalli ed un rombo del motore che ti fa sentire un dio.
Vale più la vita di un bambino o il posto di lavoro in una industria automobilistica?
E se quel bambino è vostro figlio che cosa rispondete?
Non chiedetevi mai per chi suona la campana...suona sempre per NOI.
il direttore
  Approvato dalla redazione  Venerdì, 25 aprile 2008 ore 01,04  (Leggi Tutto... | )  Argomento:Notizie di cronaca subacquea e non

  TUTTI I VIVI ALL’ASSALTO
l’immagine che vedete, unica al mondo, è l’ultima carica di cavalleria della II Guerra Mondiale, per la precisione, del nostro Savoia Cavalleria, in terra di Russia “La carica di Isbuschenskij.
Il bilancio delle perdite, pur doloroso, fu contenuto da un punto di vista militare: 32 cavalieri morti (dei quali 3 ufficiali) e 52 feriti (dei quali 5 ufficiali), un centinaio di cavalli fuori combattimento.
I sovietici lasciarono sul campo 250 morti e 300 prigionieri, oltre ad una cospicua mole di armi (decine di mitragliatrici e mortai, svariate centinaia di fucili e mitra). Per anni questa carica mi è stata descritta come una stupidità da esaltati militari affascinati più dalla gloria che dalla concretezza. In realtà, come dicono i numeri fu una grande vittoria della cavalleria sulla tecnologia. Settecento cavalieri spazzarono via migliaia di russi con cannoni e mitragliatrici. Dunque non una stupida ed avventata dimostrazione di vanagloria, ma una precisa e ben calcolata azione militare, fatta dal nostro Savoia cavalleria che fu decorato con la medaglia d’oro.


Cari ragazzi, quella che vi voglio raccontare è una piccola storia incastonata nella grande storia del secolo passato. Una di quelle storie che sembrano appartenere ai romanzi, ai film, non alla realtà. Vivere in trincea, come accade ormai da 60 anni allo scrivente, consente di mettere nel curriculum accadimenti strani, a volte eccezionali. I fatti: stavo pulendo la piazza di Lerici in un sabato invernale del 2008, quando un signore mi si avvicina e mi chiede qualcosa. Mi levo le cuffie dalle orecchie, la voce di Giovannotti, viene meno da un’orecchio e chiedo al mister di ripetere. “Ho buttato per sbaglio il telefonino ed un anello nella pattumiera della carta” mi racconta lo sventurato con aria afflitta. “Vediamo che cosa si può fare”, rispondo io, sapendo che da quel momento uscivo dagli schemi del mio lavoro ed ero passibile di rapporto, comunicazione disciplinare, anticamera al licenziamento. Nel mio caso d’individuo politicizzato, rivoluzionario ed irriducibile nei confronti dei “superiori”, poteva significare solo una cosa: la fame.
  Approvato dalla redazione  Lunedì, 14 aprile 2008 ore 06,04  (Leggi Tutto... | )  Argomento:Notizie di cronaca subacquea e non

