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  COMUNICATO IMPORTANTE
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UN ABBRACCIO - IL DIRETTORE
  Approvato dalla redazione  Martedì, 22 marzo 2016 ore 02,03 (Leggi Tutto... | )  Argomento:Notizie di cronaca subacquea e non

  DECOMPRESSIONE: QUELLO CHE NON VI HANNO MAI DETTO E CHE FORSE MAI VI DIRANNO

Fa impressione vedere il circuito del sangue nel suo insieme e pensare che le bolle si formano lì, anche nei capillari più piccoli

Giornalista delle attività subacquee, padre della rinascita di ben tre edizioni della rivista Mondo Sommerso, ideatore e poi direttore della rivista Immersione Rapida tascabile e, successivamente, Mare; collaboratore della Marina Militare Italiana, sommozzatore per 45 anni, credo di aver tutte le carte in regola per sostenere quanto vi dirò in quest’articolo, che intendo regalare a quei subacquei che hanno seguito tutti i miei alti e bassi nel “serpentino” mondo delle riviste del mare.
Premesso che non sono né un medico né un tecnico di laboratorio, che tutto quanto sto per scrivere è frutto solo della mia esperienza pratica e teorica di giornalista del mare e delle attività subacquee; ecco quella che giudico una mia piccola personale “scoperta”, che potrebbe rivoluzionare tutto ciò che sapete in termini di decompressione e di bolle asintomatiche.
Quello che è stato scritto negli ultimi anni sulla decompressione, sui tessuti e sulle tabelle di decompressione è basato su concetti che hanno senso solo se si accetta la tesi, molto reale, che un subacqueo sportivo in decompressione è un malato di MDD che non presenta sintomi eclatanti, e che la tabella che sta seguendo impedisce (quando lo fa) che i problemi causati dalla produzione di bolle vengano violentemente alla luce.
Un metodo che funziona… quasi sempre, appunto… quasi sempre. (continua - clicca in basso su leggi tutto)
  Approvato dalla redazione  Domenica, 14 febbraio 2016 ore 04,02 (Leggi Tutto... | )  Argomento:Tecnologia e salute

  


VERSO IL MARE DI ALBORAN

Cari e affezionati lettori di www.marescoop.com, cari subacquei e subacquee, da un po' non ci sentiamo, la ragione è che sono diventato un navigatore solitario.
Attualmente sto veleggiando verso il mare di Alboran e non credo che tornerò mai più in Italia, il mio caro Paese che l'unica volta in cui ho avuto bisogno di lui in 66 anni, mi ha abbandonato. Senza stipendio, senza pensione, senza aiuti sociali, cioè zero. Dopo 50 anni di lavoro, 380.000 euro di contributi versati e tante, tante tasse pagate.
Un anno il 2014 che ho superato grazie alla elemosina dei parenti.
Appena ricevuta la prima rata della pensione, dopo l'anno "fornero", sono salpato con la mia piccola barca a vela per non tornare mai più. Ciò nonostante dopo 11 anni e cinque attacchi di pirateria informatica, marescoop è ancora in piedi. Non è mia intenzione chiuderlo, nonostante non mi abbia mai reso una lira acc. un euro.
È vostro, da anni dibattete i problemi della subacquea nel suo forum. Io sono solo colui che paga la bolletta senza mai chiedervi nulla, solo se possibile un po' di rispetto per il mio impegno.
Credo che marescoop, abbia salvato molte vite con la sua politica di prudenza nei confronti delle nuove attrezzature e vi ricordo che nel download rosso, troverete una bella tabella di decompressione,realizzata da me per voi con le nuove tabelle US Navy e relative tappe a sei metri anche in ossigeno.
Colgo l'occasione per ricordarvi che la tappa a tre metri è stata abolita da tempo.
Nel forum e negli articoli vecchi troverete un immenso patrimonio di discussioni ed esperienze. Tutte a disposizione vostra, gratuitamente.
Detto questo, perchè non regalate ai vostri amici e amiche per Natale quell'incredibile libro Gli occhi del mare- Clicca qui

