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  oggi faccio 66 anni
Hei, oggi faccio 66 anni, almeni 56 dedicati al mare
  Approvato dalla redazione  Domenica, 21 settembre 2014 ore 12,09 (Leggi Tutto... | )  Argomento:Relitti e Storia

  TROVATO REGGIANE 2000 DELLA REGIA MARINA
nell'immagine la "foto" scattata dal "REMUS" del COMFORDRAG della Marina Militare Italiana. Il Remus è un veicolo che consente di fare una mappatura del fondale utilizzando un sonar molto sofisticato

La Marina Militare negli scorsi giorni ha comunicato che il "Team Remus" di COMFORDRAG (il comando delle forze di dragaggio, ovvero i cacciamine) ha ritrovato nelle acque antistanti Porto Venere e le 5 Terre un vecchio aereo della Seconda Guerra Mondiale. I militari si sono attivati dopo aver ricevuto la segnalazione che sui fondali in località “Le nere”, una zona rocciosa tipica per il colore delle rocce, fosse presente un relitto non identificabile di piccole dimensioni. I militari del COMFORDRAG hanno operato con un veicolo tipo “Remus”, cioè un dispositivo in grado di effettuare una mappatura accurata del fondale marino, fornendo immagini nitide che vengono successivamente acquisite ed elaborate una volta tornato in superficie. Lo stesso tipo di veicolo utilizzato recentemente per mappare il fondale in cui è affondato cento anni fa il Titanic. Il team dei palombari di COMFORDRAG, dopo il posizionamento dei transponder, ha così potuto raccogliere tutti dati e le immagini che confermerebbero il ritrovamento del velivolo.
(continua, clicca su Leggi tutto)
  Approvato dalla redazione  Venerdì, 04 maggio 2012 ore 23,05 (Leggi Tutto... | )  Argomento:Relitti e Storia

  TROVATO UN TESORO SOMMERSO A PANTELLERIA


alcune delle 1600 monete sardo-puniche o siculo-puniche rinvenute a Pantelleria grazie all'esploratore del Consorzio Pantelleria Ricerche Francesco Spaggiari, che le ha rinvenute sotto la sabbia ad una profondità di c.ca 14 metri.
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Durante un'immersione a Pantelleria in pochi metri d'acqua Francesco Spaggiari, un ricercatore del Consorzio Pantelleria Ricerche, ha notato un oggetto di colore verde intenso, il suo occhio allenato gli ha fatto nascere il sospetto che si trattasse di qualcosa d'antico, come una moneta.
in effetti era una delle oltre 1600 monete in bronzo del terzo secolo a.C che da oltre duemila anni attendevano di essere ritrovate. Nella zona Francesco aveva già notato molte ancore in piombo a profondità superiore. È quindi probabile che nelle vicinanze delle monete ci sia anche un relitto, data la presenza di anfore puniche. Le monete erano contenute in recipienti che si sono deteriorati e di cui non resta traccia e vengono trovate a mucchietti. L'idea è che ce ne siano molte di più sotto la sabbia ed i lavori stanno proseguendo. Il valore pecuniario di quanto ritrovato fino ad oggi supera i 250.000 euro ed è destinato a crescere, se fossero d'oro avrebbero un valore inimmaginabile. (continua, clicca su leggi tutto)
  Approvato dalla redazione  Mercoledì, 29 giugno 2011 ore 02,06 (Leggi Tutto... | )  Argomento:Relitti e Storia

  COMMEMORAZIONE AGLI EROI DEL MARE


Nell'immagine il monumento ai caduti del Sommergibile Sciré, inaugurato ieri mattina a Pescia, sul nuovo lungo fiume dedicato alla MOVM Gino Birindelli per il quale si é tenuta la festa commemorativa e si è scoperta la nuova targa che indica, appunto, il lungo fiume