  IL GABBIANO REALE VOLA ANCORA!
foto:Diagonalis

Questa mattina stavo lavorando sul lungomare di Portovenere, quando guardando il mare noto un gabbiano con una postura non regolare ed un comportamento strano. Acuisco lo sguardo e penso che abbia un’ala rotta. Intanto l’animale tenta di decollare ma sbatte le ali sull’acqua e non c'è verso di decollare. Sembra che abbia anche difficoltà a raggiungere la riva o una banchina galleggiante. Noto che si muove nell’acqua, intuisco che sta pinneggiando con tutte le sue forze ma non avanza, ogni tanto da segni di stanchezza ed il mare pare volerlo inghiottire.
Fa freddo, tira un misto di libeccio e scirocco che solleva il mare in modo irregolare ed incrociato, il vento porta acqua che cade a tratti con forte intensità.
Mi rendo conto che quel gabbiano è segnato, fra poche ore sarà una carcassa alla deriva, come tante che ho visto nei miei cinquant’anni di mare.
Come al solito scatta in me la “sindrome del templare” abbandono gli attrezzi, raggiungo il porto e vedo un bagnatissimo gommonauta che su un sette metri sta entrando in porto, incazzato nero per l’acqua che scende copiosa e per la domenica di lavoro che si presenta critica.
Lo chiamo “Ahooo!”, gli faccio segno con la mano mi guarda, tira dritto, continuo a fare segno di venire, mi riguarda, cambia idea e cambia rotta. Si avvicina, ancora lontano grida “che c’è?”, si vede che ha le “robe” in giostra.
Sto rischiando un “ma vaffa…” insisto, urlo per superare il rumore del vento, della pioggia e del mare “c’è un gabbiano in difficoltà, forse ha un’ala rotta, dammi una mano a raggiungerlo, poi lo passiamo alla Lipu, tramite i vigili del fuoco…”
Mi guarda come se fossi un marziano, poi viene sotto e mi dice a denti stretti “sali su, ti dedico due minuti perché anch’io amo gli animali, ma ho fretta, sto lavorando”.
Salgo a bordo, mi calo il cappuccio per tenere l’acqua fuori, ma non ci riesco molto.
“Dov’è?” mi chiede sempre scettico, forse se sapesse dove vivo ed il mio curriculum sarebbe meno scettico.
“Fuori, a sinistra, dove c’è quella banchina galleggiante divisa in due” rispondo
Va in quella direzione, ma vedere un gabbiano in quel mare non è facile, io invece lo vedo benissimo perché so che cosa cercare.
  Approvato dalla redazione  Lunedì, 07 aprile 2008 ore 06,04  (Leggi Tutto... | )  Argomento:Notizie di cronaca subacquea e non

  PARCHI MARINI ITALIANI: UNA CAGATA PAZZESCA


Prendiamo spunto dalla celebre frase del ragionier Fantozzi, che ad un certo punto, costretto a vedere costantemente il “mitico” film: la La corazzata Potëmkin (in russo - Бронено́сец Потёмкин, Bronenosec Potëmkin, un film del 1925, diretto da Sergej M. Ejzenštejn) dal suo megadirettore galattico di tendenze vetero comuniste, non potendone più, esplose gridando: “la corazzata Potëmkin è una cagata pazzesca!”
Ecco noi siamo giunti a quel livello, nei confronti dei parchi marini italiani, istituiti all’unico scopo di accalappiare soldi dello stato, da parte delle istituzioni locali, ma degeneranti in una serie di vessazioni inaccettabili che costringono, pescatori professionisti, sportivi, subacquei e diportisti a sottoporsi a balzelli e pagamenti, alla gestione del territorio da parte delle “mafie” locali, ad una serie di divieti che non hanno alcuna spiegazione logica e/o sostenibile. La cartina che abbiamo inserito nell’articolo, tratta direttamente dal sito www.nautica.it che ringraziamo, mette in evidenza come i parchi stiano ormai dilagando in tutte le più belle e caratteristiche zone d’Italia. Purtroppo è una cartina ottimistica poiché non è aggiornata e molti di quei parchi indicati con il colore blu e verde, sono ormai la realtà.
Purtroppo non è finita: continueranno ad aumentare fino a quando non ci resterà più un solo angolo di mare disponibile, senza PAGARE, poiché si tratta di questo. Pagare due volte, una come contribuenti ed un’altra come clienti.
E’ una vergogna tipicamente italiana, in nessuna altra nazione si è verificata una simile proliferazione, in nessuna altra nazione del mondo i parchi marini sono dei santuari completamente inutilizzabili.
E’ tempo di dire BASTA. Lo scrivente fu suo tempo fra gli entusiasti ecologisti che spingevano per l’istituzione di parchi marini anche in Italia, mai avrei immaginato che dopo vent’anni di ostruzionismo totale da parte dei presidi locali, ci sarebbe stata una simile proliferazione.
  Approvato dalla redazione  Mercoledì, 02 aprile 2008 ore 16,04  (Leggi Tutto... | )  Argomento:Notizie di cronaca subacquea e non

