
EQUA - L'IMMERSIONE D.O.C.G.
Data: Venerdì, 30 luglio 2004 ore 15,07 Argomento: Relitti e Storia
L'Equa in livrea mimetica-Fonte: Ufficio Storico della Marina Militare
LA STORIA
L’Equa fu costruito nel 1929 dai cantieri Franco Tosi di Taranto per conto della Società Partenopea di Navigazione di Napoli ed espletò la sua funzione originaria per molti anni, finché, sorte comune a tante altri navi mercantili e passeggeri, venne requisito durante la seconda guerra mondiale e poi trasformato, armato e riadattato a svolgere compiti militari.
Il 13/05/1940 venne requisito dalla Regia Marina e entrò a far parte del naviglio ausiliario per la vigilanza foranea con sigla F43.
Il 2/10/1940 fu restituito alla navigazione civile per poi essere nuovamente requisito, sempre a Napoli, l’11/03/1941 ed essere nuovamente inserito nel naviglio ausiliario, questa volta con una nuova destinazione. Fu infatti trasformato in caccia antisommergibili con aggiunta di un cannone da 90mm, due mitragliatrici da 20 mm e dell’apparato antisom a poppa, e venne ribattezzato con la sigla AS105.
Dopo l’8 settembre 1943 venne ulteriormente requisito dalla Kriegsmarine ed entrò in servizio presso la Scuola Antisommergibili degli incursori della Regia Marina (ora Varignano Comsubin della Marina Militare). In ultimo fu ceduto alla Repubblica Sociale Italiana.
Il 18/04/1944 venne affondato in seguito a speronamento davanti al porto di La Spezia dall’unità tedesca UJ2220 (U-Boot-Jagd im Mittelmeer ISBN 3-8132-0801-x -
di Manfred Krellenberg) che non la riconobbe, continuò a navigare e si inabissò davanti a Riomaggiore in posizione 44°03’, 68 (centesimi di secondo) N 09°45’, 05 E.
(Il relitto è piccolo quindi serve una precisione estrema per localizzarlo. Il punto indicato è quello reale e corretto al centesimo di secondo)
Non ci furono vittime.
Le notizie riguardanti la collisione tra la UJ2220 e l’Equa sono scarse, da fonte tedesca siamo riusciti ad avere le seguenti notizie: “La collisione avvenne nella notte tra il 18 e il 19 aprile del 1944, era una notte scura con scarsissima visibilità, gli uomini a bordo dell’UJ2220 si accorsero della presenza dell’Equa se non quando era ormai troppo tardi per una qualsiasi manovra. Tutti gli uomini a bordo dell’Equa furono tratti in salvo da una MFP (Marinefahrprahme) incrociante nella zona”.
Le sue caratteristiche tecniche, lunghezza di 40mt (39,48), larghezza di 6,83 mt, altezza di 3,05mt ed pescaggio di 2,56mt, ma soprattutto grazie ai due motori diesel quattro da 680 cavalli per asse che le garantivano una velocità di 12 nodi, la resero un’unità di tale maneggevolezza da essere estremamente efficace e pericolosa nella caccia ai sommergibili avversari. A queste caratteristiche contriburono anche il cannone da 90 mm che ancora oggi si può ammirare quasi integro a prua e la nutrita dotazione di bombe di profondità che si trovano sul relitto.
E’ da segnalare che il relitto è stato da poco riaperto alle immersioni dopo le necessarie operazioni di bonifica da parte del nucleo SDAI della Marina Militare.
L'IMMERSIONE
Il relitto del cacciasommergibili Equa si trova a circa 2 miglia dalla costa ligure in località RioMaggiore in posizione 44°03’,68N - 09°45’,05E.
Per raggiungere il punto preciso di immersione (generalmente ben segnalato da diverse boe utili per ancorare) bastano poche decine di minuti di navigazione guidati dal Gps.
In seguito alla collisione con la UJ2220 l’Equa affondò adagiandosi sul fondo in assetto di navigazione con la prua orientata verso est/ovest. Il relitto si presenta intero e ben conservato con il cannone di prua verso il mare aperto proteso a fronteggiare un nemico che non arriverà più.
Una volta completati i preparativi e dopo essere entrati in acqua ci dirigiamo verso le boe e iniziamo a seguire la cima di discesa e in poco ci troviamo sui –34mt del ponte superiore, in prossimità della sala comando. Un’altra serie di boe è posizionata in modo tale da portarci direttamente a contatto con il cannone da 90mm, spesso quando la visibilità non è eccezionale ritrovarselo improvvisamente davanti suscita una certa impressione!
Una volta era possibile attraversare la sala di comando e poi spostarsi nel ponte inferiore per osservare diversi resti della nave, tra cui anche delle bombe di profondità perfettamente funzionanti; oggi, dopo l’intervento di bonifica da pate del nucleo SDAI della MM, queste zone sono state sigillate per evidenti motivi di sicurezza.
Purtroppo non sempre si riesce ad avere una visibilità accettabile quando si visita l’Equa e quindi l’immersione viene spesso limitata alla parte di prora del relitto.
Verso prora si può osservare un cannone antiaereo da 90mm completo della manetta per il brandeggio, nei pressi si può vedere un argano ricoperto da una rete. Se la visibilità lo permette è entusiasmante osservare frontalmente il relitto con la la prua e il cannone che puntano verso di noi. Girando attorno al cannone si prosegue verso poppa sul lato di dritta della nave, dove possiamo passare attraverso quello che un tempo era un corridoio che porta a centro nave, qui gli spezzoni di una grossa rete persa anni fa da un peschereccio offrono protezione a una grande varietà di animali marini.
Una grande colonia di Thariophilla Mirabilis (Octocorallia) si mescola alle gorgonie e a una moltitudine di anemoni, in più si possono fare piacevoli incontri con gronghi ed aragoste.
Dietro il castello di prua vi è l'ingresso della sala macchine, la cui penetrazione è possibile ma molto difficile (siamo sempre su un relitto circa sui – 40mt!!). Spostandoci verso poppa si passa accanto ai finestroni attraverso i quali si può vedere l’interno e scorgere (se assistiti da buona visibilità) i servizi igienici di bordo. All’estremità della poppa sono ancora presenti le attrezzature ed i cavi che venivano utilizzati per il lancio in mare delle bombe di profondità durante la caccia dei sommergibili nemici.
Scheda Tecnica
Nome: Equa
Tipo: cacciasommergibili
Anno di costruzione: 1930
Cantiere: Cantieri Navali Franco Tosi - Taranto (Italia)
Nazionalità: italiana
Stazza lorda: 243 tonnellate
Stazza netta: 98 tonnellate
Portata lorda: … tonnellate
Lunghezza: 39,48 metri
Larghezza: 6,83 metri
Altezza: 3,05 metri
Immersione: 2,56 metri
Apparato motore: 2 motore diesel (4 tempi 6 cilindri)
Cavalli asse: 680
Eliche: 2
Velocità: 12 nodi
Passeggeri: …
Stive: 1 x 51 m³
Data affondamento: 18 aprile 1944
Causa affondamento: investimento da parte della UJ 2220
si ringrazia Andrea Nervi per la fattiva collaborazione Sotto il UJ2220 tedesco, che l'affondò speronandola per errore a causa della scarsa visibilità
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