L'ammiraglio MOVM (medaglia oro valor militare) Gino Birindelli è stato commemorato ieri a Pescia, sua città  natale, con la scoperta di una targa che indica il nuovo lungo fiume della città  intitolandolo, appunto, proprio al grande uomo di mare.
Conobbi personalmente Gino Birindelli nel corso di una mia intervista a casa sua, durante la quale mi raccontò la sua epopea dell'attacco a Gibilterra, che lo vide primo "uomo siluro" penetrare nel difesissimo porto inglese ed arrivare fino a 60 metri dal suo bersaglio una nave da battaglia inglese: la "Barham".
La storia dettagliata di quell'impresa è stata da noi raccontata in versione fumetto sul n.20 di MARE.
Nel corso della stessa intervista Gino Birindelli mi raccontò anche numerosi momenti di vita all'interno del sommergibile Sciré comandato dal mitico J.V. Borghese che scrisse in quelle missioni pagine di storia destinate a surclassare tutte le marine militari nel mondo. Nessuno infatti è mai riuscito ad eguagliare tali imprese e nemmeno ad avvicinarsi ad esse. Esempio lampante l'affondamento di due corazzate ad Alessandria d'Egitto, senza fare nemmeno un solo ferito. L'abilità  di Borghese era quella di portare il sommergibile Sciré da 600 tonnellate (classe Africa) fino a poche migliaia di metri dall'ingresso dei porti, senza farsi notare dal nemico, permettendo ai suoi assaltatori di dirigersi verso il nemico senza indugi ed approfittando dell'occasione per penetrare all'interno dei porti con gli SLC (siluri a lenta corsa) l'arma più rivoluzionaria di tutto il secondo conflitto mondiale, ideata da Teseo Tesei (continua, clicca su leggi tutto)
  Approvato dalla redazione  Lunedì, 09 maggio 2011 ore 20,05 (Leggi Tutto... | )  Argomento:Relitti e Storia

  CORAZZATA ROMA: UN PO' DI CHIAREZZA SUL MISTERO?


una serata infuocata alla quale gli appassionati non possono mancare.
Presente in veste di relatore Alberto Vignali, senza dubbio uno dei giornalisti (collaboratore del quotidiano " La Nazione" ma anche del giornale "Difesa"), più informati sul tragico epilogo della "Roma" entrato a far parte dello staff di collaboratori del periodico M.A.R.E. di prossima pubblicazione, e (fra il pubblico) il direttore responsabile dello stesso periodico Marcello Toja, che da oltre trent'anni si cimenta con la ricostruzione dei fatti della ROMA, portatore di notizie di prima mano, sulle quali da anni si fa finta di non sentire, in particolare da parte di chi invece dovrebbe sentirci molto bene.


In dettaglio: perché la bomba n.2, secondo alcuni penetrata a sinistra della torre grossi calibri, giunse in Santabarbara facendo deflagrare la balistite e non esplodere il tritolo ivi contenuto, per simpatia?

Perché, dalle testimonianze scritte di Incisa della Rocchetta, ufficiale responsabile di una postazione di medi calibri della ROMA al momento dell'arrivo dei tedeschi, si evince che mancavano dal posto di combattimento gli operatori addetti alle cariche di lancio, del piano inferiore?

Perché i pezzi da 90 mm della contraerea iniziarono a sparare disordinatamente con dieci minuti di ritardo e manovrati da personale non addetto (sempre da testimonianza di Incisa della Rocchetta)?

Perché nel 1980 il nostro direttore al seguito dell'allora nucleo SDAI della MMI ricevette notizia dall'ufficiale comandante del nucleo, prima comandante di una nave idrografica della MMI, di aver inquadrato nel SONAR il torione della ROMA in piedi a 75 metri di profondità e di aver registrato il punto esatto del ritrovamento su diario di bordo?