Un appassionato del mare non sarà più lo stesso dopo averlo letto.
Un'immensa quantità di nozioni e notizie scritte dallo scrivente e da un ufficiale di Marina, sezione armi speciali e ricerca dei suoni sottomarini. Potrete regalarlo sia in versione elettronica che cartacea, così farete anche un piccolo regalo a me. Dopo 11 anni di marescoop, posso pensare di meritarmelo?
BUON NATALE A TUTTI QUANTI,BELLI BRUTTI E PO' BIRBANTI
Il vostro delfinobianco
  Approvato dalla redazione  Sabato, 28 novembre 2015 ore 19,11 (Leggi Tutto... | )  Argomento:Notizie di cronaca subacquea e non

  HAVEN - DUE MORTI E UN FERITO GRAVE
R.It di Genova
di STEFANO ORIGONE

Tragedia in mare stamani a Genova, sulla verticale del relitto della petroliera Haven, meta di turismo subacqueo. Due sub olandesi sono deceduti, un terzo è stato salvato e ricoverato all'ospedale San Martino di Genova dopo il trasporto in elicottero.
Appena un mese fa un altro sub era deceduto in circostanze analoghe.
L'incidente è avvenuto durante Un'immersione sul relitto della petroliera Haven al largo di Arenzano, in provincia di Genova. Secondo i primi accertamenti, sarebbero stati colpiti da un malore da decompressione ma sarà l'autopsia a stabilire con esattezza le cause del decesso. Anche un terzo sub è stato colto da un leggero malore ma le sue condizioni non sarebbero gravi.
A dare l'allarme, intorno alle 10, sono stati alcuni compagni di immersione. Sul posto sono intervenuti vigili del fuoco, militari della capitaneria di porto e sanitari del 118.
Le condizioni di uno dei tre sub sono apparse subito disperate e a nulla sono valsi i tentativi di rianimarlo. Gli altr due sono stati invece trasportati in elicottero all'ospedale san martino di Genova, dove uno è morto poco dopo il ricovero.
Il pm Marcello Maresca ha aperto un fascicolo per omicidio colposo, al momento contro ignoti. Il magistrato ha disposto il sequestro delle bombole e delle attrezzature. Gli uomini della capitaneria di porto stanno interrogando gli altri compagni di immersione e il personale a bordo dei due diving che stavano accompagnando i sub

Io l'avevo detto e scritto: questa volta non ci sono dubbi usavano il rebreather, ho visto recuperare le attrezzature in televisione al telegiornale
il direttore
  Approvato dalla redazione  Sabato, 16 maggio 2015 ore 22,05 (Leggi Tutto... | )  Argomento:Subacquea sportiva profonda e/o tecnica

  GLI OCCHI DEL MARE


la copertina e il retro. Che lo crediate o no, non ha nulla da invidiare ai grandi titoli di Tom Clancy e finalmente, scritto da italiani in Italia, porta agli appassionati del genere un prodotto alternativo. Tre lunghi anni di lavoro, per una ricerca approfondita, con il preziosissimo apporto di un ufficiale di marina, che ci consente di calarci nel vero mondo delle operazioni sia civili che militari sopra e sotto i mari. La prima cosa che scoprirete con "Gli occhi del mare" è che gli extraterrestri sono già arrivati sulla terra e si sono riprodotti in tremila specie. Sono i tardigradi, piccoli animaletti dalle incredibili qualità, detti orsetti, che sono attualmente allo studio degli scienziati in tutto il mondo. La seconda è che la nostra Marina Militare e tutt'altro che indietro rispetto alle altre, ma, anzi, in prima fila nello sviluppo e ricerca, nonostante i pochi mezzi a disposizione. Un ammiraglio, dopo aver letto il libro ci ha detto: è pronto per diventare un grande film, occorre solo trovare il produttore

Ecco una chicca:Anche nelle profondità degli abissi uno strano momento magico stava per consumarsi.
Lo strano, nel caso dello Zifio era rappresentato da una confusa eco di ritorno simile a un grosso ctenoforo ma capace di assumere altre forme. In pochissimo tempo una luce apparve nel profondo.
Un ammasso luminoso iridescente, attraversato da tutti i colori dell’iride si avvicinò al deep diver.
I due esseri rimasero come sospesi nel vuoto nero delle profondità marine, in posizione eretta. Rivolti l’uno verso l’altro. La creatura dell’abisso, eterea, apparentemente priva di peso e trasparente, lo zifio quasi paralizzato dal suo stesso istinto.