  LUPI MANNARI


tante cose vengono dette ma alcune sfuggono, specie quando ad essere in discussione sono gli interessi di una classe politica ormai completamente corrotta. Nessuno è più in grado di rinunciare al malloppo. Nessuno ha più le motivazioni per farlo. vergogna!vergogna!vergogna! Questo ci arriva da uno dei nostri lettori, non sappiamo quanto sia vero al momento, ma sappiamo che Mastella lascia la politica con 270.000 euro e 9.500 euro al mese di vitalizio, mentre Diliberto se ne va con soli 170.000 euro e solito vitalizio...questo lo sappiamo, valutate voi... bell'Italia
Siamo alle solite !
Bravi e soprattutto .... onesti e trasparenti !!!!!
La scelta della data del 13 aprile per il voto in alternativa a quella del 6 di aprile può apparire casuale ma non lo è affatto: votando il 6 aprile infatti, i parlamentari alla prima legislatura non rieletti non avrebbero maturato la pensione, votando invece come stabilito dal Consiglio dei Ministri il 13 aprile, ovvero una settimana dopo, acquisiranno la pensione''. ''E poi parlano di voler fare l'election day per ridurre i costi della politica -ironizza- Ben altri saranno i costi di queste pensioni, non solo in meri termini quantitativi, ma anche per il messaggio dato al Paese, perché questo è il tipico esempio di come fatta la legge viene subito trovato l'inganno''.
  Approvato dalla redazione  Mercoledì, 19 marzo 2008 ore 17,03  (Leggi Tutto... | )  Argomento:Notizie di cronaca subacquea e non

  U NANAI


Cari lettori, questa che state per leggere, se lo desiderate, è una poesia semplice, scritta da un portovenerino di orgine controllata e garantita, e racconta la vita semplice di un altro portovenerino detto "U NANAI".
I versi sono scritti in dialetto di Portovenere, che come si sà, trae origine direttamente dal genovese, poiché Portovenere anticamente era Genova, in guerra e/o disputa con i Pisani, che stavano a Lerici dall'altra parte del golfo.
Vi chiederete che cosa c'è da imparare e qual'è il messaggio.
Leggete la poesia e se non vi arriva nessun messaggio allora "U NANAI" è vissuto per nulla, ma va bene così, lui non si preoccupa.
Se invece la vostra vita cambierà anche solo un po', allora avremo dimostrato che anche "U NANAI" ha avuto un senso, anzi, raro fra gli uomini di un'epoca perduta, ha dato un senso a una esistenza che per la moltitudine un senso non ha.
Non tutti possiamo esere "U NANAI" come non tutti possiamo esere TESEO TESEI, ma sono questi uomini che fanno la storia, poiché vengono cantati dai poeti, a torto o a ragione.
Nesuno canterà di noi, vissuti nell'angoscia dei mutui da pagare, degli orari da rispettare, dei desideri di consumo mai realizzati, degli amori mai vissuti.
Se mai avrò la fortuna di possedere una barca nuova, non la chiamerò "FUGA II" bensì "U NANAI"


U NANAI
U l’ea en sugetto sempre desandiao
cun barba da fa e spettenao.
E braghe u le teniva su, cun corda fatta de sfiassa,
u aveva en gran naso en ta na faccia da cavallo,
pe campà, d’inverno, u feva u mestè “DU CAMALLO”
  Approvato dalla redazione  Mercoledì, 12 marzo 2008 ore 11,03  (Leggi Tutto... | )  Argomento:Notizie di cronaca subacquea e non