Riusciremo a dare una risposta a queste e tante altre domande?
Un preciso resoconto della serata sarà riportato sul vostro www.marescoop.com, per tutti coloro che non potranno partecipare.

dagli appunti di Alberto Vignali:

La nave da battaglia Roma fu un'unità della Regia Marina italiana, la terza unità della Classe Littorio e rappresentò il meglio della produzione navale bellica italiana della Seconda Guerra Mondiale.
(continua) clicca su leggi tutto...
  Approvato dalla redazione  Domenica, 18 aprile 2010 ore 18,04 (Leggi Tutto... | )  Argomento:Relitti e Storia

  LE STELLE DANZANTI


Autore:  Marconi Gabriele
Editore:  Vallecchi
Genere:  letteratura italiana: testi
Collana:  Stelle
ISBN: 8884271754
ISBN-13: 9788884271754
Data pubbl.: 2009
Normalmente disponibile in 3/5 giorni lavorativi

recensione di:Livio Mario Cortese

DAGLI USCOCCHI DI D’ANNUNZIO AD UN SOGNO NAZIONALE
–“Le stelle danzanti”,
di Gabriele Marconi
L’Italia degli ultimi anni sta riscoprendo sé stessa. L’italiano che riesce a non perdersi tra le devianze regionaliste alla moda, ritrova facilmente la consapevolezza del retaggio nazionale: l’identità, in una parola. E quando, guardando il presente, risulta chiara la malafede di chi sta “in alto”, come anche l’abbrutimento del popolo -ammassato di fronte a schermi sempre più vasti- , ebbene: la cosa più naturale è tentare di apprendere dalle azioni di chi ci ha preceduti, in quelle tre o quattro generazioni che precedono l’epoca attuale, detta “post-moderna”. Accade così che spiriti sensibili, poco disposti ad inquadrarsi nelle categorie “destra” e ”sinistra”, gettino i cuori oltre le contraddizioni degli ultimi 80 anni, per cogliere la dimensione del momento e del luogo in cui molti fatti trovarono inizio o compimento, mentre vittoria e sconfitta parvero affiancarsi alleate: a Fiume d’Italia, nel 1919.
Il romanzo “Le stelle danzanti” di Gabriele Marconi tenta proprio di rendere l’essenza di quel momento storico…e ci riesce.
Antefatto è la battaglia del Col Moschin, nel giugno 1918. Negli istanti che precedono l’assalto,veniamo a conoscenza dei due protagonisti: Giulio e Marco, arditi.
Giulio Jentile è un romano, anzi si potrebbe definire IL romano: incarna in modo fin troppo perfetto l’ideale del milite italico. Chiassoso, simpatico, più della violenza conosce il furor del combattimento; è lucido, ben centrato in sé, dotato di un equilibrio che attrae gli amici e le molte donne che non si lascia sfuggire. Un amore ideale, non ancora realizzato –quello per Daria – lo porta innanzi. (continua - clicca su leggi tutto)
  Approvato dalla redazione  Lunedì, 08 marzo 2010 ore 02,03 (Leggi Tutto... | )  Argomento:Relitti e Storia

  E' MORTO UNO DEGLI ULIMI EROI DELL'ATTACCO A MALTA


Nella fotografia Fiorenzo Capriotti, medaglia d'argento al valor militare, quando era un giovane assaltatore della X flottiglia MAS. Ci piace ricordarlo così.
Sopravvisse fortunosamente alle migliaia di pallottole che gli spararono contro perché il suo destino era di arrivare a sfiorare i cent'anni.


E’ morto l’11 novembre 2009 alla venerabile età di 98 anni Fiorenzo CAPRIOTTI, M.A.V.M. per l’eroica impresa di Malta nel luglio 1941.
Abitava a San Benedetto del Tronto (AP) in Via Augusto Murri, 24. I Marinai d’Italia lo ricordano e lo piangono ed insieme a loro lo piangiamo anche noi. Di seguito la motivazione della Medaglia d’Argento al Valor Militare:
“Volontario nei Mezzi d’Assalto della Regia Marina, partecipava al tentativo di forzamento di una delle più munite e meglio difese basi navali avversarie. Scoperto, in fase di attacco, e fatto segno ad intensissima reazione da terra, dal mare e dall’aria riusciva ad allontanarsi e ad occultarsi, attendendo l’alba per attaccare ad ogni costo.
Con le prime luci, tentava l’avvicinamento a lentissimo moto, fingendosi ferito, per riuscire nel suo intento.
Constatata l’impossibilità di forzare il blocco nemico, lanciava il suo strumento contro altro mezzo, alla deriva, per impedire che cadesse in mani avversarie, mentre le batterie lo inquadravano in nutrito fuoco di sbarramento. Incurante del tiro nemico, riusciva a salvare da morte sicura l’operatore dell’altro mezzo, ferito.
Esempio di coraggio tenacia e spirito di sacrificio cui anche l’avversario ha cavallerescamente reso omaggio”. Acque di Malta, 26 luglio 1941.