Potete acquistarlo sul sito www.amazon.it sia in versione cartacea sia elettronica. Nella prima vi arriverà a casa in due o tre giorni. Per vederlo cliccate qui: clicca qui

Buon divertimento il direttore
  Approvato dalla redazione  Giovedì, 09 aprile 2015 ore 00,04 (Leggi Tutto... | )  Argomento:Notizie di cronaca subacquea e non

  LA STORIA INFINITA
La storia infinita
due giorni fa muore un subacqueo francese sulla Haven
Il sostituto procuratore Alberto Lari ha disposto il sequestro dell’attrezzatura e delle bombole utilizzate dal subacqueo francese e aperto un fascicolo per omicidio colposo disponendo l’autopsia.
Il pm ha incaricato la Capitaneria di effettuare alcuni rilievi e accertamenti sul computer del sub anch’esso acquisito dalla Procura che dovrebbe contenere i dati dell’immersione. Secondo quanto ricostruito, Leonord Dit Stephen, francese di 53 anni era un sub molto esperto e possedeva un super brevetto che gli permetteva di poter scendere fino a 120 metri di profondità.
Naturalmente nessuno parla di che sistema respiratorio usava Leonard e il computer potrà dire molto poco o nulla.
La subacquea sta scendendo verso il basso, scivolando sulla sua stessa merda.
Da quando sono scesi in campo i rebreather è cominciata una epidemia di malori e guarda caso, muoiono sempre subacquei esperti.
In questo sito, che a titolo completamente gratuito v'informa da 12 anni e che ha subito tre anni di vessazioni da parte di uno stalcker (individuato dalla polizia postale), sei attacchi hacker, documentati da aruba.it, potete trovare decine di articoli che vi spiegano ampiamente perché i subacquei muoiono...
Qualcuno credeva che fossimo morti anche noi, invece come l'araba fenice siamo risorti dalle ceneri e ho appena pagato per un altro anno di attività. Ne vedremo delle belle!
il direttore
  Approvato dalla redazione  Mercoledì, 08 aprile 2015 ore 08,04 (Leggi Tutto... | )  Argomento:Subacquea sportiva profonda e/o tecnica

  oggi faccio 66 anni
Hei, oggi faccio 66 anni, almeni 56 dedicati al mare
  Approvato dalla redazione  Domenica, 21 settembre 2014 ore 12,09 (Leggi Tutto... | )  Argomento:Relitti e Storia

  CODICE ROSSO! SERVE L'ELICOTTERO
nella foto, la visuale dell'operatore della Guardia Costiera che sta calando il cavo del verricello. Un operatore della GC è già a bordo e dovrà assicurare il ferito e/o l'embolizzato per il recupero immediato e il trasporto in volo all'ospedale attrezzato più vicino.
È impressionante pensare alla enorme quantità di corrente elettrostatica che si sviluppa a causa della rotazione delle pale. È importante non avvicinarsi al primo cavo che l'elicottero calerà in mare, si tratta del... parafulmine!


Un mese fa abbiamo pubblicato un articolo che annunciava la nascita della prima tv online dedicata ai viaggi in barca a vela. Sapevamo prima di tutti chi operava in questo canale e quali erano le finalità; oggi www.marescoop.com raccoglie i primi risultati della sua lungimiranza per aver creduto per primo in questo progetto. "I viaggi del bacan" ha realizzato in collaborazione con l’ ASD Acquaaria e il comando della base elicotteri della Guardia Costiera di Luni, il primo protocollo per il diportista in caso di intervento dell'elisoccorso su barca a vela.
La maggior parte dei divers raggiunge il luogo d'immersione via mare e negli ultimi anni sono aumentati gli appassionati della vela e delle profondità facendo sì che spesso la barca appoggio per l'immersione sia una barca a vela. Marescoop vi invita di conseguenza a visionare il filmato dal titolo "protocollo per il diportista" sulla tv online "i viaggi del bacan" nell'elenco canali della piattaforma www.italiaonline.tv o accedendo direttamente dalla pagina facebook de "i viaggi del bacan".
Con l'augurio della redazione di non dover mai mettere in pratica queste procedure, siamo convinti che tutti i naviganti debbano conoscerle e che la navigazione e l'esplorazioni delle profondità marine trovino un punto d'incontro sempre più affine.
Per incentivare queste tematiche “marescoop” e "i viaggi del bacan" lavoreranno sempre più in sinergia
  Approvato dalla redazione  Martedì, 12 novembre 2013 ore 20,11 (Leggi Tutto... | )  Argomento:Notizie di cronaca subacquea e non