  C'era una volta l'America


a sinistra uno splendido esemplare di “pescegatto” fotografato da un non meglio identificato phil_zehit.
L’immagine chiarisce bene l’ambiguità di un salone della subacquea che è nato male, è stato gestito male ed è finito male, come testimonia l’articolo scritto e pubblicato nel forum dal nostro collaboratore nikname:speedysub. D’altra parte il primo articolo di critica sull’Eudi Show lo scrissi nel 1985 su una famosa rivista subacquea che oggi è caduta talmente in basso da non potersi nemmeno più citare.
“Speedysub” Era partito con entusiasmo, gli abbiamo chiesto di farci una cronaca, ma basta leggerla per rendersi conto di che cosa è oggi l’Eudi Show ammesso che si chiami ancora così.
Sarà interessante vedere quello che invece avranno il coraggio di pubblicare le riviste di settore che devono in qualche modo sporgere la gobba alla pubblicità.
L’appuntamento è alle prossime grasse risate che faremo su quei testi, perché la comica finale sta per arrivare, ci vorranno mesi, data la freschezza delle notizie su carta, ma alla fine leggeremo…


Andrea che cosa dire..... ormai l'EUDI ha persino finito di deludermi.... Non vale la pena scrivere niente al riguardo, perchè non c'è proprio NULLA da scrivere!! A mio avviso l'EUDI è stato surclassato dal Boat Show e dal GommoShow, che cercano (non riuscendoci) di replicare il mitico Salone Nautico Internazionale di Genova (svoltosi dal 6 al 14 ottobre 2007 e giunto alla sua 47° edizione!). 11 padiglioni zeppi di barche a vela, di motoscafi e di centinaia di gommoni e.... 3 soli padiglioni dedicati alla subacquea, dei quali uno (semivuoto) monopolizzato dalla Mares e da 22 centri immersione, uno per metà dedicato ai parchi naturali terrestri (ottimo il vino il formaggio e i sanguinacci della Val d'Aosta! ma.... che c'azzecca?!) e per l'altra metà occupato dalla CRI, dalla CP, dalla MM, dai VVFF, dalla pesca subacquea e da alcuni diving e il terzo (Pad. 1, l'unico veramente degno di un EUDI SHOW) occupato da molte didattiche, moltissimi diving, parecchi tour operator e pochi, pochissimi produttori di attrezzatura per la subacquea. Non è che io mi aspettassi di più, dato che già lo scorso anno molti produttori "genovesi" (Cressi, Scubapro, Rofos, Technisub, Seac Sub, Spora Sub, ecc.) avevano disertato la fiera di Roma, per motivi di dissapori interni ...
  Approvato dalla redazione  Mercoledì, 05 marzo 2008 ore 19,03  (Leggi Tutto... | )  Argomento:Notizie di cronaca subacquea e non