Dunque il penultimo eroe del tragico attacco a Malta non c’è più, si è ricongiunto ai suoi compagni che stavano nei campi elisi da anni e chissà quante risate avranno fatto nel vederlo così vecchio rispetto a loro che hanno mantenuto per l’eternità la forza e la giovinezza.
Quel tragico attacco fu portato in ritardo di oltre un anno, ma d’altra parte anche Teseo Tesei perse (non per sua scelta)due anni fondamentali nella realizzazione degli SLC (siluri a lenta corsa) detti “maiali”.
Due anni di sperimentazione sulla più micidiale arma della seconda guerra mondiale che ad Alessandria d’Egitto dimostrò tutta la sua potenza, affondando le due più importanti corazzate della flotta inglese e mettendo l’Amm. Cunningam con il culo perterra.
Se i “maiali” fossero stati pronti per tempo, avremmo vinto la guerra nel Mediterraneo e tutto sarebbe cambiato.
Invece il “cuore pulsante” della X MAS venne inviato a forzare il porto di Malta. (continua, clicca su leggi tutto)
  Approvato dalla redazione  Sabato, 14 novembre 2009 ore 03,11 (Leggi Tutto... | )  Argomento:Relitti e Storia

  UN ARTICOLO DI RAIMONDO BUCHER DEL 1976


Raimondo Bucher alla presentazione del suo libro. Era più avanti di molti di noi già nel 1976

Spinto dal desiderio di alcuni lettori, pubblico qui di seguito o meglio solo per gli iscritti che possono accedere all'articolo nella su completezza attraverso il clic su "leggi tutto", tre pagine di un tema molto moderno, pubblicate nel 1976 da una storica rivista che mi pregio di aver fatto rinascere e diretto per molti anni. Mondo Sommerso.
Oggi nemmeno più l'ombra di quello che ricostruii a partire dl 1995 al 1999 aprile, periodo nel quale fu interamente nelle mie mani senza più alcuna interferenza.
Raimondo Bucher aveva un carattere difficile, molti lo evitavano a causa della sua insistenza su certi temi come i parchi marini, ma anche negli ultimi anni della sua vita aveva ancora molto da insegnare ai giovani. Le pagine che seguiranno sono state fotografate dall'originale e messe in rete con una definizione che vi dovrebbe consentire un ingrandimento sufficiente a leggere il testo.
Scoprirete che Raimondo nel 1976 usava già da 18 anni la miscela elio/ossigeno in immersioni alla ricerca dell'oro rosso. So con certezza che scese fino a 150 metri, non usava alcun GAV, pinne inventate da lui, molto corte ed anatomiche, un muta gialla e un bibombola, un maschera gran facciale a vetro unico ed uno stringi naso. L'erogatore fu prima un monostadio modificato da lui poi un Inject 40 Technisub, sempre modificato da lui. L'erogatore ad Offerta io l'ho provato ed era veramente leggendario! Buona lettura...
Marcello Toja
  Approvato dalla redazione  Lunedì, 12 ottobre 2009 ore 20,10 (Leggi Tutto... | )  Argomento:Relitti e Storia

  I PULCINI DELLO SCIRE'


gli oltre 400 palombari in congedo della Marina Militare Italiana, riuniti sul piazzale del Varignano