  LA CONCORDIA EMERGE DALLE ACQUE DEL GIGLIO
A noi non sembra che la Concordia sia emersa dalle acque del Giglio, anzi ci sembra più affondata.
Oggi abbiamo assistito con sgomento alla trasmissione "la vita in diretta" dove una giornalista della Stampa di Torino e Catherin Spak parlavano del disastro navale e con orrore abbiamo sentito dire dalla giornalista della Stampa, che per prima è accorsa sul luogo della tragedia (con aereo privato), che cinque miglia equivalgono a cinquecento metri, mentre Catherin Spaak ci illustrava come la nave si fosse adagiata su quegli scogli dove aveva urtato. Il solito mostro era il comandante Schettino che aveva deciso di fare quella rotta, anzi a stare bene a sentire sembrava che Schettino avesse chiesto di fare quella rotta al suo cartografo, tipo: mi raccomando siccome dobbiamo passare a cinque miglia, cioè 500 metri, vedi di portarmi diritto sugli scogli, mi raccomando. A queste due signore che siamo certi salirebbero con i tacchi a spillo sulla barca e vomiterebbero poco prima di uscire dal porto, vorremmo far presente che cinque miglia equivalgono a 9260 metri e cioè a quasi dieci chilometri e non 500 metri.
Come si possa continuare a tollerare che del disastro navale più piccolo della storia della navigazione si continui a parlare in questi termini ci è ignoto.
Come possono signore azzimate affermare stronzate galattiche innanzi a milioni di spettatori ci risulta ignoto. Non è ignoto invece il povero Schettino, che prima considerato fra i migliori comandanti del mondo dalla Costa Crociere oggi è il mostro in prima pagina.
Abbiamo già scritto chilometri d'inchiostro nel tentativo di spiegare come sono andate realmente le cose, ma la falsità imperversa sardonica e pare che in questo paese ormai alla canna del gas, restino solo più in voga le teste di cacchio.
Magari prima o poi qualcuno riuscirà a dimostrare che senza Schettino oggi avremmo a che fare con 4000 morti e che i suoi ufficiali in plancia dovrebbero prima di parlare e rilasciare deposizioni fare un giro di chiglia, facendosi accarezzare dai denti di cane.
Questo è ciò che meritano visto che la nave in quella merda ce l'hanno portata loro e senza il comandante Schettino si sarebbero schiantati a 16 nodi contro gli scogli traducendo il tutto in una immane tragedia. Che poi il responsabile di tutto sia il comandante, è risaputo, ma sarebbe egualmente responsabile se fosse stato in bagno sulla tazza del cesso o addormentato, magari fra le braccia della moldava. Che il comandante sia SEMPRE il responsabile lo sappiamo tutti, ma da li a trasformare un grande marinaio in una figura da operetta ce ne passa di acqua sotto i ponti.
Buona notte popolo
il direttore
PS.Qualcuno sta cercando di farvi credere che una nave lunga trecento metri e alta 47, del peso di 115.000 tonnellate, va dove decide il comandante? Cioè se il comndante esce pazzo i suoi ufficiali all'ordine di speronare l'isola del Giglio rispondono aye aye Sir e sbattono i tacchi? In merito al ritrovamento dei due cadaveri ci siamo già espressi. Oggi hanno trovato il primo grazie alle sue scarpe da ginnastica ma serve un esame del DNA perchè potrebbe anche essere il coniglio o il gatto della Serbelloni Mazzanti Vien dal Mare, data la densità di scheletri che si aggira intorno a quella nave. Mancano due corpi, su 4320, trovano dei resti, di chi possono essere? Resta da vedere che cosa succederà quando cominceranno a pompare acqua nei cassoni che hanno affiancato alla nave. Vuota pesava 115.000 tonnellate, quanto peserà piena d'acqua? Il dritto di chiglia reggerà alle sollecitazioni o si spezzerà clamorosamente in due? Da più parti ci arrivano segnalazioni, sulla fine che avrebbe fatto il contenuto della cassaforte dei gioielli. Sembrerebbero notizie da fonti attendibili. Qualcuno ci dirà qualcosa? Oltre alla campana che cosa è sparito dalla Concordià?
Ai posteri l'ardua sentenza
  Approvato dalla redazione  Mercoledì, 09 ottobre 2013 ore 10,10 (Leggi Tutto... | )  Argomento:Notizie di cronaca subacquea e non