  IMMERSIONI IN CORRENTE

immergersi in corrente nel letto di un fiume è un'esperienza che lascia il segno. Nell'ambito di una ricerca sullo storione del Ticino, ci siamo immersi in corrente scoprendo un divertimento senza fine, ovviamente occorre essere seguiti da una imbarcazione, specialmente se si tratta di un grande fiume, inoltre van tenuti in considerazione i parametri d'inquinamento. Alcuni fiumi italiani vengono risanati dalla sana acqua di gabinetto, che inserisce batteri e forme viventi in un liquido completamente asettico a causa dei veleni che contiene. Non è certamente il caso del Ticino o del Tirino che viene considerato uno dei corsi d'acqua più sani d'Italia.
immagini di NICOLA CIPOLLA, testo di MARCHIONNI GIACINTO detto Murena
Il fiume Tirino è un breve corso d'acqua che, dalle sue sorgenti che formano il bel laghetto artificiale di CAPODACQUA, scorre per pochi chilometri fino a gettarsi nel suo fratello più grande, il Pescara.
E' siutuato in una bella vallata pedemontana dove raccoglie le acque del circolo montagnoso di CAMPO IMPERATORE.
Ci si trova in una zona molto bella dal punto di vista naturalistico, e non solo, infatti poco vicino c'è il paese di Capestrano, dove è stato rinvenuta la statua del GUERRIERO DI CAPESTRANO, un'importante reperto archeologico d'epoca pre-romana.
Per noi sub della zona questo fiume rappresenta l'occasione di effettuare un insolito tuffo in corrente, nel vero senso della parola. Praticamente entrando in acqua in un punto, logicamente situato a monte, ci si può lasciare andare senza batter colpo di pinna alcuno, per circa un paio di chilometri prima di riemergere e risalire all'aria.
Ma vado con ordine.
Sulla sinistra orografica del fiume corre una strada brecciata grazie alla quale con le nostre due auto raggiungiamo prima il punto d'uscita dell'immersione, dove ne lasciamo una, e poi con l'altra il punto di ingresso in acqua. Una bella vegetazione composta di alti alberi e macchia boscosa, costeggia il corso d'acqua che in certi punti è anche circondato da un fitto ed esteso canneto.
Scarichiamo dal portabagagli della macchina le nostre attrezzature, indossiamo le mute e trasportiamo tutto vicino il greto dell'acqua ad una decina di metri dalla strada bianca. Siamo in prossimità di un ponticello in pietra dove c'è una zona di calma di corrente che ci consente un tranquillo ingresso.
Siamo pronti ad iniziare il viaggio che all'inizio, per un brevissimo tratto, ci fa faticare un po' contro corrente, infatti proprio quì c'è un vortice d'acqua che crea un flusso esattamente contrario a quello principale. Sgabbettando energicamente con le pinne usciamo fuori da questo cul de sac ed iniziamo subito ad assaporare il divertimento di muoverci in acqua senza battere quasi le nostre estremità palmate.
L'acqua è limpidissima ed il senso di chiarore è ulteriormente amplificato dalla bassa profondità e dalle numerose spiagge sommerse di sabbia bianchissima composta da tritume di roccia calcarea.
  Approvato dalla redazione  Martedì, 12 febbraio 2008 ore 21,02  (Leggi Tutto... | )  Argomento:Notizie di cronaca subacquea e non

  LA MADONNA DELLE GRAZIE: UNA DOTAZIONE DI SICUREZZA

l'opera realizzata da Stefano Trotta, rappresenta il naufragio e l'intervento della Madonna delle Grazie, si tratta di un exvoto, un'antica tradizione marinara ritornata in auge dopo circa sessant'anni per iniziativa di Giorgio Vacchetti e Daniele Pindaro


Le zattere autogonfiabili di ultima generazione hanno sulla sommità del tendalino una luce lampeggiante e all’interno, fra le novità, il doppiofondo per evitare che i naufraghi si trovino con il fondoschiena al freddo e con la spiacevole sensazione di sentire l’acqua a pochi millimetri dalla pelle.
Un bel passo avanti rispetto ai primi autogonfiabili. Le dotazioni di bordo tendono ad aumentare numericamente, e di conseguenza anche il peso di questi accessori per la sicurezza, che abilitano ad una navigazione oltre le 12 miglia fuori dalle acque territoriali.
Manca però fra le dotazioni, ne siamo sicuri, un’immagine su tela impermeabile della Madonna delle Grazie, che tutti gli anni festeggiamo l’otto di settembre, qui nel golfo di La Spezia, con tanto di luminaria, processione, sfilata di imbarcazioni e fuochi artificiali.
Qualcuno si chiederà che c’entra l’immagine della Madonna fra le dotazioni? Beh, chiedetelo a Daniele Pindaro e Giorgio Vacchetti, che nella notte del 29 gennaio di quattro anni fa, hanno lottato tutta la notte per tenere a galla un catamarano che invece voleva a tutti i costi affondare; ma di morire quella notte non ne voleva sapere niente nessuno, nemmeno il cane di Giorgio, Joshua, che appena ha visto venire a galla l’autogonfiabile ci si è gettato dentro gridando “mondo gatto, che mi tocca fare!”
  Approvato dalla redazione  Lunedì, 21 gennaio 2008 ore 16,01  (Leggi Tutto... | )  Argomento:Notizie di cronaca subacquea e non
  
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