Al Raggruppamento Subacqueo Incursori “Teseo Tesei”, ha avuto luogo il festeggiamento del centosessantesimo anniversario della costituzione della scuola palombari Marina Militare Italiana.
Fu il generale Della Bocca del Gabinetto D’Azeglio a volere la nascita di questo polo di addestramento, che per l’epoca era una assoluta novità; incaricando dell’orgnizzazione il palombaro Robert Gardner che si trasferì con la scuola da Genova a La Spezia nel 1869, utilizzando come sede una nave della Regia Marina.
Indubbiamente sapevano l’importanza di questo avvenimento storico i 400 partecipanti alla manifestazione, tutti palombari ed ex palombari della Marina Militare Italiana, fermi in posizione di attenti nel momento clou dell’inno nazionale.
Le parole dell’Ammiraglio C.A. Giuseppe Cavodragone hanno confermato l’importanza del momento storico, sottolineate dal successivo intervento del presidente del comitato subacquei MMI in congedo Domenico Matarese che ha indugiato su alcuni ricordi della sua vita in Marina: Rivedo ancora ,come fosse oggi , uscire dal colonnato là infondo il Signor Mario Marino , medaglia d'oro dei mezzi d'assalto (seduto alle spalle di Martellotta sul terzo SLC penetrato nel porto di Alesandria d’Egitto), con il maglione blu da sommergibilista sotto la divisa , il berretto sulle 23 come si usava nella Regia Marina, l'immancabile sigaretta in bocca e il suo cane che lo seguiva.
Al suo passaggio il piazzale ammutoliva , tutti eravamo consci che avevamo la fortuna di vedere e convivere con un eroe leggendario”.

Ma che cosa è nel suo intimo pensiero un palombaro della Marina?
Sicuramente un uomo tanto speciale quanto semplice, abituato da generazioni al sacrificio ed alla freddezza, portata avanti con abnegazione e finalizzata a compiere operazioni subacquee difficili e a volte quasi impossibili.
  Approvato dalla redazione  Mercoledì, 30 settembre 2009 ore 05,09 (Leggi Tutto... | )  Argomento:Relitti e Storia

  GLI AMMUTINATI DELLA ROMA





nell'immagine la ROMA.


Il titolo dice già tutto e rivela ciò che la MMI nasconde da sempre, giustamente a mio parere. Quando la Roma venne fatta saltare da un gruppo di sabota italiani al soldo dei servizi segreti tedeschi, era in pieno ammutinamento.
Le bombe a razzo sperimentali della luftwaffe (la bomba che colpì la Roma era stata progettata sin dal 1939 dal dott. Kramer, ed era contraddistinta dalla sigla FX-1.400 e chiamata familiarmente Fritz-X.
Secondo altre fonti essa avrebbe avuto la sigla PC-1.400X, o anche SD-1.400. Essa era lunga m 3,30, aveva un diametro di mm 500 circa, pesava kg 1.400 e portava kg 300 di esplosivo) alla Roma non gli hanno fanno grandi danni, un buco sulla destra che è stato controbilanciato dall’allagamento delle casse di compenso sulla sinistra. Fra le altre cose, la ROMA era la più moderna delle “35.000 tonnellate” messe a progetto nel 1925, e sicuramente era attrezzata per far fronte a dei semplici buchi.
Una corazzata o meglio una nave da battaglia è progettata per funzionare proprio quando è oggetto del fuoco nemico. Non stiamo parlando di un traghetto. Fra le altre cose un’altra Fritz-X colpì la nave Italia ex Littorio, ma anche in quel caso passò attraverso la nave ed esplose in acqua. Evidentemente i tedeschi dovevano accorciare i tempi di ritardo delle spolette, ma non ci fu tempo per farlo, inoltre non abbiamo altri dati in merito all’utilizzo di queste bombe nel continuo dell guerra. Furono usate solo in quel frangente?
Veniamo ai fatti:
Cronologicamente, verso la fine degli anni settanta (tengo vaghezza nelle date al fine di proteggere le mie fonti) stavo lavorando con copertura e assicurazioni varie, con i nuclei SDAI (sminamento e difesa antimezzi insidiosi), da quell’anno di fuochi d’artificio, vennero fuori un articolo e una serie di fotografie, ma fu proprio in seguito all’operazione di bonifica della Cala dell’Oro di Portofino che venni in contatto con l’ufficiale comandante dello Sdai.
  Approvato dalla redazione  Sabato, 22 agosto 2009 ore 09,08 (Leggi Tutto... | )  Argomento:Relitti e Storia
  
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