  UNA FESTA DELLA MARINERIA MONDIALE


Impressionante anche per vecchi marinai come lo scrivente la Festa della Marineria di Spezia che entra dalla porta principale nelle grandi occasioni mondiali del mare.
Nonostante il tempo incerto e soventi docce nel corso delle quattro giornate, il pubblico ha riempito le banchine del porto commerciale e della Passeggiata Morin; letteralmente attratto dall’occasione più unica che rara di vedere le più belle navi a vela del mondo, fare da contorno al nostro Vespucci, che quanto bellezza, ed eleganza resta a nostro parere imbattuto.
Questa volta però brillare non era così facile perché l’arrivo della Lycamobile Mediterrabean Tall Ship Regatta 2013, ci ha portato 36 superbe regine di bellezza dei mari tutte insieme.
Sermbrava di stare sulle banchine di un porto del 1800, con un intrico di cime, alberi, alberetti, sartie, gomene, gallocce, rinvii, parrocchetti, carbonere, rande fiocchi, velacci e controvelacci. Una vera gara per i gabbiani che dovevano modificare le loro rotte in quell’intricato labirinto di cime alle quali avevano perso l’abitudine.
Imponente la Mir russa che ospitava la Admiral Makarov State Maritime Academy, St. Petersburg, la tedesca Alexander von Humboldt II, l’olandese Gulden Leeuw una Gaff Schooner costruita nel 1937, la goletta francese Recouvrance tipico vascello da corsa adatto a stringere il vento, il Gaff Schooner a quattro alberi portoghese Santa Maria Manuela e potremmo andare avanti ma vi rimandiamo a http://www.tallshipsraces.com/Vessels/Race_Entry_List_Results.asp
Dove potrete vedere e apprezzare tutte le caratteristiche tecniche e le immagini delle grandi e piccole signore del mare.
Navi che hanno un fascino indiscutibile che riesce ad attrarre anche chi di mare ne sa molto poco o nulla.
Navi che raccontano la storia di una umanità diversa, più silenziosa, abituata a lottare con mari e venti alla pari e a volte anche in condizioni d’inferiorità.
Certo che ci vuole molta fantasia a immaginare che cos’era una battaglia navale all’epoca dei grandi velieri e quanto fosse importante per tutto l’equipaggio avere come comandante un vero marinaio.
Così, ammantate di gloria se ne sono andate da Spezia in una flotta spettacolare guidata dal Vespucci, sfilando nel Golfo dei Poeti e poi fuori diga, oltre la Torre Scola per doppiare il Tino e il Tinetto e ripresentarsi alle scogliere di Porto Venere e alla chiesa “scozzese” di San Pè.
Là dove le attendeva il mare aperto e la libertà, fra voli di gabbiani figli e nipoti del mio Pippo, che volò verso quella stessa libertà e l’amore dopo tre anni passati a ingrassare di acciughe e triglie offerte con amore dal suo padre adottivo, modestamente io.
  Approvato dalla redazione  Mercoledì, 09 ottobre 2013 ore 04,10 (Leggi Tutto... | )  Argomento:Notizie di cronaca subacquea e non
  
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